24 mar 2009

Una giornata tipo a contatto con la maleducazione.

Di buon mattino sono spesso carico di buone intenzioni. Un po’ come la strada dell’inferno. Se incontro qualcuno che conosco che nemmeno mi saluta, chiunque sia, il mio pensiero è che non è così importante nella mia vita. E quindi chi se ne frega.

Entro in metropolitana - perché a meno che non ci sia necessità assoluta, è sempre consigliabile lasciare la macchina a casa nelle città come Napoli - e penso alla differenza con Roma. A Roma non hai il tempo di accorgerti che hai perso la metropolitana che un minuto dopo ne arriva un’altra. A Napoli hai tempo di pensare di tutto un po’ nei dieci minuti medi di attesa. Io osservo. Per esempio attendendo in banchina la metropolitana, osservo i ragazzi che hanno i cellulari con la musica a palla (complimenti a chi domenica scorsa mi ha fatto ascoltare due canzoni diverse in stereofonia nell’arco di pochi metri). Il primo post di questo blog fu dedicato a loro colleghi che invece avevano l’ipod con le cuffie sparato a palla. In pratica il vantaggio delle cuffie buttato a mare. Adesso si sono evoluti, solo che invece di abbassare il volume hanno giustamente tolto le cuffie.

Arriva per fortuna la metropolitana, e mentre sto per arrivare a destinazione non posso fare a meno di vedere i bambini seduti e spaparanzati comodamente, i genitori/nonni in piedi con gli zainetti. Non mi meraviglia poi immaginare che se non sei abituato a far sedere i tuoi genitori o i tuoi nonni, con gli sconosciuti te ne fregherai completamente.

Destinazione: riesco a farmi largo tra chi, pensando che il capolinea duri circa due secondi netti, è in pratica serigrafato alla porta vicino alla scritta che dice lasciare scendere. Pur essendo patentato ed automunito, muovendomi a piedi per Napoli per le strade principali, non posso fare a meno di godere fisicamente vedendo il traffico bloccato ed io a piedi che vado più rapidamente. Prima o poi si stuferanno di usare l’auto quando non serve, pur di evitare il traffico. Nel contempo rodo nel vedere chi attraversa - sulle strisce pedonali o con il verde - rischiando a causa di chi si muove in spregio di ogni regola.

È un po’ la cultura della corsa in auto ad essere sbagliata. Non è detto che ad andare in auto si faccia prima: l’auto devi parcheggiarla, possibilmente trovando un posto regolare e non in modo barbino; devi affrontare il traffico - se stai fermo in auto non è che si fa poi così presto - si dovrebbero rispettare semafori e limiti di velocità (ma purtroppo se non hai la minaccia della multa è difficile trovare qualcuno come me che lo faccia sua sponte).

Quando torno a casa, mi sento quasi al sicuro e con una convinzione forte: un miglioramento della società potrà essere visibile quando si comincerà a far rispettare quotidiane regole di convivenza. Chi è ben abituato “semplicemente” alla buona educazione ed al rispetto delle regole, non avrà mai problemi particolari e - se ne avrà - potrà sempre farsi forza con la convinzione di essere nel giusto.

3 commenti:

  1. Non posso che essere d'accordo con te! Si nota troppa maleducazione in giro e poco rispetto per le persone, per l'ambiente, per gli animali.
    Io sono per far rispettare le regole sempre e comunque!

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  2. Concordo.
    L'educazione è indispensabile e dobbiamo insegnarla fin da piccoli ai nostri figli. Può non sembrare vero, ma anche nei comportamenti dei bimbi si può notare a volte molta maleducazione, che ovviamente rispecchia quella dei genitori.

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  3. concordo in tutto.
    La maleducazione è ovunque e la si nota anche in queste cose

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