07 gen 2010

Se la parolaccia all'estero crea imbarazzo, secondo una ricerca aiuta a sopportare il dolore.

Kathy Griffin, conduttrice della CNN, ha presentato la notte di Capodanno lasciandosi scappare una parolaccia, un vaffa che qui passerebbe sotto silenzio o che sarebbe ironicamente riproposta ottomila volte. La Griffin è recidiva, ed in passato aveva promesso di rinunciare all'ingaggio proprio in ulteriori casi analoghi. Tutto questo solo per far notare la differenza con le costanti volgarità verbali e non che fanno ormai parte del linguaggio comune di quasi ogni ambito.
Peraltro, in America le emittenti televisive che trasmettono parolacce prima delle 22 incorrono in sanzioni, peraltro per quanto mi risulta non ancora ritenute in contrasto dalla Suprema Corte americana con il Primo emendamento della Costituzione, che garantisce la libertà di parola.
Sul tema, tuttavia, ci aiuta una di quelle ricerche degne del premio Nobel: Richard Stephens alla Keele University ha scoperto che dire parolacce e bestemmiare aiuta a sopportare il dolore fisico (ma se vi trovate su una TV americana prima delle 22, mi spiace ma dovrete sopportare il dolore). Tantissimi complimentoni a Stephens per questa scoperta degna di nota.

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