06 dic 2009

Berlusconi è andato al No B day.

Silvio Berlusconi si è presentato ieri al No B Day. Gobbo, triste e con aria pessimista. Tanto era irriconoscibile che qualcuno l'ha scambiato inizialmente per Andreotti o per Veltroni. Dopo alcuni istanti di stupore generale e di brusio, riconosciuto che era Berlusconi, è partita una bordata di fischi. Per alcuni istanti, Berlusconi sembrava decisamente intimidito da quanto vedeva, ma d'altronde non poteva aspettarsi altrimenti.


Dopo diversi minuti, placata l'ira dei presenti, Silvio ha provato timidamente a parlare ad un megafono. Si è schiarito la gola, ha deglutito e ha detto di volersi dimettere, di voler subire i processi come tutti i cittadini normali, e che quando avrà dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio la propria specchiata onestà, sul piano giuridico oltre che morale, si ricandiderà sicuro di un ulteriore plebiscito. In tal modo pure gli oppositori non potranno dire alcunché sulla propria situazione moral-giudiziaria ... poi mi sono svegliato in preda ad un attacco isterico, ho vomitato l'anima del diavolo e son tornato a letto dopo diverse camomille.

3 commenti:

  1. IL VIOLA: LUTTO DEI PREGIUDIZI

    Il 5 dicembre 2009 a Roma muoiono, in un genocidio di gioia e allegria, le convinzioni ideologiche e politiche di una generazione vecchia e polverosa che annega in un fiume debole e diffuso di persone qualunque.
    Presente in questa manifestazione spontanea, nata su internet con chiari intenti apartitici e politici, posso certificare che gli unici errori, commessi in questo evento ben riuscito, sono attribuibili ai miei pregiudizi e a quelli di chi come me non si è fatto pervadere dal primo istante dal vero messaggio di questa dimostrazione pubblica.
    La mia non totale consapevoleza sale su un pullman di facce e nomi sconosciuti, eccezion fatta per gli amici venuti con me, che prendono posto in maniera composta e mai imbarazzata per affrontare il viaggio Torino-Roma. I primi discorsi tra gli occupanti si sviluppano dopo un paio d’ore di tragitto, tra quelle persone circa dieci anni più grandi di quei ventenni che popolano il pullman. Discorsi generali fra persone simili nei modi e nel vestire, tra cui però due risaltano per la loro diversità. Sono due gemelli che portano capelli molto corti e ordinati, vestiti curati, viola dalla testa ai piedi e hanno un modo di parlare di politica che ostenta i luoghi comuni dell’attuale situazione Italiana. Diciamo che sono due note stonate, ma inserite a tempo, in un sound che non segue il solito trend da “manifestazione”. Continuo ad osservare questi due tipi e c’è poco da fare: sono due sbirri! Scusate l’uso di quest’ultimo termine, è chiaro che un mestiere non può identificare qualcosa di diverso. Mi preoccupo di questa mia intuizione e parlando con altre persone a bordo concretizzo che questa ipotesi è da molti condivisa e più reale di quanto immaginassi. Così decido di parlarne, in una sosta all’autogrill, con Marco uno degli organizzatori del nostro pullman. Rimango imbambolato quando con molta serenità questo ragazzo, mio coetaneo, vicino ad un orinatoio replica la mia notizia dicendo: «E che problema c’è, non stiamo andando a fare nulla di male».
    Manca una mezz’ora all’arrivo e rifletto su ciò che mi ha detto Marco…
    Che problema c’è? Be lui… lui… sta lavorando. Sì sta lavorando. Allora c’è poco da preoccuparsi, posso solo pensare: beato lui che un lavoro lo ha.
    Tra le mille foto che questi due operai dell’ordine in borghese ci scattano, pur non avendo scambiato molte parole con loro, mi rendo conto che ci stanno aiutando a scrivere con vernice bianca su telo viola la frase: LA POLITICA VA FATTA CON LE MANI PULITE. Ed è osservando quella scena che una certa consapevolezza si fa spazio in me. Infatti sarà proprio quando tireremo su questo striscione, con accanto un poliziotto, che partirà accidentalmente un colpo di pistola che colpirà e ucciderà il mio pregiudizio. Ho scattato anch’io delle foto in cui compaiono i volti di questi due gemelli, che non divulgherò per rispettare il loro lavoro, forse meno eccitante di quanto immaginassero, e ringraziarli dell’impegno.
    Che tu sia un travestito (molto di moda in questi mesi), un poliziotto in borghese o in uniforme, un rappresentante politico, un manifestante ingenuo con la bandiera del Che Guevara, un signore con cartello che riporta la scritta MENO MALE CHE GIANFRANCO C’È, uno studente spaventato da un futuro in Italia, se impugnavi un’agenda rossa o la bandiera del tuo partito… eravamo tutti lì a far morire vecchi sistemi e pregiudizi, senza fiori nei cannoni o spranghe di legno, ma nati da internet e con un colore appresso: il viola.


    6/12/2009, Torino, Giuseppe Vinci

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  2. Ah ecco! Mi pareva strano.... ^____^'

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  3. si skifa da sola?? :) gia e un buon punto

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Pubblicherò tutti i commenti che non insultino me o altri, nemmeno se le persone che insultate mi stanno antipatiche.

Piuttosto se volete la mia eterna riconoscenza .... condividete, please.

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