30 apr 2012

Rosy Mauro e la batelata.

Cielo grigio, a tratti qualche spiraglio di sole. Poca gente insieme a Rosy Mauro. Del cerchio magico nessuno. Nè Umberto nè Renzo Bossi giusto per dire due nomi a caso. Quasi nessuno nella desolante batelata del Sin.Pa (il sindacato padano). 

La foto esprime meglio di mille parole il concetto.


25 apr 2012

Nicole Minetti e le foto di quando non briffava.

NICOLE MINETTI QUANDO NON BRIFFAVA
La telefonata di Nicole Minetti che briffava sulla cosa (per la cui trascrizione Ghedini minaccia denunce) presenta una serie di elementi sintomatici.
Ricordo a tutti che Nicole Minetti sarebbe anche il consigliere ritenuto affidabile per lasciarci Ruby Rubacuori ... si quella che la maggioranza che sosteneva B. riteneva fosse la nipote di Mubarak.

Nel frattempo, comunque, escono le foto di quando la Minetti non briffava e quando la disprecion (ma che cacchio di parole sono) non erano ancora al massimo livello.


Ecco, ho divagato. Dicevo: la telefonata di Nicole Minetti è sintomatica di una serie di cose: innanzitutto la madrelingua inglese storpia le parole inglesi in modo sensazionale. Briffare? Disperescion? Sudamericans? Ma che lingua è? Paperopolese?

Ma anche l'italiano non è che sia granché: volevo briffare sulla cosa. Cosa? Un complemento oggetto degno di questo nome sarebbe gratuito.

Ma poi: giurami che non ti prende male. Possibile svilire così tanto un giuramento? Esattamente come la Polanco e Berlusconi, nella loro chiacchierata, sviliscono il senso di amore e tesoro. Conversazioni per puro interesse personale che vengono inframmezzate con parole che implicano ben altri coinvolgimenti.

Senza contare, cito, ne vedi di ogni? Ma di ogni cosa!! Bah. Una frase con soggetto, predicato e complemento oggetto è chiedere troppo?

E poi la sintesi finale che riassume tutto il modus operandi: sbattitene il cazzo e via andare.


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24 apr 2012

Chi non ha mai fatto una vacanza in barca ... sfigati!!

Ombretta Colli dà pieno sfoggio di superbia e di distacco dalla realtà: d'altronde, si sa, chi non ha mai fatto una vacanza in barca. Sfigati! Va bene anche un pedalò?




Che poi ricorda tanto Formigoni, che guarda caso l'ha chiamata in giunta regionale, invece di alzare il suo onorevolissimo culo e andarsene. Ricordate?



Povero Gaber che ha sopportato Ombretta Colli tanti anni. Un vero esempio di tolleranza e di democrazia. Gaber intendo

20 apr 2012

Finanziamenti ai partiti: ci stanno truffando.

RAFFIGURAZIONE GRAFICA DEL MAGNA MAGNA
Lo stucchevole spettacolo che i partiti politici stanno mostrando in questi giorni, a seguito dello scandalo finanziamenti, è pura ipocrisia, e serve solo a preparare una mega truffa affinché non cambi nulla.

Innanzitutto occorre tener presente che il popolo italiano ha già detto nel 1993 di non volere che le proprie tasse vengano utilizzate per i finanziamenti ai partiti, abolendoli, col referendum. Ogni cosa che contrasti con questa volontà è indicazione della strafottenza della classe politica tutta dell'opinione degli elettori.

C'è solo una cosa che potrebbe migliorare la volontà referendaria: chi vuole può destinare l'8x1000 delle tasse ai partiti, specificando il partito cui inviare i soldi. Il tutto con rendiconto annuale preciso e puntuale. 

Il partito che imbroglia restituisce tutto, perde tutti i rappresentanti in Parlamento e per la legislatura successiva in Parlamento non può presentarsi. Alla terza sanzione, impedimento perpetuo e per tutte le amministrazioni. Le persone scoperte a imbrogliare più che essere sbattute in galera, devono essere messe in condizione di non votare né farsi votare.

Altre previsioni sul tema sono solo una truffa.

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17 apr 2012

E' davvero necessario?

Son passati due giorni e mezzo dalla morte di Morosini. Al di là del dolore per la morte di un ragazzo di 26 anni, mi sconvolge la riproposizione in sequenza delle immagini che testimoniano la sua tragica fine. 

E anche la penosa pagina de Il Tempo che lo ritrae con gli occhi spalancati e le pupille all'indietro, probabilmente negli ultimi attimi di vita.

Considerato che sarei curioso di sapere se vi ricordate qual è il pallavolista morto recentemente in campo e in che squadra giocasse e se sapevate che un'altra giocatrice di pallavolo è morta sabato pomeriggio. In silenzio e senza dar fastidio.

Visto come in Lega si sono scannati per decidere il recupero, penso che tra un mese molti si saranno scordati anche di Morosini. E altri sportivi potranno morire per riempire, con i loro cadaveri squartati dalle autopsie, le prime pagine delle cronache in mezzo allo stupore ipocrita dei più che si domanderanno come può un giovane sportivo morire. Maledicendo il giorno dopo il vuoto domenicale derivato dalla mancanza delle partite.


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14 apr 2012

Leghista in mutande sul volantino ... giuro!!! [aggiornato]


Questo è Franco Zotti, capolista della Lega Nord a Udine. In questo modo si batte contro il governo Monti. Manco Capitan Padania potrà salvarci a questo punto. 


Anche perché Capitan Padania, in questo momento, è al telefono usando schede SIM intestate a senegalesi. Giusto per parlare in sicurezza.


Comunque sexy vero? E' perfino riuscito ad abbinare le mutande alla cravatta. Chissà se il Trota, dall'alto del suo genio ereditato dal padre, è in grado di fare questi abbinamenti.


Via Informare è un dovere.

AGGIORNAMENTO.
Ringrazio Silver Skull che segnala la foto di seguito prelevata da un volantino sempre dell'immarcescibile Franco Zotti.



Ringrazio Wil per la preziosa citazione. Qui tutto il trash elettorale.


Quella posizione un po' "hot" tra Umberto Bossi e Rosy Mauro ve la ricordate?

Forse nessuno ricorderà l'estate del 1994: erano volate per la prima volta gli stracci tra Bossi e Berlusconi nel primo sfigatssimo Governo, salvo poi ricompattarsi per poco.

Bossi, come al solito, va a Ponte di Legno e chi ciccia fuori? Rosy Mauro che si diverte in piscina insieme a colui che presto diverrà Grande Ictus Seduto. Epoca, che poi dovette ritirare il numero dal mercato per il polverone causato, chiosava:
Le strane vacanze del Senatùr: vive in un castello, canta tutta la notte, in piscina si diverte ma a modo suo.
Mi ricorda qualcuno ... ma vai a capire chi. Comunque sia, adesso quelle immagini le ha ripescate Vanity Fair. Rosy Mauro era, all'epoca, consigliere comunale di Milano.

Immagini di confidenze e giochi del tutto stridenti con l'espulsione senza tanti problemi di Rosy Mauro, improvvisamente strega da cacciare via a calci nel sedere, risparmiando, invece, il Caro Leader.

Grande Ictus Seduto non ha ufficialmente partecipato al voto per la cacciata di Rosy Mauro, ma la distanza tra loro attualmente è siderale. 

Dite la verità avevate dimenticato queste foto, e magari, dopo esserci assuefatti al bunga bunga, non sembrano più manco niente di scandaloso, vero?


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12 apr 2012

Rosy Mauro e Francesco Belsito espulsi. Continua il festival dell'ipocrisia.

BUON SANGUE NON MENTE

Continua il festival dell'ipocrisia in salsa leghista. Rosy Mauro e Francesco Belsito sono stati espulsi dalla Lega Nord. Ma nessun provvedimento per Umberto Bossi, promosso a presidente, e per Renzo Bossi, che se la cava con 40 mila euro di buonuscita per le dimissioni dal Pirellone. Forcaioli a metà.

Tutto questo festival mi ricorda il dio greco Crono (Saturno per gli antichi romani). 

Innanzitutto perché Crono, nella mitologia greca, non lascia crescere ciò che genera ma lo stritola fino ad uccidere e poi lo divora. Il tutto perchè gli fu predetto che un giorno sarebbe stato detronizzato da uno dei suoi figli. E così accadde grazie a Zeus, apparentemente dato per morto, che riuscì, tramite un veleno a far vomitare a Crono tutti i figli mangiati e poi riuscirono a detronizzarlo.

CRONO DIVORA SUO
FIGLIO -
DIPINTO DA
GOYA 1819-1823 CA.
E qui la metafora della Bossi family è evidente. Una family che ha strozzato la Lega, ha provato in ogni modo ad ottenere soldi, per esempio con una serie di attività fallite, col vetro di Murano, col caffè leghista, quello per intenderci che farebbe fuori la Lavazza, alzando il prezzo presso Silviuccio. Una family a causa della quale il detronizzato Kim Jong Bossi è stato detronizzato.


E anche qui la metafora con Crono è ancor più evidente: chiedere sempre e non dare mai. L'ossessione di possedere. Soldi e voti per i leghisti e a qualunque costo. Appoggiando e poi smentendo qualsiasi battaglia, in cui evidentemente non hanno mai creduto fino in fondo. 


Pro Berlusconi, poi anti Berlusconi poi di nuovo pro Berlusoni poi di nuovo anti Berlusconi. A seconda di come convenisse. Analogo discorso per Monti, per i No Tav per il razzismo buono solo per i baluba con la barba.


Il tutto unito alla nausea a comando, giusto quando la nave leghista affonda, l'onestà che tutto ad un tratto spunta fuori ma che ha saputo dormire finché conveniva.


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11 apr 2012

Lega Nord: la gran presa per i fondelli collettiva.

C'è un crescendo di ipocrisia nella situazione recente che trove nell'affaire Lega Nord solo la punta dell'iceberg: intanto è una situzione più estesa di quanto si pensi. Cito da Byoblu.com:
Per le elezioni politiche del 2008 e fino ad oggi, l’UDC ha percepito quasi 26 milioni di euro, avendone documentati solo 15,7, ma tra i movimenti politici quello di Casini non è che il più virtuoso: gli abbiamo regalato solo il 64% in più rispetto al dovuto. Peggio ha saputo fare il PDL, che ha ricevuto 206 milioni avendo presentato pezze giustificative per appena 53,7 milioni: il 285% in più. E l’Italia dei Valori? Le abbiamo girato 21,6 milioni di euro, anche se ha dimostrato di averne spesi solo 3,4. Parliamo del 529% di guadagno secco. Peggio, molto peggio ha saputo fare tuttavia il Partito Democratico, quello che ha assorbito Lusi: con i suoi 180 milioni di euro di rimborsi percepiti, a fronte di soli 18 milioni e mezzo documentati, ha generato l’876% di utile. Ma la Lega Nord, c’era da scommetterlo, il partito di Roma Ladrona – tanto per intenderci –, batte tutti: ha preso 41,4 milioni di euro presentando scontrini (spero non tutti del Trota) per soli 2,9 milioni, intascandosi quindi il 1308% di fondi pubblici.
E' un dato di fatto, quindi, che questa violazione così macroscopica non è che la rielaborazione delle inchieste ad orologeria che hanno colpito Fini, poi Lusi, poi Belsito. Ricatti, talvolta mezze verità. L'autista del Trota passa dallo sdegno all'enfasi del e te se’ a post!” senza tanti scrupoli nè nausee.

E poi, sinceramente, delle due l'una: o è un complotto, e non c'è bisogno di scusarsi di un bel nulla, o c'è bisogno di scusarsi, e allora non c'è nessun complotto. Parlare di ambo le cose, vuol dire buttarla in caciara quel tanto che basta a non voler far pulizia manco per nulla.

IL TROTA E LA SUA SVEGLIA
ESPRESSIONE
E' ipocrita Bersani nel parlare di legge sul finanziamento ai partiti politici: c'è già stata una volontà popolare che nel 1993 s'è espressa sostenendo che i partiti politici non devono ricevere soldi pubblici. Ma nel 1994, vengono di fatto reintrodotti. Così come trovo ipocrita il Corriere, che mette il contatore dei giorni a decorrere da quando i presidenti delle Camere hanno invocato la riforma dei finanziamenti ai partiti politici; ma che si dimentica della citata volontà popolare bellamente trascurata.
Rosy Mauro in lacrime parla di complotto e che non vuole buttare una vita di lavoro, ma io Rosy Mauro me la ricordo prevalentemente quando sbroccò al Senato, di cui è vicepresidente (sic). Ma se Rosy Mauro si dimettesse da vice presidente del Senato come le chiedono, rimarrebbe senatrice. Con svariate migliaia di euro e benefits. Non voglio pensare malignamente che sia alla sua prima legislatura e voglia ostinatamente arrivare alla pensione.

Trovo molta ipocrisia in Roberto Maroni (qui il discorso integrale di ieri sera) che ora vuole nuovamente riciclarsi, ma cambia idea come cambia il vento: nel 2005 sosteneva i No Tav, salvo poi cambiare idea una volta al Governo. Sul Trota, nel 2008 riteneva fosse una garanzia, ma ora invoca la pulizia. Occorrerà tenerlo ben presente quando si candiderà, e forse diverrà, segretario leghista. Peraltro molti dei dirigenti leghisti slinguazzavano il deretano del capo e del di lui figlio in un crescendo di opportunismo misto a paraculismo degno del peggior Umilio Fido. Quindi se di pulizia si parla, occorre cominciare da Bossi padre e figlio, e continuare verso costoro che tanto lo appoggiavano.

E' ipocrita Ictus Seduto, ovvero sia Kim Jong Bossi, (qui il discorso integrale di ieri sera) il quale ha tentato un'impostazione familistica ma ha fallito anche in questo, oltre che come ex comunista, oltre che come cantante, otre che come medico. E le lacrime da coccodrillo servono a poco, visto che ora è divenuto presidente della Lega. Gli antichi romani avrebbero descritto tale situazione con la locuzione promoveatur ut amoveatur, ovverosia sia promosso affinché sia rimosso. Laurence Peter, psicologo canadese, teorizzò in chiave umoristica il principio di incompetenza, o per l'appunto principio di Peter, secondo cui «in ogni gerarchia, un dipendente tende a salire al proprio livello di incompetenza».

A voler fare le cose senza coglionar nessuno, occorrerebbe quindi decidere se sia o meno un complotto. Nel qual caso punirne i responsabili. Ma nel caso in cui non fosse un complotto, occorrerebbe innanzitutto ristabilire la volontà referendaria proibendo i finanziamenti pubblici ai partiti; condannando tutti coloro ne abbiano fatto (o favorito) un uso indebito, indipendentemente dal partito di appartenenza, ed emarginare politicamente tutti coloro i quali li abbiano palesemente applauditi, appoggiati, esaltati per manifesta incapacità politica. 

Ma dubito che le indagini giornalistiche smettano di essere ad orologeria dalla sera alla mattina.

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10 apr 2012

Roberto Maroni: Renzo Bossi, il nome è una garanzia.

Roberto Maroni - 2008

Roberto Maroni - 2012

Più precisamente Bobo Maroni diceva:
 "Renzo ha scelto di faticare e di farsi eleggere dalla gente con le preferenze. È una scelta molto seria perché la Lega premia quelli che lavorano. Da noi funziona così. Fossi bresciano voterei Renzo Bossi, il nome è una garanzia"

Per l'appunto: da noi funziona così. Magari adesso a dimettersi dovrebbe essere proprio lui che garantiva per il figlio del suo (ex) capo. Invece che fare il sarchiapone su Kooly Noody.


Via Nonleggerlo.


09 apr 2012

Addio alla fortissima e dolcissima Miriam Mafai.

Apprezzavo Miriam Mafai. La fortissima e dolcissima Miriam Mafai. Non apprezzo la retorica ridondante che circonda i personaggi noti, anche se meritevoli come in questo caso di essere ricordati.

Una citazione di un editoriale del 1990 apparso su Repubblica e quanto mai attuale:
L' iniziativa contro gli immigrati è del tutto coerente con i principi che lo stesso Bossi aveva enunciato all' ultimo congresso della Lega quando aveva individuato un pericolo per la nostra integrità le immigrazioni recenti dal Terzo Mondo. Quando questi cambiamenti etnici e culturali superano la velocità di integrazione nella società aveva proseguito il leader la società stessa va incontro alla disgregazione, sviluppa i comportamenti patologici dell' omosessualità, della droga, favorisce le condizioni psicologiche che portano alla sterilità... Altro che Cattaneo, qui siamo a un passo appena dalla Difesa della Razza. 

VEDI ANCHE
Miriam Mafai e Peppe D'Avanzo.

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07 apr 2012

Lega Nord come dimenticare ...

... quando Umberto Bossi pensava che Silvio Berlusconi fosse mafioso, e Monti fosse la persona ideale per succedergli.

... quando la Lega Nord sosteneva i No Tav.

... quando, sprezzanti del ridicolo, facevano penultimatum su penultimatum.

... quando il senatore Buonanno sosteneva che la Padania esiste perché c'è il Grana Padano.

... quando volevano boicottare il discorso del presidente Napolitano.

... quando Calderoli chiedeva a Monti come avesse passato il Capodanno, magari sperando di poter ricevere succulente notiziuole di bunga bunga.

... quando nonostante occorresse investire in Padania, emerse dei soldi spesi in Tanzania.


Addio Grande Ictus Seduto alias Kim Jong Bossi.


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06 apr 2012

Foto da premio Pulitzer ...

Il Gazzettino di Parma confonde la Marcegaglia vera con l'imitazione fatta da Sabina Guzzanti: il tema trattato è lo scontro con Monti.

Quasi quasi li propongo per il Pulitzer.

Indovinate qual è l'argomento del giorno?

Corriere della Sera


Il Messaggero


Il Fatto Quotidiano

L'Unità

Repubblica

Libero

Il Giornale


Non che sia amante del ricordare le cose solo negli anniversari, significa svilirle, ma dato che sul terremoto a L'Aquila c'è ormai il silenzio più totale, nel giorno del suo anniversario, il terzo, mi sarei aspettato qualcosina in più. Invece solo trafiletti a metà home page, con titoli in piccolo.  Se scema l'attenzione anche negli anniversari, questa tragedia servirà a poco, e la malavita e gli speculatori avranno vita più facile, mentre i disperati e i deboli vita sempre più difficile, perché saranno soli. 

Ribadisco, è anche importante parlare di quanto accade alla Lega, ma il mondo dell'informazione funziona così, purtroppo: quando c'è un caso mediatico che tira, allora lo si cavalca in tutte le salse.

AGGIORNAMENTO
Il Corriere della Sera ha messo finalmente in evidenza l'argomento del Terremoto de L'Aquila con un docuweb e una diretta web dal centro de L'Aquila.


L'Aquila: tre anni e non sentirli.

PREFETTURA DE L'AQUILA DISTRUTTA
DAL TERREMOTO
Inutile prendersi in giro. A tre anni dal terremoto de L'Aquila la situazione è difficile per non dir drammatica.

Giorni fa ho parlato con un amico che in quel momento era a L'Aquila, ho potuto sapere che da quel che vedeva era ancora semi deserta.

Il centro storico è un paesaggio surreale con le case puntellate e disabitate. Una parvenza di vita comincia ad esserci, ma molti, troppi, sono ancora disperati, senza casa, senza lavoro.

Ma anche informandosi in giro, si sa di imprese che chiudono, o che rischiano di chiudere, rischio depressione silente per le vittime di questo strazio.

E il tutto quasi nel silenzio dei media tutti presi e compresi adesso a parlare di Bossi & co., che per carità è anche importante. Ma se fuor di retorica si evitasse di dimenticarsi di questo dramma non sarebbe male.

Per esempio ripartire dalle parole di Saviano:
«I dati dimostrano che la presenza dell'invasione di camorra (in Abruzzo) nel corso degli anni è enorme. Nel 2006 si scoprì che l'agguato al boss Vitale era stato deciso a tavolino a Villa Rosa di Martinsicuro, in Abruzzo. Il 10 settembre scorso Diego Leòn Montoya Sànchez, il narcotrafficante inserito tra i dieci most wanted dell'Fbi aveva una base in Abruzzo. Nicola Del Villano, cassiere di una consorteria criminal-imprenditoriale degli Zagaria di Casapesenna era riuscito in più occasioni a sfuggire alla cattura e il suo rifugio era stato localizzato nel Parco Nazionale d'Abruzzo, da dove si muoveva, liberamente. L'Abruzzo è divenuto anche uno snodo per il traffico dei rifiuti [...]. Dietro tutto questo, ovviamente i clan di camorra.»
Potrebbero, i media, dirci come procedono i vari filoni di inchiesta, informarci su come procede la ricostruzione. Il fatto è che quando non c'è da fare mega spot per chi so io, il terremoto non fa share e il Tg1, per esempio, non avrebbe di che vantarsi.  


AGGIORNAMENTO.
Le (r)esistenti - La 27° ora.

Diretta web dal centro de L'Aquila.

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05 apr 2012

Umberto Bossi, il cantante fallito, si dimette. E non è un pesce d'aprile stavolta.

IL SENATUR UMBERTO BOSSI
COMMENTA LE SUE DIMISSIONI
"Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti. La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia". Con queste parole Umberto Bossi se ne va. E questa volta non è un pesce d'Aprile.


Quando Saviano parlò dei legami della malavita col Nord, e in alcuni casi con la Lega, Maroni volle replicare. Dimenticando che Il Giornale, di proprietà dell'allora alleato/premier Berlusconi, aveva già sollevato analoga questione. Solo che non l'aveva fatto in prima serata, dinanzi a milioni di telespettatori.

Poi i soldi investiti in Tanzania di cui Abba e io insieme abbiamo già detto lasciavano intendere che la fine era vicina. Un tesoriere che compie investimenti di tal fatta, lasciando fallire la Padania, dovrebbe quanto meno far riflettere sull'opportunità di alcuni investimenti. Specie per chi ha sempre sostenuto che la Padania è il centro del mondo.

Adesso il regno del dittatore coreanpadano Kim Jong Bossi è finito. Con lui finirà un modello di politica ipocrita, che attrae i baluba con la barba con frasi razziste ad hoc da parte dei vari Borghezio e Gentilini all'uopo arruolati. Ma d'altronde cosa aspettarsi da uno che si è finto medico.

E adesso che Umberto Bossi si è dimesso, dopo essere stato tenuto su solo per tenere coesa la base, probabilmente finirà anche la Lega Nord. Ma adesso è un peso. Troppo compromessa la propria immagine, se non tutta la propria posizione. Al punto tale che nemmeno i baluba con la barba ci credono più.

Molti di quelli che sono stati delusi da Umberto Bossi e da Lusi e dalla relativa gestione, vedendo tradita la propria fiducia, oltre a rendersi conto di aver creduto ad una fesseria bella e buona, difficilmente ne conferiranno di nuova e voteranno altrove. Si spera per loro almeno. Molti tra chi si riconosce, invece, in Bossi non voteranno un partito privo del leader ritenuto più carismatico, ancorché ormai parlasse ruttando. Non che prima esprimesse concetti di alta filosofia, ma almeno scandiva bene le parole.

Rimarranno poche persone che ancora penseranno di essere rimaste vittime dei cosiddetti poteri forti. E che hanno creduto alla Padania, all'appogio ai No Tav e poi ai Sì Tav, hanno creduto prima al Berlusconi dicci dove hai preso i soldi e poi all'alleanza di governo con Berlusconi, hanno creduto a Monti come ottimo premier al posto di Berlusconi e poi hanno creduto fosse giusto buttar giù Monti.

Ma probabilmente saranno quattro gatti. O quattro baluba?

p.s. con un tempismo degno di nota, Giuseppe Leoni, co-fondatore della Lega, invitava Tosi ad andare a lavare i piedi ad Umberto Bossi.

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04 apr 2012

Berlusconi ma i ristoranti non erano pieni? E la crisi non era per disfattisti?

La prima dichiarazione fu fatta nel novembre 2011. Berlusconi al Governo. E' tutto ok. Come Schettino dice alla Capitaneria che va tutto bene mentre invece affondano, Berlusconi dice che va tutto bene mentre la crisi galoppa. Come quando per mesi diceva che chi parlava di crisi era un disfattista.





Poi la seconda dichiarazione. Nessun cucù con la Merkel, che anzi ha riso di lui con Sarkò. Non c'è nessun incarico di Governo attuale e forse nessuno nemmeno futuro. Anzi al Governo c'è Monti che vuole fargli pagare le concessioni.


No così, solo per chiedermi: 'a Silviè, ma non erano pieni i ristoranti?

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Sara Tommasi Alfonso Luigi Marra: addio alla love story del secolo.

Fermi restando i rapporti affettuosissimi, di reciproca stima, amicizia e solidarietà, nonché l'intenzione di continuare a collaborare per il futuro nella lotta contro l'illiceità bancaria, abbiamo dovuto purtroppo prendere atto, dopo questi due tuttavia bellissimi mesi trascorsi insieme, che la diversità di carattere non consente la prosecuzione del nostro rapporto come coppia.
Sara Tommasi, Alfonso Marra.
SARA TOMMASI E LE CONOSCENZE
ACQUISITE ALLA BOCCONI
Questo il comunicato stampa riportato da Dagospia che lascia nello sconforto tutti noi che credevamo nella love story del secolo. Questi comunicati stampa entrano nella storia del giornalismo. Cosa volete capirne voi.

Lasciarsi per comunicato stampa poi è la moda del momento, quindi è anche normale che la coppia mediatica per eccellenza, insieme a Belen & Corona, cavalchi l'onda, visto che del signoraggio bancario non riescono a far parlare proprio.

Salvo non voler pensare che al di là della pubblicità che ne ricavano, dietro quella diversità di carattere vi sia la volontà di un figlio della nostra bella Saretta. Sai com'è, la volontà di un figlio stona con la diversità di carattere firmata e sottoscritta da entrambi e talmente evidente da porre fine a due mesi seppur bellissimi.

E comunque niente, volevo rendervi partecipi di questa perla di giornalismo.

03 apr 2012

Lega Nord: ma non era Roma ad esser ladrona?

IN PADANIA
O IN TANZANIA?
Tempo fa fece discutere la scelta leghista di investire i soldi in Tanzaniatalmente che la cosa fece discutere, che se n'è occupata anche la procura, che rileva elementi di opacità nella gestione della tesoreria fin dal 2004.

Peraltro il nome di Francesco Belsito, il tesoriere leghista, è collegato ad un alto filone dell'inchiesta per presunti giri di denaro e di fatture con la 'ndrangheta calabrese, e precisamente col boss del clan dei De Stefano.

Sono curioso di sapere adesso cosa diranno i baluba leghisti a sapere che, non solo, sono stati coglionati con un razzismo usato come esca, proprio perché ritenuti baluba; ma poi devono scoprire che il tesoriere del loro partito probabilmente è in rapporti con la mala in terronia che loro tanto dicono di schifare.

Che poi la vita di Francesco Belsito non è nuovo ad ombre e sospetti: nelle prime perquisizioni del caso Ruby appare un bigliettino di tal Francesco B. Non contento consegue  due lauree, la prima in Scienze politiche a Londra e l’altra in comunicazione a Malta, entrambe sono state però giudicate nulle. 

Senza contare le accuse a Davide Boni, presidente del consiglio regionale lombardo, chiamato in causa in processi per corruzione e tangenti.

I BALUBA CON
LA BARBA
Tutto ciò dimostra come il malaffare non sia solo esclusiva dei terroni o del Sud espresso con l'efficace, pro baluba, Roma ladrona. Men che meno di una sola parte politica: da un lato come dimenticare il giustizialismo forcaiolo proprio in salsa leghista, d'altro canto non dimentichiamo che molti indagati/condannati militano un po' in quasi tutte le forze politiche dell'arco costituzionale. 

Il tesoriere Lusi, ex Margherita ed ex PD, è solo l'ultimo caso noto. Non voglio fare di tutta l'erba un fascio, quindi lungi da me affermare che tutti i politici siano disonesti. Ma il desolante quadro che emerge negli ultimi mesi fa notare come il malaffare e la disonestà stiano attecchendo dove c'è il potere politico. 

Esistono ancora sprazzi di onestà diffusa e bipartisan. Se veramente si voglia far pulizia, occorre farla coi fatti: impedire, quindi, la presenza nelle cariche pubbliche di condannati anche solo in primo grado; interdizione perpetua da tutti i pubblici uffici verso chi è condannato per i reati contro la Pubblica Amministrazione; due, massimo tre, legislature in Parlamento.

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02 apr 2012

Bossi jr. II la vendetta ... e stavolta non è uno scherzo.

LA FACCIA DEL GENIO ROBERTO BOSSI
Il piccolo Trota ... il trotino ... insomma il figlio più piccolo di Umberto Bossi, s'è fatto condannare al risarcimento dei danni biologici (1.400 €) provocati dal lancio di un gavettone pieno di candeggina contro un militante di Rifondazione Comunista.

Schiesaro, la vittima, e altri militanti di Rifondazione stavano attaccando manifesti in alcuni spazi elettorali a Laveno Mombello, in via Garibaldi, alla vigilia delle elezioni amministrative, quando Roberto Bossi e un altro giovane (anche lui condannato) sono passati in zona a bordo di un'auto li hanno insultati e hanno lanciato alcuni gavettoni con dentro candeggina

Non contento, all'epoca dei fatti, aveva anche chiamato le forze dell'ordine andando a fare la vittima sostenendo di essere rimasto vittima di un'aggressione da parte di Schiesaro.

E' evidente che il genio è uguale al genio del padre.


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Giorgio Chinaglia: morto il famoso latitante.

Tutti adesso compiangono Giorgio Chinaglia. Esattamente come non hanno fatto per Dulbecco.

Come tutti i nomi che fanno notizia adesso è l'ora dei coccorilli edulcorati. Calcisticamente parlando nulla da dire. I numeri parlano per lui. Uno dei migliori attaccanti italiani.

Umanamente comprendo che possa dispiacere, ma occorre dare le informazioni correttamente e soprattutto in modo completo. Mi rendo conto che chiamare le cose col loro nome non è arte per tutti.

Dopo il ritiro dal calcio son cominciati i guai giudiziari: indagato per riciclaggio, destinatario di due ordini d'arresto: il  primo per estorsione ed aggiotaggio, il secondo per la scalata alla Lazio. Multato per la scalata alla Lazio in quanto «condotte manipolative poste in essere in relazione ai titoli della S.S. Lazio».



Dichiara Oddi, suo ex compagno di squadra alla Lazio, rilascia una dichiarazione che è tutto un programma e che dimostra come la mentalità relativamente ai reati sia distorta.
Ci sentivamo tutte le settimane, era molto rammaricato che non poteva tornare in Italia per discolparsi, aveva capito che aveva sbagliato e voleva tornare per discolparsi. Ma se davvero aveva sbagliato, l'ha fatto solo per amore della Lazio e non come qualcuno diceva per i soldi. Ne aveva guadagnati tanti e ne ha sperperati altrettanti solo per generosità. Ripeto, se ha sbagliato l'ha fatto solo per amore della Lazio.
Non è tornato, ha preferito rimanere latitante che affrontare le conseguenze dei propri errori. Commettere reati per amore non è meno grave che farlo per soldi. Altrimenti ammazzo l'amante della mia fidanzata e la passo liscia. Avrebbe dovuto affrontare il carcere, le conseguenze dei suoi presunti errori commessi, e dopo avrebbe potuto tornare a testa alta.

La presunta contiguità camorristica ed il presunto utilizzo di ogni mezzo per raggiungere il potere, viene da morto definita sventatezza ed istintività; la latitanza diventa un'improvvisa voglia di non andarlo a prendere in nome di non si sa bene quale aura divina. Come fa Sport Mediaset, per esempio.
Meno negli affari, dove è stato coinvolto in situazioni assai poco chiare che lo hanno portato addirittura a essere accusato di contiguità con la camorra e condannato per riciclaggio. Ufficialmente, era latitante, Chinaglia. Ma nessuno, proprio nessuno, aveva voglia di andarselo a prendere e di fargli pagare colpe che tutti sapevano essere molto figlie del suo istinto, della sua perenne sventatezza, la stessa che - sottoforma di coraggio, di potenza, di mancanza totale di paura - gli aveva permesso di essere "Long John", l'ariete spaccaporte e spaccaportieri che poteva vincere da solo qualsiasi partita. Era un uomo di cuore, Giorgio Chinaglia, e non sorprende che alla fine, forse per troppo uso, sia stato proprio quello a dirgli basta.
Mai letta tanta retorica in un unico articolo nel commentare la commissione di reati. Vediamo come commentava Sport Mediaset le  disavventure giudiziarie di Chinaglia. Siamo al giorno 8 agosto 2009, ordinanza di custodia cautelare nei suoi confronti. Ufficialmente è latitante. Sport Mediaset si limita a raccontare la notizia. Così tanto per citarne un passo:
Chinaglia, servendosi dell'appoggio economico e non solo della famiglia dei Casalesi, nota nel mondo della camorra campana, avrebbe dovuto occuparsi di "riciclare e ripulire" il denaro della famiglia stessa. Denaro che sarebbe poi stato investito per acquistare una quota rilevante del pacchetto azionaro dellaLazio
In nessuna parte dell'articolo c'è la nauseabonda retorica riservataci per la sua morte. Uno stile asciutto e diretto ci informa di quello che è successo e delle accuse. E il cuore? E l'amore per la Lazio? 


Oppure qualche giorno prima un articolo, sempre di Sport Mediaset, dal titolo eloquente: "Così la criminalità entra nel calcio". E' una citazione del rapporto Ocse, ma Sport Mediaset decide di dare rilevanza al tema citando questa frase nel titolo. L'Ocse non ne parla direttamente, ma pare proprio che il riferimento sia al tentativo di Chinaglia di appropriarsi della Lazio nel 2006. Anche qui nulla di nulla sull'amore di Chinaglia per la Lazio. Praticamente le notizie che lo riguardavano, e mi riferisco a molta stampa nazionale, erano buone per coprire qualche buco in cronaca e renderla interessante in tempi di vacche magre.

Non so se Chinaglia sia colpevole o innocente, se abbia sbagliato per amore o per soldi, o meglio io lo immagino, ma penso che sarebbe stato più giusto che a dirlo fosse il processo.  Io da parte mia dico solo che dubito che i magistrati si divertano a perseguitare personaggi famosi per hobby. Ognuno di voi, sapendo di quanto gli è capitato si faccia la propria legittima idea, ma sarebbe stato coerente vedere i giornali titolare sulla morte di Chinaglia il latitante, oltre che di Chinaglia il giocatore che fu. 


Sarebbe stato coerente, come pure taluni hanno fatto, raccontare tutto di Chinaglia, dal lato sportivo al lato giudiziario, piuttosto che dare sfogo alla retorica più vomitevole. Almeno per non essere falsi.

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01 apr 2012

Beppe Grillo al posto di Umberto Bossi: sarà nuovo leader del Carroccio

BEPPE GRILLO SI ADEGUA AL
LINGUAGGIO LEGHISTA

Ebbene sì, le indiscrezioni sono sempre più forti al punto tale da essere una certezza e dicono che Beppe Grillo è il nuovo leader della Lega Nord. Tutto pur di non vedere Renzo Bossi, il figlio del capo. E nemmeno Tremonti che, sebbene sempre appoggiato dalla Lega, ha comunque fatto parte di un governo con Berlusconi.

Lo anticipò su Libero anche Paragone lo scorso Novembre: alla Lega Nord serve un nuovo leader. Non quell'imbalsamato di Kim Jong Bossi.

D'altronde Beppe Grillo era già da qualche tempo che aveva mostrato simpatie per i leghisti quando non voleva concedere agli immigrati la cittadinanza italiana.

Molte le cose in comune con la Lega: anti-Montiano come loro, anche se inizialmente nutiva speranze maggiori, per Beppe Grillo, Monti ricorda, in ordine, Merrin (de L'esorcista) ed Hal 9000 (il computer di 2001 Odissea nello spazio).

Come la Lega Nord, anche Grillo si è schierato contro la modifica dell'articolo 18. Ma il feeling è nato quando s'è schierato contro lo ius soli lo scorso fine gennaio, Grillo ha cominciato a scalfire le diffidenze dei baluba leghisti.

GUARDATE CHE FACCIA
SODDISFATTA BOSSI
Il tutto è stato poi siglato con un accordo politico in questi giorni in gran segreto, e, come dimostra la foto sotto, c'è stato un incontro tra Umberto Bossi e Beppe Grillo in una località nascosta in Brianza, ma i meglio informati dicono che in realtà sia avvenuto tutto in Tanzania, lontano da occhi indiscreti, per concordare più puntualmente le linee programmatiche a seguito di un comizio tenuto proprio in Tanzania da Grillo, all'insaputa della stampa nazionale (comizio di cui sopra vedete una foto).


Le prossime mosse ancora sono da conoscersi ma di certo Beppe Grillo con la sua attrattiva saprà risanare le disastrate casse leghiste che hanno già portato al concordato fallimentare de La Padania.


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