09 feb 2010

Perplessità sulle perplessità/2: tutto ciò che occorre chiarire, che i complottisti non hanno chiarito.

Ha fatto notizia la dichiarazione di Genchi secondo il quale Nel lancio della staturetta del duomo a Milano a Berlusconi non c'è nulla di vero. A sostegno di ciò, Genchi sostiene le vistose lacune del servizio di sorveglianza. Da parte mia vorrei che fosse chiara una sola cosa: non avrei alcun problema ad ammettere che sia una bufala, in presenza di indizi gravi e concordanti che però non riesco proprio a trovare (già ne ho parlato a fine dicembre scorso in un altro post su questo blog)

Il fatto che la scorta abbia fatto cilecca è di certo grave, ma è facilmente intuibile che non sia necessariamente concordante col fatto che sia una bufala: lo stesso Berlusconi è stato vittima di un'altra aggressione (il lancio del cavalletto) senza che nessuno gridasse al complotto comunista, e ai pericoli - veri o presunti - derivanti dalle feroci critiche.

Dato che i complottisti hanno smontato la tesi cosiddetta ufficiale, mi farebbe piacere che proprio i complottisti ricostruissero la situazione, rispondendo oltre ai dubbi esposti nel primo post sul tema, anche alle seguenti domande:

1) Chi ha organizzato l'eventuale finta aggressione a Silvio Berlusconi? Lui stesso? Il partito? La sua famiglia? Non vale rispondere che è un complotto dei comunisti, o frutto dell'odio degli avversari politici, o di Internet: se qualcuno ha organizzato la finta aggressione voglio sapere nomi, cognomi ed eventuali denominazioni sociali.

2) Si sono serviti di un infermo mentale come risulta essere Tartaglia o questi finge di esserlo?

3) Se Tartaglia finge la malattia mentale come ha fatto, chi avrebbe organizzato l'aggressione, ad indurlo ad affrontare un sicuro arresto, un sicuro processo ed una sicura cura in apposite strutture mediche? Se Tartaglia non finge, chi avrebbe organizzato l'aggressione come poteva essere sicuro che un pazzo avrebbe eseguito a dovere, senza poi coinvolgere direttamente o indirettamente qualcuno?

4) L'obiettivo era colpirlo direttamente, o fingere di colpirlo con finte lesioni?


5) La scorta era informata del fatto? E l'entourage del San Raffaele? Come sono stati capaci di produrre il muro di omertà ermetica? Non bastano risposte generiche o innegianti al marxismo-stalinismo.

6) Anche i consulenti della procura collaborerebbero alla farsa? Carlo Goy, esperto maxillo - facciale, da quanto apprendo da Repubblica di oggi, ha inviato il referto alla procura in cui parla comunque di ferite a Berlusconi, ma più lievi di quelle descritte da Zangrillo (prognosi di 90 giorni), e comunque DOPO AVER VISITATO BERLUSCONI a differenza dei più che si lanciano in diagnosi di vario genere, provenienti da soggetti anonimi, basate su video sgranati.
p.s. apprendo, inoltre, dal sito JulieNews che i danni riscontrati sono "un taglio al labbro di un centimetro e mezzo, la rottura di tre denti (uno per contraccolpo) e la frattura alla mascella della spina nasale anteriore" e “ipostesia (deficit di flessibilità) al nervo infraorbitario”. Giusto per smentire chi fa diagnosi senza aver visitato prima i pazienti.

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