15 giu 2013

Vorrei capire....

È di questi ultimi giorni la pubblicazione, purtroppo, di tre notizie che hanno visto come vittima tre donne. Una giovane albanese, forse una prostituta, a Napoli pestata quasi a morte. Poi legata, imbavagliata e messa in un sacchetto dell'immondizia. La seconda notizia è quella di un bidello che spara ad un'insegnante uccidendola, a Ragusa. Poi a Scampia un figlio che uccide la mamma per futili motivi.

Vorrei sapere, dai sapientoni che parlano di femminicidio ad ogni piè sospinto, se questi tre casi rientrano o meno nel femminicidio. Io dico di no. Oltre a quanto già detto, e a cui vi rimando qui, dobbiamo intenderci sul movente. Spesso si riconduce il femminicidio al fatto che una separazione sia mal digerita dall'ex marito o dall'ex fidanzato, i quali mal sopportano che la propria donna, anzi la propria femmina, diventi da loro indipendente.

In questo caso ogni cosa fa pensare a un raptus e in ogni caso il movente non pare collegato a quello che normalmente si fa rientrare nella categoria del femminicidio. Anche se due donne sono morte e una terza lotta per non morire.

Ne approfitto per ricordare che la discussione sul movente, se mai si inserisse quell'obbrobrio giuidico meglio conosciuto come femminicidio, in sede processuale moltiplicherà i tempi di discussione. Produrrà, quindi, ingiustizia: si sanzionerà più tardi il colpevole, perchè la discussione implicherà tutta un'approfondita analisi sul movente, che normalmente adesso - eccezion fatta per processi più complessi - può essere genericamente fatto rientrare nei futili motivi. Essere lasciati dalla propria moglie o respinti dalla donna che piace o ricevere un rifiuto di una cortesia qualsiasi, è sempre un motivo futile per uccidere qualsiasi individuo.

E sottolineo che il femminicidio, nei termini in cui viene socialmente contemplato adesso, ha un suo elemento fondante nella dipendenza economica femminile nei confronti dell'uomo. Il che consente - seppur in una visione perversa del rapporto - di considerare la donna come qualcosa di cui si ha la proprietà.

Se volete, quindi, unire politiche per la famiglia e tutelare le donne, tutte le donne, forse una possibile soluzione, ancorché parziale, può essere quella di eliminare o quantomeno ridurre tale dipendenza economica.

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