09 apr 2009

Polemica sul precursore sismico.


Molte polemiche sono nate e cresciute, nei giorni scorsi, circa le previsioni di Giuliani. Premetto che non ho competenze tecniche per stabilire chi abbia torto e chi abbia ragione. Non so se la previsione tendenzialmente giusta sia frutto di una tragica casualità, o se ci sia del vero. Ma sono arrivato a queste conclusioni.

1) Lo studio di Giuliani merita di essere approfondito ulteriormente data la sua importanza, in relazione ai vantaggi che può procurare in un paese ad alto rischio sismico come l’Italia. Certo non è dando dell’imbecille a chi forse può anche avere ragione, né pretendendo scuse in piena emergenza che si riesce ad andare avanti. Il tema è così complesso e controverso - oltre che delicatissimo dato che si gioca sulla pelle della povera gente - che mettersi a litigare serve a poco.

2) Tuttavia attendo spiegazioni serie e scientificamente provate del perché e del percome Bertolaso ha sottovalutato l’allarme di Giuliani, dato che poi un seguito c’è stato. Magari con alcune imprecisioni, ma chi può dirci che con maggiori studi e ricerche non si riesca effettivamente a giungere alla previsione deterministica dei terremoti?

3) L’Italia è un paese in cui notoriamente ci sono i terremoti, e per sapere questo non è necessario essere geni. Ma ora come ora è possibile avere una previsione statistica dei terremoti: in alcune zone è maggiormente frequente il rischio (l’Abruzzo e l’Irpinia, per esempio, ma pure il messinese) in altre meno. Quindi il miglior piano casa, non è tanto forse ampliare le cubature, ma costruire secondo le tecniche antisismiche più avanzate. Cominciamo a dare la priorità alla qualità, piuttosto che alla quantità. Vi riporto l’esempio - recente quanto tragico - dell’ospedale de L’Aquila: ci sono voluti trent’anni per costruirlo (1972-1992) e venti secondi per farlo crollare: spesa complessiva 11 miliardi di lire previsti per 1100 posti letto; 164 miliardi effettivi + 31 per completarlo negli anni -90 per ottenerne 560.

4) La nostra informazione ha dato ulteriormente pessima prova di sé stessa: non è arrivata sul pezzo per tempo, anzi ha preferito dilungarsi su dati d’ascolto (Tg1); o fare domande inutili (Brachino + inviata di Matrix). Uno stato pietoso oserei dire.





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