19 set 2012

Il Partito Democratico e l'antidemocrazia.

Una parte del Partito Democratico - non voglio pensare che questo male sia poi così diffuso - non ha capito un tubo delle primarie e - cosa più grave - della democrazia.

Democrazia significa poter scegliere tra opzioni diverse tra loro.




Secondo Fioroni, non si può inglobare tutto ed il contrario di tutto, quindi Vendola non può partecipare alle primarie. Fioroni - magari - un giorno spiegherà a cosa serve scegliere tra due opzioni che tutto sommato non siano, se non antitetiche, quantomeno differenti tra loro. Ma dubito che il povero Fioroni ci arrivi. 

Piuttosto: chissà se Fioroni & co. non volessero intendere - con "il contrario di tutto" - che non si accettano candidati gay ... il contrario di un bel candidato etero con una sana famiglia etero.

Senza contare, come ricorda Alessandro Capriccioli, che proprio Fioroni sostenne che avrebbe contrastato - candidandosi alle primarie - contro chi avesse proposto le nozze gay. Insomma Fioroni dovrebbe chiarirsi le idee sulla democrazia. Oltre che su molte altre cose.

3 commenti:

  1. Almeno è stato onesto, dai. I centristi si stanno togliendo la maschera. E comunque però se proprio devo dire la mia, tutti i torti non ha, il problema del PD è proprio questo, voler inglobare non due visioni "diverse", ma proprio antitetiche, sinistra e destra. E fare un po' di qua e un po' di là, dare il contentino alla Camusso e votare tutto quello che propone Monti (che se l'avesse proposto Berlusconi sai le urla), l'apertura a Vendola e il ritorno di Rutelli, Scalfarotto a fare la foglia di fico e la Bindi presidente. A un certo punto, diventi grande, e non sei più il bambino che oggi voleva fare l'astronauta e domani il calciatore. A un certo punto devi scegliere cosa fare da grande. E se sei un partito politico il rischio è che gli elettori non scelgano te. Diversità va bene, ma ci vuole un'identità, il ma-anchismo si è visto dove ci ha portati.

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  2. Ed io sono anche d'accordo con te, ma le primarie servono proprio a questo. A far stabilire agli elettori qual è il leader del partito, le linee generali di un programma (che il leader esporrà quando si candida alle primarie), con quali partiti eventualmente allearsi.

    Allora: Vendola propone il matrimonio per i gay e Fioroni no? Ok: se alle primarie vince Vendola, Fioroni s'attacca al tram e se ne sta. Altrimenti va in un altro partito. E viceversa ovviamente. In questo modo si stabilisce la linea (a quel punto unica) del partito e la si persegue per una legislatura o comunque per un certo periodo di tempo. Salvo poi riproporre le primarie.

    Fioroni parla così perché sa bene che alle amministrative ovunque si siano alleati con SeL e IdV hanno vinto, altrimenti le hanno prese di santa ragione. Quindi sa che Vendola può diventare leader del PD. Perché Fioroni se si candidasse si e no i voti della sua bella famigliuola.

    Al PD hanno introdotto uno strumento - le primarie - molto moderno ed intelligente. Solo che ne hanno paura.

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  3. Ma beato te che hai ancora questo ottimismo, di primarie -di coalizione e non- se ne sono fatte tante, di promesse anche di più, e poi? Siamo sempre là, le facce sono le stesse (a parte Renzi, che per quanto mi riguarda non è il nuovo, ma il vecchio che si ripropone, non basta avere meno di 40 anni per produrre contenuti freschi e giusti), i balletti idem, un po' di qua e un po' di là. Anche lo stesso Vendola, devo dire, mi sta deludendo, a parte per le note eppur nebbiose situazioni che lo vedono coinvolto con la sanità pugliese, ma proprio per l'indecente balletto Casini sì-Casini no e la pregiudiziale anti-Di Pietro con la scusa che è "maleducato".

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