27 gen 2009

Antifumo!

Oggi ho aderito, come vedrete anche dall'home page del blog, alla campagna lanciata da "Il blog di Alessio" sul tema "Fumi o non fumi? Iniziative, storia e statistiche". Personalmente non fumo, ma non giudico chi la pensa diversamente da me. Semplicemente, se ne parlo, faccio presente tutti i rischi cui va incontro. E soprattutto non mi vergogno di chiedere - gentilmente - a chi mi fuma sotto il naso di spostarsi e di non ammazzare anche me.

Leggendo il post (che è del marzo 2007 ma che ieri solo ho letto) ed i relativi commenti ho trovato alcuni generi di commenti:

Quelli che ... devono per forza trovare un'utilità in tutto: ebbene l'utilità sta nel diffondere il concetto che il fumo fa male anche a chi circonda il fumatore. Chi non vuol rispettare se stesso e vuoi correre dei rischi, ben può farlo, ma senza danneggiare gli altri.

Quelli che ... non è facile smettere. Certo che non è facile, per questo sarebbe bene non cominciare per nulla. Senza contare che la volontà e l'intima convinzione (cosa diversa dal mero sapere) che il fumo faccia male possono forse aiutare.

Quelli che ... sì bella cosa, ma non bisogna giudicare chi fuma. Beh no, ma sarebbe bene che non fumassero sotto il naso dei non fumatori e sarebbe il caso per il loro bene che smettessero.

Quelli che ... riportano il loro dramma personale o di chi gli sta vicino. Sono i commenti che meritano maggior attenzione e rispetto del dovuto, e sono le le testimonianze che forse servono più di mille parole perché generalmente l'animo umano si rende conto del pericolo solo quando lo vede o lo avverte: nel caso del fumo è troppo tardi.

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23 gen 2009

Stato/Chiesa. E nel frattempo che fa Eluana?

Su La Repubblica del 22/01/2009 è apparsa un’intervista al cardinale di Torino, Severino Poletto, a cura di Paolo Griseri. Con la dovuta premessa che non sono medico e non conosco le condizioni di Eluana né di altri malati in stato vegetativo, la finalità certo non è confermare o smentire le singole, rispettabilissime, scelte dei familiari di persone che si trovano in tali tragiche situazioni. Non ne ho le competenze nè la voglia.


Rimango perplesso, leggendo l’intervista, quando si afferma che un medico non dovrebbe rispettare la scelta di Eluana Englaro di morire, «perché quella scelta va contro i principi morali della Chiesa». E poco dopo « … se le due leggi (dell’uomo e di Dio nda) entrano in contrasto è perché la legge dell’uomo non è una buona legge …» . Quindi: la legge di Dio è superiore.

Temo che la questione dell’eutanasia non avrà fine nel breve periodo. Purtroppo le parti contrapposte, Chiesa e Stato, vogliono risolvere la questione con leggi generali ed astratte. La Chiesa, dal canto suo, periodicamente pretende di metter bocca nella legislazione/giurisdizione italiana dimenticando che l’Italia è indipendente dal Vaticano. E nessun politico che una volta e per sempre chieda, con gentilezza, di non interferire (grazie).

Non è, d’altra parte, nemmeno sbagliato considerare le questioni di coscienza. La coscienza di ognuno di noi è fondamentale per lo sviluppo umano. Una strada percorribile potrebbe essere quella del testamento biologico, credo già attuata in Spagna: ognuno dovrebbe aver cura/obbligo sociale di lasciar scritto in modo chiaro ed inequivocabile quali intenzioni abbia trovandosi in uno stato vegetativo (nel quale, molte volte non ha la possibilità di esprimersi o di farlo lucidamente), secondo le proprie intenzioni, secondo la propria fede, e non secondo la fede dei medici o dei familiari.

La questione è che la Chiesa trascura che, intanto, non tutti credono alla legge di Dio (se ne facessero una ragione). In secondo luogo trascura che chi ci crede, col suo operato in contrasto con la legge o con la giustizia italiana, potrebbe impunemente creare gravi ripercussioni nei confronti di chi credente non è. I non credenti non sono obbligati a seguire la legge di Dio, per quanto perfetta sia. Nessuno può obbligare un non credente a subire queste sofferenze (piccole o grandi che siano) per la legge di Dio (in cui non crede).

In realtà essere credenti è una posizione rispettabilissima. Guai a chi crea discriminazioni religiose. Ma chi è dipendente pubblico, di uno Stato laico, deve mettere in conto di trovarsi in situazioni in cui, probabilmente, non deve tener conto della propria fede, ma della volontà altrui, e della legge italiana.

Secondo aspetto che sfugge al Cardinale (ed al suo intervistatore): quando si parla di legge contro l’uomo; oppure di cessazione della vita; o in generale quando si richiama il concetto di contro le leggi di natura, mi chiedo: senza l’ausilio delle macchine, Eluana sarebbe viva? Probabilmente no. Come lei molte persone in stato vegetativo.

Poi, senza dubbio, accade che i miracoli della scienza (non di Dio) danno qualche speranza di risveglio. Ma siamo ancora agli inizi. Nel frattempo, troppe sofferenze umane (forse queste contro natura) e troppo tempo passerà. E sarà bene tener conto di chi non vuol più soffrire. Si può non condividere, ma non si può imporre uno strazio fisico e psicologico per le proprie opinioni. Anche se (si ritengono) più giuste. Geniale fu Voltaire a dire Posso non essere d'accordo con quanto dici, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa dirlo. E farlo, aggiungerei io.

Vorrei porre solo tre domande al Cardinale Poletto, che sintetizzano anche la mia posizione. Chissà che non trovi il modo di spedirgliele, o che non le legga. Magari arriva una risposta.

1) Se anche la Chiesa contempla l’uguaglianza dell'essere umano, indipendentemente dalla religione (o dalla laicità) delle persone, e se i non credenti obbediscono alle leggi dello Stato, perché un non credente deve subire anche una minima sofferenza per l'obbedienza alle leggi di Dio di un medico? È un diritto di ognuno di noi usufruire di un servizio pubblico, pur non essendo credenti?

2) Perché se i medici (allorché dipendenti pubblici) sono pagati dallo Stato, devono rispettare le regole della Chiesa? Non sarebbe più giusto che un dipendente pubblico, cioè pagato per fare un servizio pubblico (cioè per tutti, credenti e non), debba rispettare le regole dello Stato che gli conferisce uno stipendio?

3) Se i trattamenti medici non portano più vantaggi, a che pro accanirsi?

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22 gen 2009

Obama, sempre Obama, fortissimamente Obama

Barack Obama, per Grazia di Dio e soprattutto Volontà della Nazione, ha giurato. Finalmente Bush figlio (e padre) se ne vanno. Spero vivamente che le figlie non decidano di presentarsi tra una quindicina d’anni. Finalmente è il 44° Presidente degli Stati Uniti d’America. Così, oltre a Bush, ci leviamo dalle scatole tutti coloro i quali, non sapendo come commentare l’accaduto, da mesi ormai ci ripetono che Obama è il primo presidente afro - americano.

Certo fino a qualche decennio fa l’apartheid era un problema dilagante. Oggi come oggi certo il razzismo purtroppo non è sconfitto. È un problema globale non solo americano o europeo.

Ma rimango dell’idea che rimane un retaggio medievale dare così tanto risalto al fatto che Obama sia il primo presidente di colore. Così come mi avrebbe dato fastidio l’eventuale altrettanta importanza data ad Hilary Clinton come prima presidentessa degli USA. Sono persone. Come tali meritano la possibilità di candidarsi e di poter fare bene, se possibile. Laddove si mette in risalto una cosa normale come se fosse straordinaria francamente mi lascia perplesso. Beninteso Obama a mio avviso è un ottimo comunicatore, e ha grande stile. Ma francamente preferisco più dedicarmi a quello che fa che al colore della sua pelle.

In Italia si perde tempo a voler scopiazzare a destra e a manca, senza saperlo peraltro fare. E giù il presidenzialismo all’americana, giù le primarie e via considerando. Non so se c‘è qualcuno che l'ha detto, nel mare magnum di dirette televisive, ma parte del discorso di Obama dice: «No change and no hope. Responsability» . Direbbe Peppino de Filippo: «E ho detto tutto» . Responsabilità.

In Italia non guasterebbe. Responsabilità morale e politica di andarsene quando si capisce che non è il caso (penso a Villari e al caso della Commissione di Vigilanza RAI, ma non è solo). Responsabilità politica e morale di farsi giudicare (innocenti sarebbe meglio). Responsabilità dovuta ad atteggiamenti che non fanno stare al di sopra di ogni sospetto.


We can??

21 gen 2009

Quanto è facile essere Kakà.

L'affare Kakà in questi giorni ha attratto l'attenzione forse anche più di temi ben più importanti. La scelta era proposta come dolorosa, difficile, contrastata.

Da un lato i politicamente corretti sostenevano che «120 mln. per un calciatore sono troppi; è immorale. Dove andremo a finire», dimenticando che le immoralità della vita sono altre (tipo sputare in faccia all'avversario).

D'altro lato chi si è sperticato in lodi per la scelta di rimanere al Milan. In realtà Kakà non ha dovuto scegliere tra essere disoccupato e Zio Paperone. Ha scelto tra lo stare molto bene e lo stare molto meglio.

La questione è di marketing prevalentemente. Kakà ha semplicemente deciso di «investire» i soldi in meno che guadagnerà, in immagine (che non ha danneggiato) e in competizioni internazionali che continuerà a giocare al Milan.

Alla fine, morale della favola, è sempre molto facile rinunciare quando si ha già tutto, o quando non si perde nulla, vestendo i panni di chi giura amore eterno alla propria squadra o di chi è onesto.

Ma alla fine sapremo se è amore solo quando Kakà sarà a fine carriera. Sapremo se avrà fatto come Totti alla Roma o Maldini al Milan o come Toni a Firenze.

Take a look
Le altre puntate di Passaparola
"Lettera aperta a Gianni Chiodi." di Claudio Messora pubblicato il 17/01/2009
Tieniti aggiornato: http://www.Byoblu.com/User.aspx

17 gen 2009

Berlusconi, pover'uomo.

Pover'uomo Berlusconi! Non viene capito quando scherza; viene massacrato dai magistrati comunisti che vorrebbero solo sapere il perché ed il percome di sue attività; non lo lasciano governare democraticamente in pace: in fondo l'opposizione è un'inutile orpello, quando c'è un uomo di così grande statura politica. Così i giornalisti. Solo Fede ne capisce. In Europa non è capita la sua grandezza tanto da essere considerato il peggiore tra i 27 leader europei.

Per anni gli hanno triturato l'anima con il conflitto d'interessi. Tanti gli avversari affrontati da Berlusconi (la Corte Costituzionale; la Corte di Giustizia Europea; il Consiglio di Stato: mi domando ma se sono tutti comunisti, perché in Italia governa il centrodestra?).

Senza contare che Di Stefano e Beppe Grillo sono quelli più ostici. Gli vogliono far mandare Fede sul satellite. Dicono (insieme a Travaglio, a Di Pietro e a qualche altro illuminato) che se hai tre televisioni e i giornali, non puoi far politica. Ma in fondo perché privarsi dei propri beni. Perchè affidarli ad un fiduciario che li gestisce per te finché non hai terminato la tua attività politica. Berlusconi basta a sè stesso. Lui dice che non è in conflitto di interessi con il ruolo che svolge. Nè in contrasto con la legge.

Ed è vero, perché quando ha fatto qualcosa in contrasto con la legge ... si cambia la legge, ma questo è naturale. E quando non l'ha più potuto far Craxi l'ha fatto lui stesso: chi fa da sè fa per tre (che nel caso sono Berlusconi, la sua famiglia e Confalonieri).

Ma ci pensate a Rete 4? Cioè passarla dall'analogico al digitale terrestre? Chissà quanti disoccupati. Ma quei comunisti della Corte Costituzionale? Come si fa? Si fa che si promulga la legge Gasparri e si stabilisce che si procede allo switch off (cioè in soldoni al passaggio di Rete 4 in digitale) solo se il digitale terrestre ha raggiunto determinati parametri (dubbi) di diffusione entro il limite indicato dalla Corte Costituzionale. In caso negativo il limite slitta.

Colpi da fini giuristi. Specialmente molto fine decidere che a stabilire e a monitorare la diffusione del digitale terrestre sono gli stessi soggetti che dovranno ottemperare entro il limite. Sinceramente non capisco perché prendersela con Berlusconi e perché dirgli che in quanto titolare di una concessione dello Stato economicamente rilevante non è elegibile. Lo dice solo un DPR del 1957.

Mah. Nel frattempo è iniziato il Grande Fratello, poi ci sarà Sanremo e presto troveremo rubriche ed approfondimenti sull'epistemiologia del vincitore del GF, sociologi e musicologi di tutto il mondo che interagiranno a pagamento tra loro.
Ultime modifiche: 18/01/2009

16 gen 2009

Cesare Battisti e gli omicidi politici.

Di Cesare Battisti sono quasi trent’anni che si dice di tutto e di più. La questione di Cesare Battisti sta un po’ dividendo soprattutto perché c’è una parte di opinione pubblica che ritiene che l’ergastolo a suo carico sia ingiusto. Non avendo un’idea (se non dai giornali) dei processi svolti, limito le mie considerazioni ad alcuni aspetti di carattere generale.

In primo luogo è che la differenza tra omicidio politico e omicidio comune è tra le assurdità più universali che l’uomo possa mai inventare. Non è una distinzione da farsi; non è una giustificazione valida. Causare la morte di una persona è un evento di sicuro tragico, ma talvolta coperto da cause di giustificazione (per esempio la legittima difesa: hai comunque provocato la morte di una persona, ma senza commettere reato). Il fare politica, cioè il voler governare o quantomeno contribuire, non può mai sfociare nel compimento di uno o più omicidi. E neanche reati meno gravi. La prima idea che deve passare è che governare un paese e ogni sorta di disonestà, anche lieve, sono due cose che dovrebbero appartenere a due mondi diversi e non comunicanti.

Prima conseguenza è che chiunque abbia commesso reati per far affermare la propria parte politica o la propria opinione (penso a tutte le lotte armate di destra o di sinistra) certo non può essere assolto per questo. E questo per non aver usato mezzi legali. Se fosse stato arrestato per aver aderito ad un partito, ad un sindacato o per aver espresso in qualche modo (legale) la sua opinione, allora certo la condanna, ancorché definitiva, sarebbe un abominio.




Secondo luogo: tendenzialmente, oggi più di ieri, strategia migliore è sempre quella di dimostrare la propria innocenza all’interno del processo, piuttosto che scappando per mezzo mondo (come Cesare Battisti, ma non è l’unico caso). Non siamo più nella stagione dell’emergenza e negli anni di piombo. Chi evade ha torto. Chi si rende latitante, per quanto sia un suo diritto, non dà una buona impressione di sé.

Se Cesare Battisti fosse realmente innocente sarebbe stata cosa buona e giusta che non fosse andato scappando per 30 anni, e che non si fosse fatto processare in contumacia.



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14 gen 2009

Politicanti di tutto il mondo, unitevi ... e andatevene!

Quando sento parlare di «distacco dei giovani dalla politica» o qualche variazione sul tema, sento irrimediabilmente un senso di ribrezzo dentro di me. Specialmente se viene detto da chi è in politica. Ciò che sfugge alla classe politica attuale è che spesso sanno far parole e non fatti; sanno costruire bei discorsi che mi lasciano perplesso il più delle volte.

Se un ragazzo volesse far politica attivamente sa che ci sono già in Parlamento figuri che sono inchiavardati alle poltrone da decenni godendo di privilegi economici (e non solo) innominati. Parte della classe politica non ha il senso morale di dimettersi quando non si è più al di sopra di ogni sospetto. E quando parlo di «al di sopra di ogni sospetto» non intendo dire che si sia necessariamente colpevoli, ma intendo dire che si dovrebbe avere il buon gusto di dimettersi dalla propria carica pubblica, o quanto meno di non ricandidarsi a fine mandato (vedi la mia proposta di modifica al Lodo Alfano) per consentire alla legge di fare il suo corso in presenza di seri indizi a carico. Questo è rispetto per la magistratura nella pratica.

E tanto più i politici hanno ruoli importanti (non necessariamente in positivo), quanto più stanno lì da tempo. Non c’è un reale ricambio e quindi le possibilità per un giovane di farsi conoscere diminuiscono. Se anche per puro miracolo qualcuno riuscisse a farsi conoscere, avrebbe a che fare con una parte del Parlamento che è condannata in via definitiva (uno per tutti http://www.beppegrillo.it/).

La legalità talvolta sembra un optional: si può chiedere ai cittadini di rispettare le leggi, se una parte di chi quelle stesse leggi è tenuto a farle in nome e per conto dei cittadini stessi è pregiudicato, e la parte rimanente consente che ciò accada?

Se volessimo stare a guardare il capello, poi, in campagna elettorale tutti a dire che le province vanno abolite, e poi i tagli riguardano sanità, istruzione e ricerca. Mica fessi: mica levano soldi ai loro colleghi/compari! Anzi in merito avevo annunciato che avrei voluto essere più preciso nel riferire i soldi che vengono spesi per le province. Al
sito di Emanuele Pressa, anche se il post è datato 2007 è abbastanza recente da far capire l'entità del problema. Quindi è più che normale che in questo caso (ma anche qui per sintesi ho fatto un esempio tra tanti) certo non si attrae attenzione da parte dell'elettorato più attento. Anzi, lo si allontana.




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9 gen 2009

Riforme possibili. We can?

Presidente della Repubblica.
Mi sono già espresso sul perché la riforma in senso presidenzialista/semipresidenzialista non vada bene. E ho già dato la mia favorevole impressione circa la nomina diretta dei ministri da parte del Premier.

Ma un punto che nessuno sembra voler toccare è quello della promulgazione delle leggi da parte del Presidente della Repubblica. Oggi come oggi il Presidente della Repubblica può rinviare alle Camere solo una volta il testo di legge. Se le Camere approvano il testo una seconda volta, il Presidente della Repubblica è costretto a promulgare la legge salvo che non si configuri per lui il reato di Alto Tradimento o di Attentato alla Costituzione.

La modifica sarebbe da effettuare in tal senso: il Presidente della Repubblica dovrebbe potersi rifiutare di promulgare una legge, nel massimo di due volte, anche se configura un semplice conflitto con la Costituzione. Se alla terza volta ritiene che persista ancora una incostituzionalità del testo di legge, richiede un parere vincolante alla Corte Costituzionale che decide. Il Presidente della Repubblica, quindi, è tenuto ad accogliere il parere vincolante della Corte.

Se questa considera il testo incostituzionale, il testo ritorna in Parlamento per un’ulteriore deliberazione che, tuttavia, dovrà necessariamente risentire dei parametri che saranno indicati nella decisione vincolante della Corte Costituzionale.

Il vantaggio che si ottiene è quello di ottenere un complesso di norme da un lato maggiormente conforme alla Costituzione, d’altro canto maggiormente ragionato sotto diversi aspetti, quindi, qualitativamente migliore; senza contare il vantaggio che si ottiene nell’economia dei processi: è prevedibile che la loro durata si riduca man mano che vi saranno leggi nuove; laddove si eviterà la maggior parte delle volte di adire la Corte Costituzionale all’interno dei processi.

Enti locali.
Dunque tutti sanno che 107 province e 8101 comuni sono uno sproposito, ma nessuno all’interno della classe politica, nonostante gli annunci, fa nulla. Anzi, si parla di tagli alla scuola, alla sanità, alla ricerca, ma non tagli alle province. Se riuscirò, effettuerò un conteggio preciso di tutti gli assessori e di tutti i consiglieri provinciali per dare un numero preciso di dipendenti pubblici che vengono pagati e, quindi, dei soldi che orientativamente potrebbero esser risparmiati.

La proposta è questa: dato che delle 107 province, solo 9 superano un milione di abitanti, posto che hanno inventato le città metropolitane come ulteriore livello tra stato e cittadino, e posto che le province sono enti inutili, dovrebbero intantosono abolite le province. Secondo passo: i comuni delle 9 province che superano un milione di abitanti si riuniscano in 9 città metropolitane.

Il risparmio, al netto, sarebbe di:
98 consigli provinciali e relative giunte;
1269 consigli e giunte comunali (la somma di tutti i comuni delle province con più di un milione di abitanti).

A voi l’idea dei soldi pubblici che si risparmierebbero. Concludo solo con tre dati, rinviando poi ad ulteriori approfondimenti:
1. Se si volesse applicare lo stesso ragionamento a province con almeno 500.000 abitanti (32 su 107) si avrebbero 75 giunte e consigli provinciali in meno rispetto ad ora; ma anche l'abolizione di 3667 consigli comunali (e relative giunte).

2. La provincia di Ogliastra ha 58.389 abitanti; mentre quella di Isernia ne ha 89.582.

3. La provincia di Torino ricomprende 315 comuni; mentre quella di Cuneo ricomprende 250 comuni.

On line si trovano le informazioni sugli enti locali e sui loro bilanci: sono pubblici.
P.S. Non avendo l'intenzione di far scomparire piccoli comuni evito di proporre la riunione degli 8101 comuni nelle 107 province (che pure porterebbe un considerevole risparmio di soldi pubblici). Ma in generale, abolendo il livello intermedio delle province, i comuni riuniti in città metropolitane più grandi, sotto il profilo degli abitanti, avranno una gestione unitaria e coordinata del territorio (si pensi solo per esempio ai trasporti ed alle scuole). I comuni più piccoli potranno proporsi direttamente nei confronti della Regione per la risoluzione/promozione di tutte le peculiarità dei singoli territori.

3 gen 2009

Sms: Siate Molto Sintetici

Nei giorni di festività natalizia (e pasquale) si spediscono, nel mondo, una quantità industriale di sms. È in questi periodi che si capisce, da un lato la loro grande utilità, ma anche come si rivelino uno strumento rivelatore di una parte di personalità di chi conosciamo. C’è chi li usa per fare auguri sinceri, provando a trovare anche una frase adeguata al destinatario. Ovviamente è ritrovabile una certa attenzione. Non sempre ricambiata, quando ci si ritrova una risposta come «Grazie, auguri». Vien spontaneo pensare di aver perso tempo. Magari s’è perso tempo anche nella vita in tal modo. A provare a comportarsi in modo scrupoloso per ricevere una risposta superficiale.

Poi ci si ritrova messaggi lunghissimi, magari anche belli, ma non personalizzati. La questione è che chi li manda, quindi, ricarica bene il cellulare, manda questo messaggio al 90% della propria rubrica, e magari agli altri risponde con il «Grazie, auguri» di cui sopra. In 5 minuti ha risolto il problema di mandare gli auguri all’universo mondo. Ma certo a me non dà l’idea di avermi fatto un augurio sincero. Poteva risparmiare i soldi. Anche perché li ha risparmiati nel resto dell’anno dato che non si hanno notizie.

Al di là degli auguri, poi, segnalo il love test. Un gioco vecchio come il cucco che si diffonde anche a pagamento. Alcune risposte su Mtv sono particolarmente utili a capire il fenomeno: «Non darlo per scontato» «Parlaci e capirai molte cose» . Molto simile alla Sibilla Cumana: «Tornerai non morirai» o al Libro delle Risposte (a cavolo) che usava Giucas Casella: cioè risposte valide un po’ per l‘universo mondo.

Concludo con un appunto sulle abbreviazioni negli sms che possono contribuire a creare messaggi analoghi a codici fiscali del tipo «Ciao. Tt ok?Xkè nn risp qnd t bla?»). Molte abbreviazioni usano le iniziali e non sono una abbreviazione comprensibile della parola (bla per parlare, per esempio).

La deviazione delle deviazioni sta nell’utilizzare, anche nei commenti ai siti, Caxxo/Ca..o per non scrivere la parolaccia. Da un lato, quindi, un eccesso nella necessità di abbreviare (che poi in questo caso nemmeno si abbrevia nulla), creando un vocabolario deviato di sole iniziali e senza sforzarsi di trovare un modo sintetico di dire le stesse cose (capacità positiva). D’altro canto nemmeno il coraggio di dir parolacce prendendosene la responsabilità.

1 gen 2009

Letterina a Gesù Bambino.

Caro Gesù Bambino, so che sei tanto buono e per questo per il 2009 avrei alcune cose da chiederti. Puoi, per favore, ricordare a Papa Ratzinger, a tutti i leader politici dei paesi civilizzati ed ai giornalisti tutte le guerre civili in corso? Ho l'impressione che abbiano altro a cui pensare.

Fai in modo che alla prossima assemblea generale dell'ONU i 46 stati attualmente contrari alla moratoria per l'abolizione della pena di morte ed i 34 stati astenuti possano finalmente dichiararsi favorevoli. La pena di morte è un omicidio legalizzato. So che nel 2008 hai già fatto molto, dato un lieve aumento dei consensi alla moratoria e un numero inferiore di voti contrari. Ma non basta. Dato che chi Ti rappresenta pensa più a definire cos'è la vita che ad evitare l'omicidio legalizzato; almeno fai in modo che le menti di chi può decidere e di chi può informare facciano capire che la vita e la morte sono due facce della stessa medaglia.

Giacché devi illuminare il Tuo Vicario e tutti coloro che credono in Te, puoi dire a tutti che politica e religione sono due cose diverse? Sai: è noioso sentir spesso parlare a sproposito della laicità dello Stato.

Fa in modo che sulle donne non vengano più effettuate violenze e fa in modo che non si pensi più che le violenze sessuali siano esclusivamente colpa degli immigrati o dei rom. Sai una gran parte delle violenze avviene in famiglia o comunque da italiani. Proteggi i bambini. Non hanno colpe.

Quando si parla, poi, di questione morale fa che se ne sappia non solo parlare, ma che sia applicata. Fa che l'esempio di Di Pietro Junior sia un esempio per tutti. Senza che fosse accusato di nulla di penalmente rilevante, è uscito dal partito. Invece chi è stato condannato per reati più diversie più grave siede in Parlamento.

Fa sì che Jimenez e Gerrard non facciano a botte con nessuno. In generale fa sì che chi, come i calciatori, guadagna così tanto da star bene fino alla 4° generazione grattandosi la pancia, non sia di cattivo esempio per tutti ed abbia il reale valore dei soldi che ha.


Auguri a tutti per un 2009 riflessivo ed allegro

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