29 set 2010

Di Pietro parla, Berlusconi ride e prova a zittirlo.

Un discorso che non è fatto da chi dice che Berlusconi è perfetto. Giusto per la cronaca: se Berlusconi ritiene che Di Pietro abbia detto falsità dovrebbe querelarlo per diffamazione: sono convinto che Di Pietro si lascerebbe processare.




Nel frattempo vedetevi cosa fa il buon Silvio mentre parla Di Pietro (il video l'ho trovato sulla pagina di Contro l'Informazione Manipolata)

27 set 2010

Merda d'artista.

Tipico esempio di merda d'artista confezionata per la grande distribuzione


















Sgarbi nel dicembre 2009 è stato condannato a pagare 30 mila euro per aver detto a Travaglio che è un pezzo di merda tutto intero. Ora non so cosa abbiano detto gli avvocati di Sgarbi per provare, vanamente, a convincere il giudice che dare del pezzo di merda non abbia valenza offensiva. Ci ho ripensato oggi leggendo un articolo di Gian Antonio Stella su Il Corriere della Sera nel quale disquisiva sull'esilarante disquisizione sul tema.

Ho pensato: se è stato condannato, qualcosa è andato storto. Mi son divertito a pensare una tragicomica requisitoria se fossi stato io l'avvocato di Sgarbi:


Egregi signori della Corte,


mi rendo conto che qui nessuno di noi è esperto di merda, ma dobbiamo renderci conto che il mio cliente è il massimo esperto di merde ed affini. Solo lui, difatti, potè permettersi di dire impunemente ad Oscar Luigi Scalfaro - allora presidente della Repubblica - che era una scorreggia fritta.


Figurarsi a Travaglio. Anzi dovrebbe ringraziare che non ha ripetuto il complimento ventidue volte: sai che show con ventidue pezzo di merda tutto intero.



D'altronde, Dante ci dice nel 18° canto dell'Inferno ai versi 115-117 "E mentre ch'io là giù con l'occhio cerco, / vidi un col capo sì di merda lordo, / che non parëa s'era laico o cherco" e (sempre nella cantica dell'Inferno) al 28 canto "Tra le gambe pendevan le minugia; / la corata pareva e 'l tristo sacco / che merda fa di quel che si trangugia".




Vorremmo forse condannare Dante? Vorremmo forse proporre di non insegnarlo più nelle scuole? No, signori della Corte nessuno penserà mai questo di Dante. O vorremmo forse contestare Carlo Emilio Gadda che ha scritto La merda? O Piero Manzoni che scrive Merda d'artista? Vogliamo discutere di De Andrè secondo cui dai diamanti non nasce nulla mentre dalla merda nasce la vita?




No signori della Corte, volendo fare una completa epistemologia ed analisi della merda non possiamo trascurare come la merda sia una parte fondante della nostra vita, un qualcosa di liberatorio in quel momento particolare della giornata un Trava... vogliate scusare il lapsus ... un pezzo di merda tutto intero ci lascia per rotte non ben precisate.


Potreste dirmi che Sgarbi non è nè De Andrè nè Dante nè Gadda nè Manzoni, ed è vero; e potreste dirmi anche che il pezzo di merda è puzzolente; offensivo e volgare se riferito a qualcuno, ed anche questo sarebbe vero; potreste dirmi che un conto è l'arte un conto sono le offese, ed anche questo è vero; ma dico: ve la siete mai odorata? Profuma forse di gelsomino la vostra? Se così fosse riconosco che il mio assistito avrebbe dovuto essere preciso e dire: sei un pezzo di merda tutto intero ma defecato dal profumato ed onoratissimo deretano del dottor Tal dei Tali. Sarebbe stato molto meno offensivo.



E poi, in ultimo, sono convinto che Sgarbi, pur esperto sul tema di merde, sia incorso in un terribile errore: il fatto è che siamo tutti circondati di merde, secche e meno secche e di tanto in tanto si può prendere un abbaglio come ha fatto Sgarbi con Travaglio.



Upgrade: non posso che condividere il post di Andrea De Luca su Informare è un dovere sulle uscite incongrue (una delle tante) del ministro Bossi.

26 set 2010

Il video di Gianfranco Fini.

Tre i punti importanti del video che vanno sottolineati e diffusi (per il resto non è che fornisce grandi novità):
1) Il fascicolo aperto dalla procura è contro ignoti e non contro Fini (nè contro Tulliani), quindi ora come ora non è nemmeno ipotizzabile che ci sia qualche cosa di illecito a suo carico.


2) Fini è veramente uno dei pochi politici a non aver subito bufere giudiziarie.


3) Tutto quello che è contestato e contestabile non riguarda l'amministrazione pubblica nè reati di estrema gravità (associazioni di stampo mafioso o camorristico, tangenti, appropriazioni indebite): al più una leggerezza nello stimare un prezzo di vendita di un bene di partito. Se non si sono incavolati ad AN sai a noi che ci frega.


23 set 2010

Scene da un manicomio. Bersani: «Meglio Tremonti che il voto». Bindi: «Tremonti premier? Mai!».

Franceschini preferisceUolter alla Binetti
Franceschini dichiara «Un errore spaccarci, basta col virus autodistruttivo ... che potrebbe essere molto peggio di Rutelli, di Mastella e della Binetti messi insieme: c'abbiamo messo anni a sfancularli non posiamo permetterci il rischio di riprenderceli».




D'Alema fa dichiarare a Bersani «Niente allarmismi, si rischia l'effetto panico, questo virus autodistruttivo potrebbe essere una banale diarrea o una semplice cagata. Rimbocchiamoci le maniche!!» il tutto mentre D'Alema pensa il prossimo libro con la Mondadori.

Franco Marini dichiara, col chiaro intento di placare gli animi: «Fariseismo».


Lo sguardo vispo di Uolter.
Veltroni: «Basta dire nomi, non sono io il papa straniero ... ma se volete possiamo fare le primarie per trovarlo, possiamo facilmente gestire il tutto con un  semplicissimo regolamento di 8745 pagine del peso di 87 kg da mandare per posta a tutti gli elettori del PD, MA ANCHE chiamare Chi l'ha visto».






Fassino: «Veltroni deve capire che se non vogliamo dire i nomi possiamo almeno dire i numeri: mica possiamo tacere».


Nel frattempo domani riunione fiume di partito per stabilire se fossero le correnti (quelle d'aria) a provocare il virus distruttivo e cercare di capire da dove vengono.



p.s. Bersani è l'unico segretario di partito che conosco che quando in piena estate l'opposizione ha cominciato a sgretolarsi e l'ipotesi elezioni era più serio dichiara: «Meglio Tremonti che il voto». Geniale. Specie pensando che la sera prima la Bindi aveva detto: «Tremonti premier? Mai!».

22 set 2010

«Fini non ha detto la verità: ecco la prova».


Questa la sintesi dei titoli de Il Giornale e di Libero (oltre a dire: «Il giallo è risolto»), ma in verità reati contestati a Fini non ce ne sono, o quanto meno non sono stati ancora dimostrati. La prova che questa volta parte da due giornali: il Listin Diario e El Nacional, e sarebbe una lettera del Ministro della Giustizia di Saint Lucia, Rudolph Francis, scrive al Primo Ministro e al Ministro delle Finanze dicendo loro che il beneficiario della casa è Giancarlo Tulliani. In pratica Tulliani sarebbe titolare della Timara Ltd. e della Printeps Ltd. e sarebbe il regista di questi passaggi di proprietà.



Se non è un falso clamoroso (che potrebbe anche essere) semmai per truffa viene indagato Giancarlo Tulliani non Gianfranco Fini nè la Tulliani. Peraltro l'indagine è ancora contro ignoti. Peraltro sabato Il Giornale aveva pubblicato un contratto di affitto dove c'erano due firme identiche di Tulliani (per locatore e locatario): in realtà è solo la nota di trascrizione sul pubblico registro del contratto di affitto.


Ammesso che ci sia una colpa, anche non costituente reato, possiamo ipotizzare qualcosa di cui, semmai, il disciolto AN potrebbe contestare (ma hanno approvato i bilanci  del partito quindi in teoria una qualche responsabilità dovrebbe essere estesa anche a chi li ha approvati).

Ricapitolando, però, nè Il Giornale nè Libero hanno fornito le prove concrete di offerte decisamente superiori  al prezzo di vendita della casa, ma solo chiacchiericcio da bar (peraltro un po' di buon senso impone di ritenere che un immobile di cui s'è detto che è fatiscente, sarà venduto a un prezzo inferiore a quello di mercato).

Le testimonianze di chi riteneva di aver visto Fini a Montecarlo a Natale 2009 e di chi sosteneva che la cucina fosse poi stata trasportata a Montecarlo sono state smentite.


Ecco invece qualcosa di cui quasi nessuno parla.






Upgrade: la votazione sull'utilizzo delle intercettazioni riguardanti Cosentino

21 set 2010

Non aspettiamo San Gennaro.

SAN GENNARO
Il 19 settembre è avvenuto il miracolo di San Gennaro: devo ammettere che il miracolo che faccia gialluta (soprannome popolano di San Gennaro) non mi lascia del tutto indifferente.   

Solo che non posso fare a meno di pensare a tutte quelle persone  (non mi sembrano mai poche) che aspettano passivamente il miracolo come modo di vita: qualunque cosa sia aspettano che sia qualcun altro a risolvere i problemi e le incombenze anche più elementari e quotidiane. Una superficialità che diventa passività dinanzi alla vita ed alle sue pieghe.

Questa rassegnazione di un popolo che raggiunge picchi di splendore, dinanzi a difficoltà piccole e grandi deve essere sconfitta. Combattiamo, dunque, contro le persone superficiali; contro le persone disoneste anche nelle piccole cose (anche non obliterare il biglietto è una disonestà che colpisce la collettività delle persone oneste e quindi colpisce anche me); contro le persone disinteressate al destino del proprio quartiere o della propria città; contro le persone che non si informano per completare le proprie nozioni e le proprie considerazioni; contro le persone che hanno chiuso la mente e parlano per partito preso.

Io sono ben capace non parcheggiare in divieto di sosta a costo di perder più tempo; oblitero l'abbonamento; la mia famiglia paga regolarmente tutte, e dico tutte, le tasse che l'universo mondo possa affibbiare; quando ho un'idea mi confronto anche con chi non la pensa come me per verificarne la tenuta; non pago il parcheggiatore abusivo; non compro cd, dvd o libri pirati; se devo informarmi o se devo risolvere un dubbio su qualsiasi cosa, anche la più banale, alzo il telefono e mi informo e non aspetto che siano gli altri ad imboccarmi; se vedo le macchine parcheggiate a cazzo con multa e ganasce intimamente GODO e francamente non penso di avere nulla da invidiare a chi queste cose non le fa e contro questi mi viene da incazzarmi come una iena a costo di rimetterci le budella.

Ma non aspetterò che sia San Gennaro a cambiare le cose (anche se ci desse una mano la cosa sarebbe gradita). Comincio a provarci io dando il buon esempio e vantandomene in giro: se ognuno lo facesse sarebbe un primo passo verso la civiltà. E anche San Gennaro sarebbe più contento .




19 set 2010

In principio il Sole delle Alpi era un simbolo della gente ...

... ma adesso come dimostra il Fatto Quotidiano, la Lega ha depositato il marchio e quindi qualunque dubbio derivante dal fatto che un simbolo storico diventa simbolo politico svanisce: il sole delle alpi, stando alla documentazione prodotta dal Fatto, è il marchio della Lega Nord, peraltro in una scuola pubblica intitolata all'ideologo della Lega Nord (Gianfranco Miglio), in una città il cui sindaco è della Lega Nord.

La scuola (per di più pubblica) deve formare le menti e le culture delle nuove leve (sempre in virtù della differenza tra insegnamento ed indottrinamento).

Giusto per rinfrescarsi la memoria sulle politiche della Lega, al di là della versione un po' più edulcorata che già mi fa rabbrividire, invito a vedere cosa diceva Bossi di Berlusconi ed anche del tricolore, i vari discorsi deliranti di Borghezio, senza contare che nell'ottobre 2009 Gentilini è stato condannato in primo grado, col rito abbreviato, dal tribunale di Venezia alla divieto di parlare nei pubblici comizi per tre anni perché istigherebbe al razzismo. Non dimentichiamoci di Matteo Salvini e delle canzoni contro i Napoletani.

17 set 2010

Stesso tempo, metà prezzo con Trenitalia.

Per un puro caso ho consultato l'orario on line di Trenitalia e ho visto che volendo andare a Salerno in treno, tra le varie opzioni possibili, ecco cosa mi ha colpito: a ben guardare l'Eurostar e l'Intercity che partono a 16 minuti di distanza l'uno dall'altro impiegano lo stesso tempo (34 minuti) ma il primo si paga 19 euro in 1° classe e 15 in seconda; il secondo rispettivamente 9 e 7 euro. Domanda: perché pagare di più se il treno ci mette lo stesso tempo?



Mi sono detto che è un caso. Invece no, perché continuando a scorrere ho individuato altri Intercity, alcuni dei quali ad onor del vero impiegano più tempo dell'Eurostar, ma altri casi nell'arco della giornata di Intercity che, a quasi metà prezzo, impiegano lo stesso tempo dell'Eurostar. Questo trascurando che sulla stessa tratta gli IC impiegano talvolta tempi diversi (seppur di un quarto d'ora) mantenendo un prezzo totalmente uguale.

In più ho notato che (scorrendo i vari orari della stessa giornata) alcuni regionali, invece, impiegano soli 38 minuti per la stessa tratta e per soli 4 minuti in più ... si pagano circa 3,30 euro.



Quello che non capisco è perché hanno costi così diversi (da 3,30 a 19 euro) treni che, seppur di classe molto diversa (regionali-IC-ES-AV), impiegano lo stesso tempo di percorrenza, o comunque si differenziano tra loro per pochi minuti.


Il fatto è che sulla tratta Napoli - Salerno i treni che impiegano lo stesso tempo (attorno ai 35 minuti) non compiono fermate intermedie (la controprova si ha che i regionali che impiegano più tempo compiono fermate intermedie).




Ma se l'Alta Velocità va come un regionale, che Alta Velocità è?




Se vi va leggete la mia recensione sul blog La vita di un io del film Questione di cuore. Trovate tutte le altre mie recensioni nella sezione Recensioni cinematografiche di Sandro.

15 set 2010

La Padania NON esiste: spiegatelo al sindaco di Adro.

Dal vocabolario Zingarelli (2008) indottrinare significa istruire in base ad una determinata dottrina o ideologia, specialmente ai fini della propaganda politica. Questo mi è venuto in mente quando ho letto della scuola di Adro con i simboli leghisti.

Ecco perché la scuola di Adro non dovrebbe avere i simboli della Lega Nord (nè di altri partiti) e ma dovrebbe avere due uniche indicazioni iconografiche: il tricolore (non la bandiera della Lega Nord) e la fotografia del Presidente della Repubblica (che non è Berlusconi).


La scuola è un luogo di formazione culturale, istruzione appunto, ma non di indottrinamento, cioè istruzione sulla base di una dottrina politica. Quanto accaduto, con le relative reazioni assolutamente ridicole per provare a giustificare l'accaduto, mi sconfortano profondamente.

Sul tema tre dichiarazioni dimostrano tutta la ridicolaggine possibile di alcuni personaggi che, purtroppo, vengono pagati con soldi pubblici e/o che assumono pubblici incarichi. 

MaryStar sostiene «Mi piacerebbe che tutti coloro che hanno polemizzato col sinfaco di Adro insieme a me lo facessero per coerenza anche le mole volte in cui sono simboli della sinistra ad  entrare in classe e vi assicuro che è molto più facile questa situazione che non trovare i simboli della Lega» manifestando una profonda invidia per non poter dire: ce l'ho duro ed al contempo dichiarando che nei libri di storia si dovrà parlare di personaggi storici come Borghezio e Gentilini e non di Mazzini e Garibaldi (due terroncelli di serie B nonché comunisti della prima ora).
 
Che voi sappiate da qualche parte c'è la falce e il martello? Dov'è Carlo Marx? Spiegate a Mary Star che avere la foto del Presidente della Repubblica in carica che è stato comunista non vuol dire avere un simbolo della sinistra a scuola. Se Mary Star mi trova una sola scuola pubblica che porta i simboli del PD o un simbolo storico e notorio della sinistra sarò ugualmente critico.

Stemma del comune di Adro.

Il sindaco leghista di Adro Oscar Lancini (colui che umiliandoli vietò la mensa ai BAMBINI i cui genitori non pagavano la retta perché senza molte possibilità economiche) ha pensato bene di sostenere che il Sole delle Alpi è una immagine appartenente all'iconografia del comune di Adro (il che è vero se lo si estende all'iconografia celtica diffusa generalmente del Nord), ma se il sindaco è leghista, la scuola è intitolata a Miglio - ideologo leghista - e riporta il simbolo  che è anche quello leghista mi sento un po' coglionato. 

Il «beneamato» Lancini, in considerazione del fatto che lo Stato Italiano è uno stato laico (ma Adro sarà una succursale del Vaticano e nessuno lo sa) di IMBULLONARE i crocifissi: e «che a nessuno venga in testa di toglierli o coprirli» pur vivendo in uno stato laico e pur essendo quella scuola frequentata dal 7% di immigrati.

Tranquilli i salentini rimangono tra noi.
La Padania, invece, ha pensato bene di confondere una associazione culturale con un partito (ovviamente di sinistra perché giovava alla causa). D'altronde basta che diate un'occhiata al sito per vedere di che si tratta e che non sono un pericoloso partito comunista che vuole attentare all'unità nazionale.

Sul blog Il concetto di Banana il video esclusivo censurato da Ecclestone di un incidente ai box.

10 set 2010

POTERE DELLA TETTA VIENI A ME!!

L'auto che si potrebbe regalare a Bruno Vespa
Bruno Vespa non ha capito più niente dinanzi ad un paio di tette, qualche sera fa, al Premio Campiello (non alla famosissima osteria numero mille dove, a dispetto del nome, non si seriva Garibaldi ma Berlusconi).

Si fosse limitato a guardare sommessamente sarebbe stato anche tollerabile, ma il commento rischia di essere facilmente offensivo anche quando non si vorrebbe: e l'effetto ottenuto da Vespa (Prego la regia di inquadrare spettacolare decoltè della signorina) con il suo commento è stato dirompente.


Questo commento, appunto, ho trovato lesivo della dignità femminile: una donna che è lì per meriti artistici, frutto di studi e sacrifici, e che per quel che mi riguarda non è obbligata ad avere una bella presenza, si è vista presa in quel momento in considerazione solo per un paio di tette. Che ci frega di quello che scrive, ha delle belle tette? Beh parliamo di quello che ci facciamo due risate da maschi e magari se ci sta ci divertiamo anche.

Sarei curioso di sapere cosa pensa la mamma bacchettona che ha denunciato la ragazza che si spalmava la crema sul seno solo perché i figli erano in piena tempesta ormonale; o le responsabili regionali e provinciali venete della CGIL che tanto si sono scandalizzate per l'iniziativa del bar TNT (concorso di bellezza per assumere una cameriera. La novità è che grazie a quel tran tran non se n'è fatto più nulla, nessuna assunzione).

Beh non ho per nulla trovato simpatici i commenti di Vespa su Silvia Avallone, e, anzi, se avesse risposto male e se avesse manifestato tutto il suo comprensibilissimo disagio in diretta, Vespa sarebbe sparito dalla circolazione ... anzi no scusate siamo in Italia: sarebbe sparita lei.



p.s. Silvia Avallone è autrice del romanzo Accaio con cui ha vinto il premio Campiello.

05 set 2010

Ogni motivo è buono per scandalizzarsi, tranne quelli seri. Scandaloso!!



Indignazione per la proposta di un gestore di un pub (Zarpellon che gestisce il TNT di Brenta) che vuole scegliere le cameriere facendo votare ai clienti le più belle, al fine poi di assumerle. Subito si muove la CGIL veneta che si scandalizza, specificamente nelle persone di Carla Pellagatta e Fabiola Carletto, responsabili regionali e provinciali del sindacato. Un po' come avviene per tutte le pubblicità sessiste o pseudosessiste.

Nessuno si scandalizza per l'affaire Noemi, nè per il fatto che Feltri ha costretto con una bufala bella e buona per far dimettere Boffo (il quale a sua volta proprio sul caso Noemi pensava semplicemente fosse necessaria maggiore sobrietà).

Nessuno scandalo se Berlusconi bacia le mani del Papa (che per lo Stato laico italiano rappresentato da Berlusconi è semplicemente un capo di Stato estero) e di Gheddafi (un dittatore). Nè per quello che accade alle donne in Libia.



Nessuno scandalo per il fatto che l'Italia non ha ratificato la convenzione che vieta l'utilizzo delle bombe a grappolo.


Nessuno scandalo quando, proprio in Veneto, una coppia è stata invitata a mangiare in orari diversi dal solito a causa del disturbo causato in albergo dalla figlia handicappata. Disturbo sicuramente inferiore a quello provocato da molti cafoni che incontro in pizzeria, o al pub o al ristorante.

Nessuno scandalo per le accuse deliranti di Pontifex.Roma che paragona i gay a malati depravati e a peccatori. 



Sono sicuro che se il concorso l'avessero fatto con dei camerieri maschi nessuno avrebbe avuto da ridire. D'altronde non ho mai sentito alcuna donna risentirsi per le pubblicità di Beckham col megapacco nelle minimutande. Poi è ovvio che in un pub le cameriere (ed anche i camerieri) necessitano di una laurea in ingegneria nucleare, ed una in chimica molecolare. Invece per il Grande Fratello, per Amici di Maria de Filippi e per L'isola dei famosi è possibile (ri)proporre personaggi per lo più dalla dubbia bravura e cultura che però avranno serate in tv e nei locali pagati da un pubblico per lo più decerebrato ed assuefatto a queste cavolate.

Caro Zarpellon comunque vada sarà un successo ... e se passo dalle tue parti vengo a farmi una birra

03 set 2010

«Mi mandano in una realtà come Palermo, con gli stessi poteri del prefetto di Forlì»





«Mi mandano in una realtà come Palermo, con gli stessi poteri del prefetto di Forlì» (frase emblematica del Generale Dalla Chiesa sulla sua situazione).
 
«Mentre a Roma si pensa sul da fare, la città di Sagunto viene espugnata dai nemici [..] e questa volta non è Sagunto, ma Palermo» (Omelia del cardinale Pappalardo al funerale del Generale Dalla Chiesa)

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