03 feb 2014

L'abuso del diritto.

Ognuno di noi nella vita ha dei diritti che, almeno per quelli più importanti, in Italia sono tutelati dalla Costituzione repubblicana. E così avviene in tutti i paesi del mondo che vogliano dirsi civili. C'è una legge fondamentale che esprime i valori (e i diritti) fondamentali della comunità di riferimento.


Ma c'è anche l'abuso del diritto: «(...) si ha abuso nel caso di uso anormale del diritto, che conduca il comportamento del singolo (nel caso concreto) fuori della sfera del diritto soggettivo esercitato, per il fatto di porsi in contrasto con gli scopi etici e sociali per cui il diritto stesso viene riconosciuto e protetto dall’'ordinamento giuridico positivo» (cfr. Levati S., Abuso del diritto, su diritto.it).

Il nostro ordinamento, dunque, prevede che ognuno può esprimere la propria opinione liberamente. Anche se si tratta di contestare il Presidente della Camera. Ma quando si dice qualcosa di sgradevole, come ad esempio la battuta sgrammaticata di Claudio Messora su Laura Boldrini, allora si deve capire che si è arrivati al limite. Le contestazioni non possono giustificare battute da trivio.

Va detto per onestà intellettuale, però, che è la prima volta, in tanti anni che seguo - e talvolta interagisco con - Claudio Messora,  che vedo una sua parola fuori luogo, e soprattutto scritta in modo sgrammaticato. Non sono sempre d'accordo, non tutto mi piace. Ma - a parte che grazie ad un suo video che ho cominciato a bloggare (precisamente questo) - ma ho sempre trovato in Claudio un modo molto educato di esporre le critiche e le idee che voleva comunicare.

Se fosse un moto di rabbia, allora saremmo alla frutta. Se una persona solitamente pacata si lascia andare ad una sgrammaticata battuta oscena si è oltrepassato ogni limite. Sperando che Claudione non si sia esposto per strategia mediatica (cioè alzare sempre il tiro).

In ogni caso le scuse sono il minimo (e sono arrivate dopo diverse ore di polemiche con un tweet). Era ora, perché uscirsene con: «ha cominciato prima lei» è solo mettere una toppa peggiore del buco. Specie se, nel frattempo, dopo anni di blogging in cui sei diventato famoso a livello nazionale sei divenuto responsabile della comunicazione del Movimento 5 Stelle. E specie se si rivelasse vera la notizia che sta trapelando, e cioè che il tweet della Boldrini è un falso.

Responsabile. Bella parola. Significa che ti prendi le conseguenze delle tue azioni. In pratica le tue responsabilità, per l'appunto. Specie se non è vero che ha cominciato prima Laura Boldrini. Perché diciamocelo: la reazione di Laura Boldrini anche se forte è la reazione anche di chi ha subito oggettivamente minacce di morte e di stupro. E allora se dobbiamo stabilire chi ha cominciato prima, giustificazione poi usata dal buon Claudio, allora hanno cominciato prima quelli che l'hanno offesa.

Se per ogni errore altrui avete invocato le dimissioni, tocca dar l'esempio. Perché posso anche pensare che le uscite infelici possono capitare a tutti, ma se appartieni ad un movimento che chiede le dimissioni per ogni errore altrui, al primo errore tuo devi andartene. La responsabilità non è solo per gli altri.

Se poi pensate che ogni critica al Movimento possa autorizzarvi ad abusare del vostro diritto di replicare alle critiche, magari facendone altre, e quindi di sfociare nell'insulto, nelle offese e nelle minacce, allora siete tutti, Messora compreso, fuori strada.

Perché se vogliamo parlare di contenuti, come giustamente desidera anche Claudio Messora, allora diamoci tutti una calmata, respiriamo bene e ognuno dice la sua con educazione, nel rispetto dei ruoli. E poi si trova la sintesi. Se alla prima critica che si riceve si attacca la pippa degli insulti, del «siete tutte merde andate affanculo» anche il Movimento 5 Stelle avrà perso.

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