29 dic 2009

Associazione Effetto Farfalla per l'Associazione Contro le Leucemie ed i Tumori nell'Infanzia.


Vi segnalo un evento per domani, 30 dicembre: l'Associazione Effetto Farfalla presenta la compagnia teatrale "Attori per Caso" in Pigiama per sei. Il ricavato della serata sarà devoluto all'ACLTI (Associazione contro le leucemie ed i tumori nell'infanzia). Il costo del biglietto è di € 10.
Lo spettacolo si terrà al Cinema Teatro Roma, a Via Roma a Portici.

26 dic 2009

Perplessità sulle perplessità.

Quello che è accaduto al Papa il 24 dicembre scorso mette in luce alcune analogie con la recente aggressione a Berlusconi:
- anche in questo caso per certi versi ha fatto cilecca la sicurezza che controlla Piazza San Pietro e dintorni. Così come fece cilecca la sicurezza quando vi fu l'attentato a Woityla: per ha fatto cilecca intendo dire che si è consentito che persone non autorizzate arrivassero a distanza ravvicinata dal Papa, indipendentemente dalle intenzioni. Peraltro è stato dichiarato che per isolare il Papa da ogni rischio di aggressione dovrebbe stare sotto una campana di vetro: premesso che attentare alla vita di qualcuno rimane vergognoso, questo vale per tutti i personaggi pubblici (dovrebbero vivere sotto una campana di vetro per stare al sicuro).

- il Papa ha in ogni caso detto la messa di Natale senza che l'aggressione (l'abbraccio?) cambiasse ogni programma di sorta: e se anche in questo caso ci fosse stato un piano di riserva?

- anche in questo caso le telecamere hanno ripreso la scena (ed anche negli attentati ben più gravi a Reagan, a Woityla, a Kennedy, a Osvald).
Bufale e montature anche queste?

A questo si aggiungono altre perplessità:
1) Se è falsa l'aggressione è falso il ricovero.
Per organizzare una aggressione che non comporti danno a Berlusconi, dovrebbero coinvolgersi tutta una serie di persone che potrebbero ben vendersi la notizia a decine di riviste, giornali, giornaletti, ricavandone bei soldi. E qui parlo dell'entourage del S. Raffaele che avrebbe dovuto decidere di tenerlo per tre giorni per pura finzione. Sarebbe una notizia troppo ghiotta da farsi sfuggire e da non provare a rivendere. E poi Bersani che va a trovare Berlusconi in ospedale stava al suo gioco? Mi pare poco probabile.

2) Pericolosità intrinseca del souvenir.
Mettiamo, pure, che l'aggressione sia avvenuta per davvero, ma orchestrata con la mera finalità di accrescere la popolarità di Berlusconi o di distogliere l'attenzione dalle più diverse questioni (e non, quindi suscitata dal clima). Ebbene in questo caso devo dire che sinceramente in una cosa Berlusconi ha avuto ragione: se fosse stato centrato in un occhio, avrebbe rischiato seriamente di perderselo per la strada. Quante persone pensate siano disposte a correre un rischio così elevato? Plausibilmente avrebbero organizzato qualcosa che non assomigliasse alla specialità olimpica tiro al bersaglio e che non comportasse immediati rischi per la salute presidenziale.

3) Dinamica degli eventi.
- Dalle foto e dai filmati che ho visto emerge che Berlusconi si copre il viso con il palmo delle mani, mentre per dimostrare il bluff si vedono solo foto che fanno vedere prevalentemente il dorso pulito delle mani. Ciò non toglie che nel frattempo si sia potuto pulire le mani e in parte il viso, dando quindi l'impressione che sia stato tutto un bluff.

- Il fatto che dopo alcune frazioni di secondo non sia uscito sangue dalle escoriazioni più superficiali, non vuol dire nulla: a meno che non vi recidiate l'aorta (vi invito a fidarvi sulla parola e a non provare a recidervela) vedrete che il sangue impiega sempre diversi secondi a fuoriuscire.

- Con riferimento al blog Ace on the river, il 18 dicembre scorso è stato pubblicato un commento anonimo che effettua una particolareggiata ricostruzione della situazione volta a dimostrare che in realtà i denti di Berlusconi sono sani. In primo luogo chi fa tutta la dissertazione medico scientifica è un utente anonimo (potrebbe essere uno scarparo) ed in secondo luogo si effettua una diagnosi e controdiagnosi valutando delle foto sgranate, senza nemmeno uno scampolo di visita seria. Non sono dentista, quindi non mi addentro i analisi mediche, ma so per certo che in diverse occasioni i dentisti valutano con l'ausilio di radiografie e dopo approfondite visite. Penso che ragionevolmente si possa diffidare da tale contestazione almeno fino al momento in cui l'autore del commento non si qualifica in modo certo, e non effettua una visita accurata per potersi esprimere.

Concludo dicendo che nell'analizzare le motivazioni che sosterrebbero il fatto che l'aggressione a Berlusconi sia tutta una montatura, ho l'impressione che per la gran parte siano elucubrazioni che hanno appigli molto vaghi, dietrologici: insomma non mi aspetto che adesso venga qualcuno a costituirsi dicendomi pari pari ciò che è accaduto, ma almeno mi aspetto che vi siano argomentazioni che rispondano a questi dubbi. Sono aperto ad ogni riflessione di sorta che risolva le mie perplessità.

27/12/2009 - ore 23:50. Aggiornamento.
Rinrazio Lele per la segnalazione del blog Attivissimo: segnala, sulle perplessità sollevate in relazione all'aggressione a Berlusconi, alcuni elementi che ho segnalato anch'io senza aver mai visionato il detto blog, ed in più aggiunge diversi ulteriori elementi decisamente interessanti che dimostrano quanto la tesi complottistica sia decisamente dubbia.

24 dic 2009

AUGURI DI BUON NATALE.

Auguro un felice Natale a tutti i lettori del blog. Consentitemi un pensiero speciale per tutti coloro che non possono vivere il Natale con la dovuta serenità. Penso specialmente a tutti i disoccupati, a chi a L'Aquila ha perso tutto e vive ancora situazioni di disagio, a chi come magari gli immigrati per diversi motivi è lontano anni luce dalla propria famiglia, alle persone sole e a quelle malate, a coloro che subiscono abusi nell'indifferenza generale, ai senzatetto che quando nevica non pensano a come saranno belle le piste da sci ma sperano di non morire assiderati, ed in generale a tutte quelle persone per le quali il Natale non è un momento di felicità e di riunione con la propria famiglia per i motivi più disparati. A tutte queste persone l'augurio è che tutta la loro vita possa rientrare nei binari (si spera non ghiacciati) di un minimo di serenità.

23 dic 2009

Giampaolo Giuliani assolto dall'accusa di procurato allarme.




Mi farebbe sapere Bertolaso, che tra un po' sarà pensionato, cosa ne pensa. Cosa ne pensano tutti i suoi accusatori? Perché i media non hanno dato la notizia con enfasi pari a quando è stato accusato?

18 dic 2009

Se non solo su Facebook il fatto si fa serio atto secondo: dalle minacce ai fatti.

Aborro ogni forma di violenza fisica, verbale e/o psicologica; qualunque istigazione alla commissione di reati di qualsivoglia genere. Considero la dialettica e la violenza (e le minacce) come concetti separati, per non dire opposti.

A fine ottobre 2009 avevo già affrontato il tema delle minacce su Facebook a Berlusconi, e anche allora, come ovvio, deprecavo le minacce e la violenza. Ma dovrebbe essere normale deprecare un certo tipo di commenti, non occorrerebbe nemmeno dirlo. Ecco: piuttosto chi non è normale chi ha tirato il souvenir al Presidente del Consiglio.

Il reato dell'istigazione è previsto dall'articolo 414 del codice penale che al comma 1 recita: «Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito per il solo fatto dell'istigazione». Se Zingarelli non s'è rintronato, istigare significa testualmente: «spingere qualcuno a compiere un'azione riprovevole». Nello stesso articolo è condannata l'apologia (l'esaltazione) del reato. Se, quindi, abbiamo visto che chi ha compiuto il gesto non è una persona così normale, tutti i gruppi che esaltano questo gesto, ma in generale tutti i gruppi che compiono istigazione ed apologia, che in pochi giorni sono nati come funghi non sono altro che gruppi illegali, come tali oscurabili e i fondatori, i commentatori che hanno esaltato il gesto, e probabilmente anche i semplici fan, perseguibili dalla legge per istigazione a delinquere e apologia di reato.


Il secondo concetto da non trascurare è che scrivere su Facebook non è, come disse Ferrero a fine ottobre ad Affari Italiani.it, come scriversi una lettera, per quanto anche le lettere minatorie non sono proprio dichiarazioni d'amore e costituiscono anch'esse reato. Ma il problema, su Facebook, si pone specie se si forma un gruppo. Facebook ha una grande diffusione, paragonabile al carattere di pubblicità necessario per l'istigazione ai reati. Chi istiga alla violenza, al razzismo e a qualunque reato, o alla morte di chicchessia, anche tramite Facebook, quindi, dev'essere denunciato.
Questo senza voler criminalizzare nè l'intera struttura di Facebook, nè internet in generale: sarebbe gettare via tonnellate di frutta per poche mele marce. Non ne vale la pena.

Quello che mi chiedo è possiamo individuare, nei gruppi su Facebook che volevano Berlusconi morto, dei mandanti morali? Possiamo individuarli in Di Pietro-Travaglio & co.? Ma siamo sicuri che ci sia alla fine un mandante morale? Sono sempre molto perplesso sui mandanti morali (meno sull'istigazione a delinquere). Se dico pubblicamente che Tizio mi è antipatico, e Caio tenta di ammazzarlo posso essere considerato un mandante morale?

Nel caso di Berlusconi, sinceramente, non so se c'è un mandante morale o meno, so che un pazzo ha attentato al Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana. Mi basta per considerarlo un fatto estremamente grave. Io so che minacce, istigazioni e gruppi Facebook ed intimidazioni di ogni tipo non sono solo a Berlusconi ma a diversi politici e sono tutte da condannare. So anche che non bisogna confondere la critica, che certo non prevede le minacce di morte, con gli attentati e con le offese; so che a tutti spetta il diritto di manifestazione del pensiero, ma non il diritto di offendere e di minacciare.

Concludo segnalando una minaccia che è giunta ad Andrea De Luca, un blogger decisamente bravo a cui va tutta la mia sincera amicizia e solidarietà ed il mio invito a continuare la sua attività di blogger. Non so se Andrea segnalerà la cosa alla polizia postale o meno, sarà sua libera scelta farlo (se volete saperlo io gli ho già consigliato di farlo). Ma certo non trovo assolutamente giusto che, in virtù di quanto appena detto, non si possa esprimere le sue idee (indipendentemente se le si condivida o meno) senza correre il rischio di essere minacciato.

10 dic 2009

Il limite è massimo, non minimo.

Di seguito pubblico la mail che ho inviato oggi a Michele Serra, in cui commento l'Amaca (la rubrica che tiene quotidianamente su Repubblica) di ieri. Vi darò notizia di eventuali risposte.

Gentile Serra,

vado subito al nocciolo della questione: nell'Amaca del 09 dicembre 2009, l'argomento è la proposta di portare il limite di velocità a 150 km/h. Premesso che ritengo che al volante (e non solo) la perfezione non esiste, ma esistono solo guidatori più capaci-attenti-prudenti, e guidatori più spericolati-disattenti-incapaci, vorrei riflettere su un paio di cose: aumentando il limite di velocità, in Italia subito verrà arrotondata a 160. Ritengo che chi se ne frega delle regole e dei limiti difficilmente approfondirà quali essi siano. Il problema non è il limite alzato (sul tema vorrei ricordare che migliora la qualità delle automobili e diminuiscono i consumi), ma il problema è che venga superato. Per molti il rispetto dei limiti è dovuto ai controlli, non al fatto che sia pericoloso correre (le porto in tal senso l'esperienza della Tangenziale di Napoli: prima dell'installazione del tutor era una succursale di Indianapolis, adesso sembra un posto modello), o che vi siano limiti più restrittivi (ma assenti i controlli). E così è per ogni obbligo di sorta. Personalmente appartengo alla schiera, anch'io in minoranza, di chi ritiene che ognuno dev'essere il giudice di se stesso: a me non importa se vi siano controlli o meno, io cerco sempre di rispettare i limiti e le regole in generale, anche se ritengo che un limite non sia perfettamente appropriato.

C'è un secondo aspetto che vorrei sottolineare, perché non ne sento parlare da nessuno, ma è un concetto che mi ha inculcato mio padre quando ero piccolo: mi ricordo come se fosse ieri nella nostra 127 andando in vacanza al mare con i miei genitori, il limite sul tratto di strada che percorrevamo era di 90 km/h. Mio padre si "ostinava" a non mantenere la velocità limite ma ad andare un pò meno, ed io, da sempre appassionato e soprattutto curioso di macchine, non mi capacitavo del motivo, chiedendogli di andare più veloce (ho l'attenuante generica che non avevo però nemmeno dieci anni). La sua risposta era sempre la stessa: «Guarda che quello è un limite massimo, non minimo. Nè devo per forza andare a quella velocità. Guarda quante macchine ci sono». Sono passati quasi vent'anni, ho la patente quasi da dieci, ma non dimentico quell'insegnamento. Non dimentico soprattutto l'esempio di entrambi i miei genitori che mi hanno insegnato, prima con i fatti e poi a parole, il rispetto delle regole indipendentemente dai controlli.

Tutto questo per dire che la discussione di questi giorni mi ha riportato indietro a quando ero bambino: non penso ci voglia molto a capire che i 150 è il limite massimo e non il limite minimo. Non ci vuole molto a sottolineare che la velocità va determinata anche in base al traffico, al veicolo che si guida, alla stanchezza accumulata, alla visibilità, al fatto che piova. Anche questi fattori, insieme giustamente alla velocità, determinano molte volte incidenti mortali. La vedo come una sorta di conformismo: la possibilità diventa dovere, perdendo la capacità di valutare autonomamente la situazione.

Penso che molto si potrebbe fare, oltre a dire di andar piano, se si decidesse di ritirare definitivamente la patente (senza possibilità di riprenderla per almeno dieci anni) a chi per più di tre volte fuori dai centri urbani supera i limiti di velocità di oltre 30 km/h: se non otteniamo il rispetto dei limiti e quindi una maggiore sicurezza, risolveremmo quanto meno il problema del traffico su strade ed autostrade e dell'inquinamento atmosferico.

Che poi sia più giusto il limite dei 150 o dei 125 non lo so: temo che un incidente a quelle velocità comporti comunque gravi conseguenze. Con tutta probabilità forse ha anche ragione a dire che un limite più basso è più sicuro ... se però fosse rispettato (e fatto rispettare) da tutti.

Quello che intendo segnalare è che la questione del limite è solo la punta dell'iceberg: la vera questione è che ci troviamo dinanzi a (troppe) persone che non comprendono l'importanza (o peggio non hanno il senso) del limite; che non sanno adeguare la velocità (il comportamento) alla situazione che si trova in autostrada (nella vita). E questo provoca danni in autostrada e non solo.

Personalmente ho una sola certezza: rispetto i limiti previsti dalla legge, ed entro i limiti cercherò di essere il giudice di me stesso, adeguando la velocità a tutti i fattori sopra elencati, ed indipendentemente da Tutor, Autovelox e controlli vari. Essendo uno dei principali insegnamenti che si ha a scuola guida, non vedo perché trascurarlo. Se il limite raggiungerà i 150 km/h, memore degli insegnamenti genitoriali, non è assolutamente detto che ci si vada tutti.

Dimenticavo: ritengo che un ottimo modo per consumare meno benzina è utilizzare spesso i mezzi pubblici e pretendere che questi vengano incentivati oltre che le rottamazioni delle autovetture.

06 dic 2009

Berlusconi è andato al No B day.

Silvio Berlusconi si è presentato ieri al No B Day. Gobbo, triste e con aria pessimista. Tanto era irriconoscibile che qualcuno l'ha scambiato inizialmente per Andreotti o per Veltroni. Dopo alcuni istanti di stupore generale e di brusio, riconosciuto che era Berlusconi, è partita una bordata di fischi. Per alcuni istanti, Berlusconi sembrava decisamente intimidito da quanto vedeva, ma d'altronde non poteva aspettarsi altrimenti.


Dopo diversi minuti, placata l'ira dei presenti, Silvio ha provato timidamente a parlare ad un megafono. Si è schiarito la gola, ha deglutito e ha detto di volersi dimettere, di voler subire i processi come tutti i cittadini normali, e che quando avrà dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio la propria specchiata onestà, sul piano giuridico oltre che morale, si ricandiderà sicuro di un ulteriore plebiscito. In tal modo pure gli oppositori non potranno dire alcunché sulla propria situazione moral-giudiziaria ... poi mi sono svegliato in preda ad un attacco isterico, ho vomitato l'anima del diavolo e son tornato a letto dopo diverse camomille.

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