28 ott 2014

Mai stato un figlio unico solitario.

Leggo dell'iniziativa intitolata «Two of us» di Fan Shi San che intende immortalare la solitudine dei figli unici, «vittime» della politica di controllo delle nascite in Cina, volendo trasmettere senso di solitudine.

Non ho potuto fare a meno di ricordarmi quando da piccolo mi chiedevano se desiderassi un fratellino o una sorellina non sapevo nemmeno io cosa rispondere, tant'è vero che mi dedicavo ad un involontario cerchiobottismo alternando le risposte: una volta volevo un fratellino o una sorellina e l'altra volta stavo bene da solo. 

Semplicemente non avevo un desiderio preponderante: ed anche oggi, dopo 32 anni da figlio unico, non so come sarebbe stato se avessi avuto un fratello o una sorella. Semplicemente dovrei tornare indietro nel tempo, vivere una vita con un fratello o con una sorella e poi, avere la possibilità di confrontare le due vite e poi di scegliere. Impossibile, ovviamente.

Posso immaginare tutto ciò per esperienza indiretta, visto che la maggior parte dei miei amici e dei miei cugini ha un fratello o una sorella. E ho capito che, come in ogni cosa, ci sono vantaggi e svantaggi. 

Tuttavia, in totale sincerità, non ho passato una vita solo anzi forse son riuscito a legarmi a pochi amici ma ottimi e i vari momenti di solitudine che ho passato sono stati momenti scelti da me, in cui avevo necessità solo di ricaricare le batterie.

Nel frattempo vedere quelle foto mi ha fatto sorgere il dubbio che io sia stato particolarmente fortunato nella vita nell'incontrare gli amici che ho incontrato. Ma ciò non penso dipenda dal fatto che sono figlio unico.

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