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20 gen 2012

Se ci riuscivano a Milano nel 1939 perché non dovremmo riuscirci oggi?

a questo cinegiornale del 1939 si descrive in una decina di minuti il ciclo di smaltimento e riciclaggio dei rifiuti a Milano. Se il concetto del riciclaggio dei rifiuti era presente ben 72 anni fa (72!!) e in questi 72 anni non è stato debitamente diffuso, incentivato, sentito come proprio, penso che dobbiamo riflettere.




Dobbiamo riflettere sui nostri consumi, per esempio. Proprio necessario comprare l'acqua imbottigliata? E i detersivi? 

Cominciate a non comprare l'acqua in bottiglia, a meno che non abbiate particolari patologie che ve lo impongano, usate, specie se avete le rivendite vicino casa, detersivi e prodotti in genere sfusi. Cominciate a chiedere ai vari supermarket la presenza di questi prodotti. 

Ovviamente più si è meglio è. Il singolo acquirente che minacciasse di non rifornirsi più in una catena di supermarket farebbe il solletico. Ma cento, mille clienti comincerebbero a pesare.

Nel frattempo, prima di chiedere agli altri, voi la fate la differenziata? Riducete l'utilizzo di detersivi e saponi allo stretto indispensabile? Riutilizzate la carta, magari per scrivervi la nota della spesa? 

Magari cominciate da questi pochi piccoli passi. E fatelo sapere in giro: è un ottimo metodo per diffondere una mentalità di civiltà e di pulizia.

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12 gen 2012

Il diritto al lamento si conquista con l'esempio.

Giorgio Chiesa, su ByoBlu.com, ha giustamente fatto notare come i prezzi della benzina aumentino anche quando il prezzo del petrolio diminuisca, e con balzelli vecchi molti decenni per questioni ben superate.


Condivido, ma, posto che, per il momento, governi di ogni colore e petrolieri di ogni parte del mondo se ne fregano ampiamente dell’inquinamento, e di chi si lamenta, per una volta vorrei dire cosa possiamo fare noi cittadini per risparmiare e per inquinare meno senza sempre aspettare la manna dal cielo e la pappa pronta. 




Sicuramente Milano, che ha la rete di metropolitana più estesa d'Italia, e le altre metropoli possono fare molto di più. Sicuramente ci sono molteplici rimedi come un maggiore orario di servizio del trasporto pubblico dove c'è la movida notturna, per esempio. Meglio ancora: l'estensione della rete della metropolitana. Roma ha 36 km di metropolitana urbana. Parigi, a parità di importanza (capitale di Stato come Roma) e di popolazione, ha 213 km di metropolitana.



Ma è facile lamentarsi e basta. Una società in quanto tale dev’essere anche in grado di esprimere persone capaci di adottare, indipendentemente da chi ci governa, comportamenti che singolarmente possono anche apparire a prima vista poco appetibili o poco vantaggiosi, ma che se tenuti collettivamente migliorano la qualità della vita di tutti. Ma ci arriviamo con ordine.



Se, dunque, proprio dovete usare la macchina per necessità, in primo luogo comparate i prezzi della benzina nella zona dove abitate, dove lavorate o che comunque frequentate abitualmente e scegliete il benzinaio meno caro. Sembra una banalità, ma molte volte la pigrizia ci impedisce di fare confronti, di acquisire dati e anche di compiere una piccola deviazione (che sia piccola altrimenti si vanificano i vantaggi del risparmio). O ci impedisce di informarci, per esempio, su quali siano le pompe di benzina senza marca o i self service.



In secondo luogo quanti di voi controllano mensilmente la pressione delle ruote della propria autovettura? Togliete il portapacchi/portasci/portabici in giro quando non serve? Quanti si scorrazzano magari un paio di cassette d’acqua minerale (20/25 kg) nel portabagagli perché hanno dimenticato di portarle su? Sulle discese usate il freno motore? 



Scarsa manutenzione delle ruote, oggetti pesanti inutili e una guida con sgommate e inchiodate aumentano il consumo di benzina, quindi niente pigrizia: pochi minuti in aggiunta saranno ricompensati quando vedrete che il vostro pieno dura diversi chilometri in più.



Terzo: sapete cosa significano car pooling e car sharing? Car pooling vuol dire usare una sola auto in più persone (a Napoli, per esempio, i divieti di circolazione per le Euro 1-2-3 sono superabili se si è almeno in tre persone in auto). Un conto è affrontare le spese da soli, un conto è dividerle fino a cinque persone. Il tutto inquinando di meno. 



Il concetto di car sharing è analogo: la condivisione della stessa auto, in momenti diversi. Se ai miei genitori l’auto serve in genere la mattina per i loro servizi e a me la sera per uscire con gli amici, e viviamo insieme, che bisogno c’è di possedere due auto distinte? Alcune città stanno cominciando ad offrire alcuni servizi di car sharing, ma mi rendo conto che con i tempi biblici che ci contraddistinguono, sarà meglio attrezzarsi per conto proprio e ragionare se si possa fare a meno di un auto.



Anche qui la pigrizia (mentale e fisica) può fare il suo corso e danneggiarvi. Organizzarsi talvolta costa un po’ di tempo ed ingegno. Occorrerà andare a piedi o talvolta usare un taxi. Ma se usare saltuariamente un taxi, vi consente di risparmiare sui costi di acquisro e di gestione di una macchina, vedrete che avrete risparmiato tempo e denaro.



Andare a piedi, usare i mezzi e di tanto in tanto pagarsi un taxi, se vi servono a tenere in famiglia una sola macchina o comunque ad usarla di meno, vi farà risparmiare un sacco di spese e di fastidi (ingorghi, posti auto carenti, rischio incidenti e furti). Vi terrà in forma, magari facendovi risparmiare la palestra e vi stresserete di meno. Potrete lavorare di meno, o a parità di lavoro potrete permettervi più cose.



Veniamo al dunque: dovete per forza usare l’auto? No. Non dovete. Molte volte l’utilizzo della macchina è sinonimo di pigrizia, o di status symbol. Quindi giù coi Suv o coi macchinoni anche per fare poche centinaia di metri. Conoscete almeno le principali fermate della metropolitana della vostra città? E i principali autobus sapete che percorso compiono e con che frequenza passano?



Scommetto che diversi di voi non sapranno rispondere. Probabilmente diversi di voi non sanno (o ritengono ingiustamente scomodo) che potrebbero andare a lavorare usando gli autobus o le metropolitane. O, meglio, a piedi.



Nella quasi totalità dei casi risparmierete tempo e denaro. Ma occorre superare la pigrizia. Se dovete compiere un percorso molte volte nel tempo, per esempio il percorso per andare a lavoro o a scuola o all’università, impiegare dieci minuti del tempo libero per informarvi, invece che condividere il video fake di Iva Zanicchi con la diarrea, potrebbe tornarvi utile.



La programmazione è l’arma vincente. In primo luogo controllate il percorso e controllate se potete percorrerlo a piedi o con i mezzi pubblici: paragonate i tempi di percorrenza, e sopportate pure il fatto che dovrete scendere di casa quindici minuti prima (il risparmio che ne deriva vi costerà diverse ore di lavoro in meno, magari vi tenete in forma senza andare in palestra e vi costerà comunque molto meno stress e comunque una migliore qualità della vita).



Se proprio dovete usare la macchina, controllate anche se vi siano strade meno trafficate e/o più brevi. In alternativa se, a parità di costi, vi siano parcheggi di interscambio a costi convenienti che vi consentano di lasciare la macchina in un garage e di usare mezzi pubblici.



Anche se affrontando qualche piccolo sacrificio singolo (che comunque comporta dei vantaggi notevoli anche per i singoli), riuscire a diminuire il traffico, peraltro, aumenterà nelle grandi città anche il trasporto pubblico su gomma, più scorrevole, renderà più scorrevole il traffico in genere, migliorando la qualità dell’aria e della vita in genere di tutti. Anche di chi dovrà per forza prendere la macchina.



Una collettività che non pensa, tramite tutti i suoi singoli esponenti, al benessere collettivo non può essere definito tale. Se, potendo migliorare la vita di tutti, scendendo di casa venti minuti prima, o camminando di più a piedi e non lo fate, non venitevi a lamentare dei mezzi pubblici scarsi, del traffico, delle ZTL, del prezzo della benzina. Per avere diritto al lamento, occorre dare l'esempio.


Camminate a piedi se potete, il mondo vi sembrerà migliore. E' l'unico modo per colpire al cuore i petrolieri, che vedranno scendere i loro profitti, per migliorare l'ambiente e per migliorare voi stessi (che sarete meno stressati).



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29 apr 2011

«Quanto accaduto in Giappone e a Cernobyl mostra che il nucleare è la tecnologia di produzione elettrica più sicura»

Pensavo che con Berlusconi, Forbice e Giannino avessimo concluso la campagna disinformativa sul nucleare. Invece no. Ieri sera, ad Anno Zero, il professor Battaglia ha detto che  quanto accaduto in Giappone e a Cernobyl mostra che il nucleare è la tecnologia di  produzione elettrica più sicura.

Non è la prima volta che il Professor Franco Battaglia da Modena ci illumina sul tema: già il 23 dicembre 2009 aveva dato il meglio di sè ma già il 6 gennaio successivo Follia Quotidiana aveva dimostrato l'erroneità dell'articolo.

Caro Prof. Battaglia, perché non lo dice ai giapponesi che il nucleare è sicuro? Perché non va dal premier giapponese e gli dice che è un cagasotto a ritenere che Fukushima rimarrà inabitabile per i prossimi dieci o vent'anni? Visiti i ragazzi di Chernobyl e dica loro quello che ha detto da Santoro. Abiti vicino ad una centrale nucleare. Se è così sicuro che problema c'è?

Spero sia chiaro una volta e per tutte e spero di utilizzare termini semplici: Cernobyl e Fukushima, ma non solo, dimostrano quali e quanti pericoli (e come siano concreti) produce una centrale nucleare.


p.s. ma quando l'Uranio sarà finito (perché sarà finito ad un certo punto) vi rendete conto che stiamo punto e da capo?

21 mar 2011

Continua la campagna disinformatrice sul nucleare sicuro.

Il disinformatore Silvio Berlusconi il 05 marzo scorso diceva che il nucleare è sicuro e l'unica fonte alternativa a petrolio e gas era l'uranio, perché i primi tenderanno a finire: ci sarebbe da ridere, se il tizio in questione non fosse presidente del Consiglio e se non avesse marcato a peste da morire, oltre ad aver detto una balla (tra 30 anni l'uranio sarà insufficiente).

Abbiamo Forbice secondo il quale non c'era nulla di cui preoccuparsi, salvo arrampicarsi sugli specchi per giustificarsi (vi rimando sempre al gruppo su Facebook da dove ho attinto materiale: Vogliamo Zapping senza Forbice).


Tra i disinformatori sul nucleare dobbiamo annoverare anche Oscar Giannino. Nucleare sicuro, è la prova del nove è il titolo che già fa capire tutto. Una delle tre conclusioni che tira affrettatamente Giannino è particolarmente emblematica: una delle ragioni per cui le centrali costano tanto è proprio la sicurezza. E sono soldi ben spesi. Sicurezza? Soldi ben spesi? 


Ah, l'ultima frase è il top: chi sostiene la tesi che in Italia non possiamo permetterci il nucleare, da dimostrazione di crassa ignoranza. Convinto lui ... Chi glielo spiega che le centrali eoliche hanno resistito al sisma?

19 mar 2011

Beltrandi me li ridai tu 300 milioni?

Il Partito Democratico nel 2009-2010 aveva avviato una potente campagna politica riuscendo a perdere enormi consensi. Ecco, spero sempre che riescano ad imparare la lezione, ma anche no. Adesso, con un colpo di genio, hanno perso un'altra occasione per fare opposizione seriamente e per far vedere praticamente che ha a cuore i problemi del paese, dando seria dimostrazione di incoerenza e di incapacità a contribuire seriamente a valutare il bene comune.


Che è successo? Semplice: è successo che si votava per l'election day, cioè l'accorpamento della data del voto dei referendum e delle elezioni amministrative, e per un solo voto - quello di Beltrandi parlamentare del PD - non è passato. Risultato? 300 milioni di euro bruciati.

E in un periodo in cui, tra gli altri, mancano fondi alle forze armate ed alla ricerca, in un periodo in cui il debito pubblico sale vertiginosamente, e potrei continuare all'infinito, 300 milioni di euro sono un danno che dovevamo risparmiarci.


L'espressione intensa di Beltrandi
 Senza contare una possibile conseguenza sul referendum: premesso il fatto che il quorum è un vincolo capestro, per cui non andare a votare avvantaggia una delle due parti in gioco perché si rende invalida la consultazione, far votare per il referendum separatamente dalle amministrative equivale, quasi certamente, a vanificare tale consultazione, che storicamente ha una scarsa affluenza.


Ricordo a tutti che chi è contrario alla costruzione delle 13 centrali nucleari in Italia, chi è contrario alla privatizzazione dell'acqua e chi è contrario alla legge sul legittimo impedimento, ai tre referendum deve votare e deve votare sì. Il non andare a votare, e quindi il mancato raggiungimento del quorum, equivale a contribuire a renderlo invalido.


Ecco: se siete tra coloro che non arrivano a fine mese, se siete tra coloro vittime dei tagli alle spese o tra coloro che ad almeno uno dei tre referendum intende votare per il sì, salvo poi vedere la consultazione invalida per il mancato raggiungimento del quorum, ecco: ringraziate Beltrandi. E ringraziate anche il Partito Democratico che l'ha messo in lista. 

Con l'occasione ringrazio anche Pasquale Ciriello, Olga D'Antona, Gianni Farina, Piero Fassino, Marco Fedi, Cinzia Capano, Sandro Gozi, Anna Maria Madia, Angela Margherita Mastromauro, Marilena Samperi.

Sono i dieci parlamentari assenti del Partito Democratico che risultavano assenti e non in missione. 



Che ne dite: almeno i 300 milioni di euro li facciamo cacciare a Beltrandi e agli altri dieci assenti? Almeno si assumono le proprie responsabilità. Con 27 milioni e 300 mila euro a cranio se la cavano.




p.s. Beltrandi è il pupillo di Pannella, che qualche settimana fa aprì a Berlusconi: hai visto mai che sotto sotto stanno tramando qualcosina?

18 mar 2011

In Giappone non è successo nulla di cui preoccuparsi ... parola di Aldo Forbice.

Forse conoscerete l'antipatia che Grillo nutre per Aldo Forbice, in quanto definì allocchi coloro i quali lo segivano sminuendo il suo operato. 

Non che sia d'obbligo essere d'accordo con Grillo, ma Forbice ha un modo tutto suo di fare pseudogiornalismo: 
- attaccare il telefono in faccia a chi ritiene che il Tg1 faccia disinformazione;

- attaccare il telefono in faccia a chi lo sbugiarda in diretta;

- attaccare il telefono in faccia, con tanto di successiva incapacità a proferire parole di senso compiuto, a chi gli ricorda dell'aumento della corruzione dall'inizio del governo Berlusconi e a chi ricorda quanto meno l'ingenuità di Bertolaso a circondarsi di gente finita sotto inchiesta;


- attaccare il telefono in faccia ad un sostenitore di Saviano;


- attaccare il telefono in faccia a chi sia perplesso sull'operato del governo Berlusconi;


- attaccare il telefono in faccia non appena si faccia notare il forte orientamento verso il centro destra dei telespettatori di Zapping ma ringraziare lusingati a tutti dicano che non ci sono filtri;

Ma ritenere che in Giappone non è successo nulla di cui preoccuparsi è fuori dalla grazia del cielo.

In ogni caso vi consiglio di andare anche sul gruppo Facebook: Vogliamo Zapping senza Forbice.

15 mar 2011

«Il nucleare è l'unica vera alternativa a petrolio e gas, oltre le rinnovabili che sono una percentuale minima del nostro fabbisogno ... la sinistra semina false paure»

All'estero:
Angela Merkel (Cancelliere tedesco): «Sospeso prolungamento sito, due impianti chiuderanno subito».

Gunther Oettinger (Commissario UE all'Energia):«Dobbiamo porci la domanda se in Europa, in futuro potremo soddisfare i nostri bisogni senza energia nucleare».

Nokolaus Berlakovitch (Ministro dell'Ambiente austriaco):«Si rendono necessari test di resistenza delle centrali nucleari in Europa».

Natalie Kosciuko-Morizet (Ministro dell'Ambiente austriaco): «La Francia, che sfrutta diversi impianti, chiede un livello di sicurezza più omogeneo possibile» 

Sandrine Belier (eurodeputato e membro della commissione Ambiente) e Jo Leinen (eurodeputato e presidente della commissione Ambiente): Finchè siete in tempo rinunciate al nucleare.


In Italia:
Cicchitto ... ehm ... sì Cicchitto sostiene che «la posizione rimane quella che è, non è che si può cambiare idea ogni volta». Certo: mica per il terzo incidente nucleare più grave di sempre possiamo cambiare idea!!

Stefania Prestigiacomo (Ministro dell'Ambiente italiano): «Non creiamo facili allarmismi. Il programma del nucleare va avanti».


Ah, chicca finale: Silvio Berlusconi, dopo aver marcato a peste Ben Alì, Gheddafi e Mubarak, prima del terremoto in Giappone, sosteneva (05 marzo 2011): «Il nucleare è l'unica vera alternativa a petrolio e gas, oltre le rinnovabili che sono una percentuale minima del nostro fabbisogno ... la sinistra semina false paure». Certo, come no.

14 mar 2011

Paghereste mai un'utilitaria come un auto super-lussuosa?

Nel post di sabato mi chiedevo come fosse saltato in mente ai giapponesi di costruire le centrali nucleari in una zona a così elevato rischio sismico.

Mi è stato spiegato, da chi conosce bene il Giappone, al punto tale da considerarlo una seconda casa ed una seconda patria, oltre che per da averci anche vissuto per un po' di tempo, che le centrali nucleari sono una fonte di energia molto importante per una Nazione che non ha molte altre risorse energetiche e che, d'altro canto, vuole limitare fortemente la dipendenza dall'estero.

Quello che mi chiedo ancora è se il prezzo da pagare non sia troppo alto. Ma non so se si possa dare una risposta univoca, nè so se questo sia il momento. Non ho avuto il coraggio di fare troppe domande a chi passa ore di angoscia per quello che sta succedendo.

Ma rimane un dato di fatto: in Italia, per fortuna, abbiamo la possibilità di sfruttare il sole ed il vento per non essere dipendenti dall'estero. In termini economici, di rischi e di vite umane il prezzo del nucleare è sproporzionato rispetto ai vantaggi che porta.

Paghereste mai un'utilitaria al costo di un auto super lussuosa?

12 mar 2011

L'apocalisse nel Sol Levante.

Il terremoto in Giappone mi mette enorme tristezza come mi accade per ogni cataclisma della natura che coinvolga anche esseri umani. E mille pensieri mi vengono in mente.


In primo luogo l'assurda locuzione che si ripete ogni qualvolta eventi simili accadono: per fortuna non ci sono italiani tra i morti ma ce ne sono tra i dispersi. Ebbene, per quanto io voglia comprendere che si dia prevalenza agli italiani per cercare anche di informare e tranquillizzare - ove possibile - le famiglie che sono lontane e magari impossibilitate a comunicare facilmente con i loro cari in Giappone, ma perché per fortuna? Se muore un giapponese è meno importante che se muore un italiano? E se fosse un turco, o un somalo o un brasiliano? Sarebbero meno importanti? No: e allora, di grazia, per favore mettete un po' d'attenzione in quello che fate. Basterebbe dire: non ci sono italiani tra i morti, ma ce ne sono tra i dispersi. Come dice Giobbe Covatta: basta poco, che ce vo'!!

Penso, poi, che il terremoto è stato fortissimo (uno dei più forti negli ultimi 140 anni): eppure non è stato il terremoto a creare i danni maggiori, ma lo tsunami. Non riesco a smettere di pensare che in Italia, secondo Legambiente, sono stati costruiti 402 mila edifici abusivi nel decennio 1999-2009. Pensate che questi edifici rispettino le norme antisismiche come in Giappone? No. Eppure ogni tanto qualche genio pensa ai condoni e qualche altro genio (giusto per non sfociare nelle offese) pensa di  costruire fregandosene bellamente delle norme antisismiche. Tanto mica anche in Italia ci sono i terremoti? Secondo l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in Italia un terremoto ha buone probabilità di creare danni elevatissimi, se non proprio una catastrofe.

Certo in Italia non ci sarà il pericolo tsunami, perché il mar Tirreno è un laghetto rispetto agli oceani, ed anche il Mediterraneo non è 'sto granché. Eppure non riesco a non pensare al fatto che è stato il terremoto a danneggiare la centrale nucleare in Giappone. Adesso c'è il rischio di fughe. Evacueranno le persone nel raggio di 10 km. 

Vorrei chiedere ai governanti giapponesi: come v'è saltato in mente di costruire centrali nucleari in una zona così sismica? Come potete pensare, e vale per tutti i favorevoli al nucleare, che tale tipo di energia sia il futuro? Non spiegatelo a me, ma a tutte quelle persone che, in Giappone dovranno essere evacuate a causa delle fughe.

30 dic 2010

Finalmente addio buste di plastica.


Ci sono voluti anni ed anni, ma oramai nulla può fermare la svolta: dal 01 gennaio 2011 non saranno più prodotte buste di plastica, che - è stato scoperto tempestivamente dopo trent'anni di danni incalcolabili - inquinano, sono smaltibili in 10-20 anni, secondo gli ambientalisti, ed hanno una vita media brevissima. Le alternative sono diverse: sacchi di juta o anche di carta di giornale riciclata. Comunque sia, nonostante il divieto avrebbe dovuto iniziare ad inizio 2010, per fortuna ci siamo e per fortuna in tutto il mondo si procede al bando (o alla forte tassazione) delle buste di plastica.

Adesso attendo incentivi sulle auto elettriche, sugli abbonamenti ai mezzi pubblici, sulla costruzione di metropolitane e sull'acquisto di nuovi autobus e forse avremmo fatto qualche passo in avanti.

29 dic 2010

La verità sul nucleare.

Cos'ha di diverso dagli altri spot? Semplice mette semplicemente a confronto pro e contro del nucleare provando, così, ad informare e a fare informazione. Così proviamo a capirne un po' di più.


4 ott 2010

Come migliorare l'ambiente in pochi e semplici (ma utilissimi) passi.

Vorrei prendere tutti gli automobilisti, metterli in fila di fronte ad un muro e chiedere loro due cose semplicissime: dove abitano e dove lavorano. Dopo di che, se dalla loro casa al loro posto di lavoro possono andare a piedi o con l'autobus o con la metropolitana o con un qualsiasi altro mezzo pubblico vorrei farmi dare 1 euro per ogni giorno che usano la macchina. Diverrei probabilmente miliardario. E se, invece, si convincessero ad usare mezzi alternativi, i comuni avrebbero molti più soldi derivanti da biglietti e da abbonamenti (che quindi non aumenterebbero); il traffico e lo smog diminuirebbe, quindi non solo gli autobus andrebbero più rapidi ma anche tutti coloro che per forza devono usare l'auto (per esempio i tassisti o i rappresentanti o i medici) troverebbero strade vuote. Vorrei incazzarmi con questi automobilisti che sono solo dei produttori immuni di smog, ammorbano l'aria che respiriamo per la loro pigrizia del cacchio. Andatevene a cagare (ma andateci a piedi che vi fa bene alla salute).

Ad Alfano gli chiederei perché non si può creare il processo in videoconferenza (avete presente Skype? Bene io ce l'ho, voi?); perché non finanziare pc e personale tecnico adeguato per creare i fascicoli  e notifiche digitali che per davvero accorcerebbero i tempi del processo (la notifica per email arriva subito e non sta ad aspettare le poste italiane). Avete presente cosa significa che praticanti, avvocati, giudici, pm, imputati, clienti, insomma tutti coloro che prendono parte ad un processo possono stare comodamente a casa propria e non mettersi in auto.


Poi andrei dai sindaci delle principali metropoli e chiederei loro perché le metropolitane non sono aperte 24 ore al giorno almeno nei giorni in cui è prevedibile una maggiore movida. E chiederei anche loro perché non sostituiscono le rotatorie ai semafori e perchè questi ultimi non sono semafori con i led. E vorrei poter avere la forza di poterli costringere a prendere questi provvedimenti.


Poi andrei da Moretti, AD di Trenitalia, e gli chiederei: perché da Napoli a Bari (263 km) ci vogliono dalle 3 ore e mezzo alle 5 ore mentre da Napoli a Roma (229 km) ci vuole al massimo un paio d'ore col più fesso dei regionali; mentre per percorrere soli 210 km da Catania a Palermo ci vogliono dalle 3 alle 6 ore e 40 di treno (mentre sole un paio d'ore di macchina)?

Poi andrei da tutti i nostri politici e chiederei loro: perché non rendete obbligatorie le auto elettriche (invece di rompere le balle con gli euro 1-2-3-4-5-6 che spesso è un trucco per rottamare auto che camminerebbero bene altri vent'anni?), perché non rendete obbligatorie le lampadine a basso consumo e i giornali su carta riciclata (o meglio on line)? E la raccolta differenziata? Si potrebbe incentivare con mezzi del tipo: per ogni dieci kg di spazzatura riciclata che ci porti avrai una percentuale di sconto sulle tasse. Vedi come tutti si precipitano per pagare meno tasse.


Meno male che dal gennaio prossimo non si potranno più produrre buste di plastica (sperando che non si rinvii ulteriormente come hanno già fatto). Mi sembra pochissimo, ma sono consapevole che è un piccolo passo in avanti.

7 giu 2010

Latte alla spina e pannolini lavabili.

Lo scorso 18 maggio vi ho parlato dei detersivi alla spina, oggi vorrei che la vostra attenzione fosse anche sul latte alla spina e dei pannolini lavabili. Due ottimi modi per risparmiare e per non inquinare.

Trovate sull'home page i banner cliccando sui quali potrete individuare i punti vendita più vicini a casa vostra.



18 mag 2010

I detersivi alla spina

Una buona abitudine che si sta diffondendo da un paio d'anni e che fa risparmiare denaro e rifiuti è quella della vendita dei detersivi alla spina. In sè e per sè la convenienza sta nella diminuzione dei costi di produzione (dell'imballaggio) e quindi del prezzo finale pagato dai consumatori e anche in una minore diffusione di plastica e cartone.

Se volete conoscere il punto vendita più vicino a casa vostra che rivende i detersivi alla spina troverete sull'home page del blog l'elenco dei negozi di tutta Italia che aderiscono e presso i quali potete rivolgervi per rifornirvi.

22 apr 2010

Every day is the Earth Day





Oggi è il 40° anniversario dell'Earth day. L'invito è a non dimentica
re dopo il concerto e le anifestazioni correlate, l'importanza dell'argomento. Riciclare i rifiuti; utilizzare l'auto solo quando strettamente necessario utilizzando in alternativa le gambe o i mezzi pubblici; utilizzare lampadine a basso consumo; mantenere i climatizzatori ad 1-2 gradi in meno sono alcuni tra i molti comportamenti che producono seri vantaggi se posti in essere quotidianamente, e francamente nulla osta affinché ciò avvenga.

20 feb 2010

Il 28 febbraio giornata antismog in Padania, ma dal 01 marzo tutti di nuovo in auto!!

Un'ottantina di comuni padani, definizione ascoltata al TG1, (più Firenze e Napoli che come si sa bene si trova in Terronia), aderiranno alla giornata di stop delle auto il prossimo 28 febbraio. Peccato che il 28 febbraio inizia la settimana della moda a Milano, e quindi giù deroghe su deroghe per non paralizzare l'organizzazione. L'iniziativa, per carità, è anche lodevole, ma da iniziativa che si fa ogni morte di papa dovrebbe diventare forma mentis sia dei cittadini che degli amministratori.

Occorre incentivare la costruzione e l'uso delle metropolitane (che dovrebbero essere funzionanti 24 ore al giorno), dei treni per i pendolari, e occorre tutelare le corsie preferenziali magari con sistemi elettronici e multe salatissime per chi le utilizza non potendo: magari si potrebbero pubblicizzare i percorsi meno conosciuti, in genere quelli da e verso l'hinterland delle grandi città, anche perché in tal modo si disincentiva l'accesso di ulteriori auto in centro.

Porti ed aeroporti, peraltro, tra loro dovrebbero essere collegati da linee dirette, e possibilmente senza fermate intermedie, da linee che potremmo definire speciali che non si intasino nel traffico, per facilitare i turisti di passaggio, che magari colpiti positivamente la prossima volta si fermeranno. Mossa anti smog e pro turismo in un colpo solo, pensa te che colpo di genio.

Tribunali, ospedali, uffici pubblici, scuole ed università dovrebbero avere il requisito fondamentale di essere nei pressi di una stazione della metropolitana o di una linea di autobus che rapidamente (non dopo un'ora di code nel traffico, ammassati come nei carri bestiame)colleghi ad una metropolitana e/o a destinazione.

Occorrerebbe che i comuni spendessero un po' di soldi (questi sì secondo me spesi bene) per compiere studi sulla viabilità per visualizzare in ogni grande città quali sono le vie più trafficate dalle autovetture e quindi trovare di volta in volta la soluzione migliore per far defluire facilmente il traffico: si potrebbe aumentare o migliorare il servizio pubblico, allargare ove possibile la sede stradale, oppure vietare la sosta magari anche solo nelle ore più trafficate, oppure renderla gratuita nelle vie adiacenti (e secondarie rispetto) alle strade più intasate, oppure sostituire ai semafori le rotatorie, oppure ancora canalizzare il traffico e programmare decentemente i semafori (ecco diciamo non dieci minuti il rosso, 5 secondi il verde) insomma le soluzioni sono molte: la bravura sta nell'applicare quella giusta.

Sono passaggi ben più lunghi e complessi che fare la giornata antismog, che per quanto bella la vedo solo una soluzione tampone. Vi rinvio al rapporto di Legambiente che trovate sull'home page del blog

p.s. per la cronaca io spesso e volentieri uso la pedicolare, che non inquina e non va a benzina, uso le metropolitane finché sono aperte e la mia auto, sebbene ci sia decisamente affezionato, l'utilizzo solo non potendone fare a meno.
Take a look.

28 gen 2010

Sportello per il Consumatore ed Atlante per i diritti

Dal 26 gennaio 2010 è attivo lo Sportello per il consumatore e l'Atlante dei diritti. Lo rende noto con un comunicato stampa l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas (che per questa iniziativa ha agito insieme ad Aquirente Unico). La finalità è quella di fornire una pronta assistenza per conoscere e far valere tutele e diritti in tema di energia, a favore dei consumatori.

A disposizione dei consumatori c'è un call center (NUMERO VERDE 800.166.654) ma si può contattare lo sportello anche via e-mail, via fax o posta: se ai reclami già inoltrati presso il proprio fornitore di energia elettrica (vi ricordo che il mercato dell'energia è liberalizzato) senza ricevere risposte soddisfacenti, si potrà inviare reclamo anche presso l'autorità tramite lo Sportello, che provvederà a fornire le indicazioni del caso. Inoltre fornisce informazioni per un migliore utilizzo del Trova Offerte (già ne parlai su questo blogin un post dell'aprile scorso).

L'Atlante dei diritti, invece, è una guida che raccoglie in modo organico informazioni e chiarimenti su garanzie e tutele previste dall'insieme delle norme stabilite dall'Autorità.

21 gen 2010

Mal'aria 2010: il rapporto di Legambiente.

Legambiente ha pubblicato il rapporto Mal'aria 2010 e la situazione non è certo confortante per le grandi città. Il nostro paese ha uno degli indici di motorizzazione al mondo pià alti: 600 autovetture per ogni 1000 abitanti, contro una media europea di 463/1000. Se restringiamo lo sguardo sui comuni, la situazione è peggiore. Prendiamo la città di New York: la sola area comunale, nel 2008, conta 8.363.710 su 1214 km2 (tredicesimo comune più popolato al mondo). New York, secondo Legambiente, conta 20 auto ogni 100 abitanti (1.672.742 autoveicoli). Roma conta 2.731.443 abitanti (circa 1/3 degli abitanti di New York), su una superficie di pochissimo superiore (1285 km2) ma conta 76 auto ogni 100 abitanti (circa 3,5 volte il comune di New York) e conta un 1.912.010 autoveicoli. Analogamente se New York contasse 76 autoveicoli ogni 100 abitanti dovrebbe contare più di 6 milioni di autoveicoli.

Cosa fare? In primo luogo occorre un nuovo approccio al problema anche perché secondo Legambiente le amministrazioni delle grandi città non hanno fatto granché per migliorare la situazione.

In primo luogo, quindi, assicurare al trasporto pubblico di superficie la possibilità di una maggiore fluidità estendendo il più possibile la rete (assai scarsa) di corsie preferenziali. Un’azione di questo tipo potrebbe assicurare due risultati immediati, quasi a costo zero: la sottrazione di spazio alle automobili e una reale concorrenzialità del bus rispetto alle vetture private.

Significa, quindi, inserire il più possibile corsie preferenziali riservate e controllate elettronicamente con la possibilità di multe salate per chi viola il varco; significa aumentare le zone a traffico limitato, che invece diminuiscono da 2.35 a 2.08 mq per abitante, e le isole pedonali, che rimangono immutate: 0,35 mq. per abitante.

Secondo Cittalia, nel 2009 la velocità media degli autobus, nelle città di Roma-Milano-Napoli-Torino-Genova varia dai 10 km/h di Napoli ai 15 km/h di Genova e risulta essere sempre più lenta della velocità in auto (dal 42% di Genova, con una velocità media delle autovetture a 2 25 km/h al 51% di Napoli, 21 km/h per le autovetture).

In secondo luogo Legambiente propone un semplice calcolo: 2x5. Cos’è questo calcolo? E’ l’ingombro di un posto auto, che misura appunto 2x5 metri, ossia 10 mq. Ciò vuol dire che per esempio in una città come Milano per far posto alle 800mila auto che arrivano ogni giorno da fuori più le 820mila auto di proprietà dei residenti, in tutto si sacrificano alla sosta oltre 16 milioni di mq, 2250 campi da calcio, quasi il 10% del territorio cittadino. Spazio destinato ad abitacoli privati che rimangono fermi e inutilizzati per il 90% del tempo. E aumentare strade e parcheggi, come ormai è acclarato, vuol dire solo attrarre più traffico.

Al contrario si dovrebbe trovare un prezzo per l’occupazione di tutto questo spazio urbano per trovare un prezzo di mercato equo per un bene assai scarso (lo spazio urbano) che fino a oggi è stato "offerto" gratuitamente agli automobilisti. Legambiente ha provato a immaginare una romanizzazione della congestion charge londinese: ad esempio a Roma un pedaggio di 2 euro per il Grande raccordo anulare farebbe incassare 328 milioni di euro l’anno. Una somma consistente che permetterebbe all’amministrazione capitolina (così come alle altre che dovessero incamminarsi su questa strada) di avere risorse fresche per costruire, velocemente e con un’invidiabile autonomia finanziaria, nuove infrastrutture di trasporto collettivo.

Quali danni provoca l'inquinamento atmosferico? Malattie cardiovascolari, polmonari, ricoveri e decessi. La tossicità delle polveri sottili dipende dal fatto che date le piccole dimensioni, riescono a penetrare in profondità nell'apparato respiratorio.

Il fenomeno del car sharing è diffuso? In quante città italiane le metropolitane sono aperte 24 ore su 24? A quest'ultima domanda posso già dirvi che a Napoli la metropolitana collinare chiude alle 23:15.




Ad ogni buon conto, ho già pubblicato sull'home page il rapporto 2010 di Legambiente che sarà sempre consultabile nella sezione del presente blog DOCUMENTI.
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