05 nov 2011

La speculazione non si ferma nemmeno alla morte di due bambini.

La morte di due bambini, come peraltro la morte di ogni essere umano, merita rispetto. Il rispetto che Maurizio Crozza e Geppi Cucciari hanno dimostrato sospendendo le rispettive trasmissioni.

Perché ci sono drammi verso i quali è meglio la dignità. Dignità che è mancata su Libero dove si rimpiange Bertolaso sottolineando come Gabrielli sia uomo di Prodi o non perdendo tempo per accusare Burlando. Non che sia disdicevole trovare le responsabilità, che vanno accertate, ma scatenarsi subito sul proprio avversario politico quando ancora si piangono i morti è vergognoso.

O Raffaello Binelli, sul Giornale, trova buono e giusto criticare Beppe Grillo, comprensibilmente incavolato e ferito per la sua città. Laddove il concetto di libertà intellettuale è sconosciuto, non si perde occasione per accusare il nemico politico.


Come vergognoso e scandaloso è come s'è comportato Brunello (da Montalcino) Volpe. Nel suo delirio di onnipotenza, Volpastren da la colpa a Crozza, genovese, reo di aver usato l'espressione, a dire di Volpastren, blasfema: tirar giù le madonne. Vai a spiegargli che Dio non manda punizioni divine, vai a spiegargli che non è blasfemia, vai a spiegare a Volpastren che non è cattolicesimo il veleno che da troppi mesi impunemente va sputando. Pazienza che ci siano dei morti. Problema secondario, occorre sputare veleno. Piuttosto, Volpastren rispondesse alla domanda se è o meno uno stalker.

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