11 feb 2013

Ratzinger, le dimissioni ed il Mordkomplott.

RATZINGER INCONTRA  IL CARDINAL MARTINI
A fronte del clamore - per certi versi comprensibile - che la scelta di Ratzinger di dimettersi da Papa, in realtà la sua scelta non ha nulla di anomalo se non il fatto che negli ultimi secoli un Papa non si è mai dimesso. 

Innanzitutto va detto che la scelta è prevista dal codice di diritto canonico, quindi Ratzinger bene a fatto ad optare per questa scelta se sentiva di non farcela più. 


In secondo luogo lo stesso Ratzinger nel 2010 disse, sull'ipotesi dimissioni, che se un Papa si rende conto che non è più in grado “fisicamente, psicologicamente e spiritualmente, di assolvere ai doveri del suo ufficio, allora ha il diritto e, in alcune circostanze, anche l’obbligo, di dimettersi”.
Anzi se effettivamente le motivazioni fossero queste - e non è da escludersi che lo siano visto che già a Natale scorso l'avevo visto molto affaticato e stanco - sarebbe un esempio di profonda umiltà: essere consapevoli di non essere in grado di fare ulteriormente bene e farsi da parte per qualcuno migliore. Umiltà che non è di tutti. 

Non che la 'testardaggine' di Woytila fosse da condannare: anzi per me è stato di esempio per non addurre scuse da ogni malanno di scarsa importanza. Così come Ratzinger avvertendo la propria inadeguatezza e sentendo le forze scemare ha deciso di ritirarsi prima che sia troppo tardi.

Ripeto, sempre che siano queste le motivazioni. L'anno scorso il Fatto Quotidiano riportò la notizia del Mordkomplott ai danni di Ratzinger. Complotto di cui il Papa (quasi ex) era a conoscenza. In questo documento riservato emergono tre elementi fondamentali: l'odio tra Bertone e Ratzinger, Scola come successore proprio di Ratzinger, e la morte di quest'ultimo dopo dodici mesi. 

Chi vuol pensar male, compiendo peccato ma forse indovinandoci, può credere anche che Ratzinger abbia deciso di farsi da parte prima che possano suicidarlo con un caffè avvelenato.



p.s. Entro sera troverete persone insospettabili trasformarsi in camerlenghi emeriti - anzi più correttamente emeriti camerlenghi - o professoroni di stirpe di diritto canonico. E comunque sì, saranno probabilmente gli stessi che ad inizio 2012 capivano di spread, per poi trasformarsi, nella primavera scorsa ad espertoni di America's Cup ed in tempi recenti in stimatissimi consulenti di diritto bancario.

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