22 mar 2009

Colpevole chi soffre!!

La Chiesa Cattolica dimostra di essere al passo con i tempi e vicino a chi soffre. In passato sembrava quasi che più si fosse sfortunati/maltrattati/sofferenti nella vita terrena, più si sarebbe stati ricompensati nella vita eterna. Adesso sembra quasi il contrario.

Per modernizzarsi, in Italia - per mezzo di Monsignor Benito Cocchi - la Chiesa ha suggerito di non utilizzare sms per la Quaresima, ed in generale di non utilizzare i social network. Motivazione: occorre che si ritorni ai contatti convenzionali ed alla realtà. Sarebbe anche cosa buona e giusta se il contatto con la realtà l’avesse la chiesa prima di tutto.

Quella realtà drammatica che ci porta in Brasile, dove Josè Cardoso Sobrinho ha chiesto la scomunica per i medici che hanno fatto abortire una bimba di nove anni, violentata e rimasta incinta a seguito dello stupro e non per chi ha commesso la violenza (il patrigno). Come non capire che la colpevolezza è di chi fa il proprio dovere. Un’imbarazzante marcia indietro (quasi più imbarazzante della scomunica ai medici).

È - d’altronde - chi divorzia perché scopre che il partner è infedele o violento che merita di non potersi comunicare. È l’omosessualità ad esser vista come contrarietà alla natura, non chi la discrimina, o chi violenta una bambina di nove anni.

Si può parlare del concetto di contro natura, ma sempre nei termini dovuti: è più contro natura far partorire una bambina di nove anni non ancora perfettamente sviluppata, o farla abortire? Non potrebbe essere considerato contro natura obbligare i preti e le suore all’astinenza sessuale perpetua? Reprimere un impulso che ognuno di noi ha naturalmente appunto (in Vaticanese: Dio ci ha creati così) non è contro natura?

Una Chiesa che voglia essere vicina a chi soffre deve cominciare a punire chi commette gli abusi - commessi anche al suo interno. Essere vicino a chi soffre vuol dire anche consentire l’utilizzo del preservativo specialmente nei luoghi dove l’AIDS è un flagello (22 milioni di malati di AIDS, la maggior parte in Africa).

L’astinenza come unico modo di evitare le malattie sessualmente trasmissibili era un rimedio valido 2000 anni fa, quando in presenza di malattie, questo era l’unico modo per evitarle non esistendo i preservativi. Al giorno d'oggi - volendo avere lo stesso fine di 2000 anni fa (cioè evitare il contagio di malattie sessualmente trasmissibili) - nulla osta ad usare anche la contraccezione. Anzi no, dimenticavo: osta il Papa.

4 commenti:

  1. Condivido quanto hai riportato.
    Anch'io sto criticando ultimamente e più volte le decisioni del Vaticano.

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  2. Non posso fare altro che condividere in pieno quanto scrivi, io ultimamente mi sto allontanando sempre di piu alla chiesa ipocrita. Credo di più alle parole ed hai fatti del singolo prete cehe combatte di prima persona le vere ingiustizie stando con i piedi ben piantati a terra. Buona giornata e buona vita.
    Viviana

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  3. Hai messo in evidenza un aspetto molto interessante, che non avevo considerato appieno (quello della naturalità/antinaturalità dell'astinenza sessuale).
    Il fatto è che appena si parla di chiesa, io vedo rosso e inizio a sproloquiare per cui mi fermo qui.

    Aggiungo il tuo link al blog!

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  4. ti ho mandato una mail sandro

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