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20/ago/2014

Bufale assortite sulla Reggia di Caserta. Controllare era così difficile?

Il sole ferragostano ha fatto male ai giornalisti del Corriere del Mezzogiorno, in particolare a Valeria Catalano, che tra il 14 e il 15 agosto sia nella versione on line sia nella versione cartacea fanno circolare un bufala: Martin Scorsese avrebbe voluto girare alcune scene del suo film The manipulator nella Reggia di Caserta, ma sarebbe stato mandato di ufficio in ufficio: dopodicé, infastidito, avrebbe deciso di andare alla Reggia di Venaria, Torino. 

Bufala: nessuna richiesta era mai giunta, e il Corriere poi rettifica dopo un bel po' e rimuove il link on line. Inutile segnalare che - nella versione cartacea - il risalto all'articolo era maggiore del risalto dato alla smentita.

Il film di Scorsese si ispirerebbe, peraltro, alle vicende di Alessandro Proto, pseudofinanziere che ad Ottobre scorso ha patteggiato una pena di 3 anni e 10 mesi per truffa e aggiotaggio (qui capirete un po' di più del personaggino). Ma con ogni probabilità - come sostiene da oltre un mese il blogger David Puente, non esiste nemmeno il film (qui e qui)

Domanda: controllare con qualche telefonatina era così difficile?


06/ago/2014

Google: varrebbe la pena di esser chiari.


John Henry Skiller, 41 anni di Houston, è accusato di essere un pedofilo: Google, scandagliando la sua posta elettronica, ha ritrovato quella che era un'immagine pedopornografica e ha subito mandato una soffiata al National Center for Missing and Exploitation Children.

03/ago/2014

Confondere Al Capone con Al Pacino è da denuncia.

Stamattina presto, verso le 9, vado in Villa Floridiana a correre: al ritorno, dopo mezz'ora di corsa e un po' di stretching e respirazione, mentre recupero l'uscita, incrocio una coppietta di signori di mezza età, lui dice «Diceva Al Capone sei tutto pistola e distintivo»: il tizio ha le idee un po' confuse e solo per caso non gli ho fatto un cazziatone.

02/ago/2014

Il generale principio della prudenza.

Esiste un generale senso della prudenza che in genere gli adulti dovrebbero tenere per sé e per i pargoli che dovrebbero crescere. E invece capita di leggere che un genitore consenta alla figlia di undici anni di fare il bagno col mare agitato e capita che poi a causa delle onde la bimba muoia.

E allora penso che forse questa tragedia, usando il buon senso che dovrebbe essere tipico degli adulti, poteva essere evitata, magari dicendo un NO di più e sopportandosi qualche capriccio in più. A maggior ragione se, come sembrerebbe (lo riferisce TgCom 24) la bimba non sapeva nuotare.


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