18 gen 2010

Essere o non essere blasfemi?

In Olanda, su istanza del Parlamento, il governo ha annullato una legge degli anni -30 che, ancorché non applicata da tempo, garantiva maggiore protezione ai gruppi religiosi rispetto ai gruppi non religiosi. Provvedimento sacrosanto verrebbe da dire. Manna dal cielo per gli atei. Giochi di parole a parte, dico solo che il governo olandese è composto da due partiti (su tre) cristiani.



In Inghilterra ed in Galles, nel 2008 il reato di blasfemia è stato abolito, mentre in Irlanda è accaduto l'opposto: dal 2010 il reato è stato inserito e mi chiedo se chi fa le leggi si ponga il problema di come applicarle, o più generalmente delle conseguenze. Dall'inizio di quest'anno difatti, in Irlanda «il pubblicare o esprimere contenuti che siano volgarmente offensivi o insultanti in relazione ad argomenti sacri a qualsiasi religione, e che causino perciò intenzionalmente oltraggio fra un numero sostanziale di persone aderenti a quella religione».


Atheist Ireland ha pubblicato 25 citazioni che potrebbero essere considerate blasfeme (versione in inglese), e tra i citati ci sono noti personaggi blasfemi come Gesù, Papa Ratzinger e Maometto o anche come Salman Rushdie (già vittima di una fatwa dal 1989 grazie a Khomeini. Peraltro Rushdie ora dovrà cambiare pianeta salvo che il gran Giurì di Marte non gli conceda il passaporto). Non mancano Frank Zappa o anche lo stesso ministro dell'economia irlandese.

In Italia la situazione prevede che se si bestemmia contro Dio è reato, contro la Madonna ed i santi invece si può dire l'impossibile: la procura di Avezzano, almeno, ha ritenuto così nel 1996, in quanto il fatto non costituisce reato (la legge prevede sanzioni amministrative per chi offende la Divinità e non la Madonna ed i santi). Figurarsi se me la prendo con Giuda.


Nel 2007 la Commissione Europea ha indicato con la raccomandazione 1805 che la blasfemia non dovrebbe essere considerata reato penale, rientrando nella libertà di pensiero, di parola, di religione e di coscienza. La Corte Costituzionale, invece, nel 1992 ha stabilito che « ... assurdo e fuori di luogo è il voler ricondurre la bestemmia alla manifestazione del pensiero e alla libertà costituzionalmente garantita di tale manifestazione (sia sotto il profilo dell’art. 21 che dell’art. 19 che, del primo, costituisce specifica enunciazione). Ciò che, invero, vien sanzionato, con la norma in questione, è il fatto di bestemmiare con invettive e parole oltraggiose: non la manifestazione di un pensiero, ma, una manifestazione pubblica di volgarità. Ed è pur superfluo il rilievo che, comunque, il diritto di libera manifestazione del pensiero trova il suo limite proprio nel divieto delle manifestazioni contrarie al buon costume (art.21 ultimo comma, Cost.): le manifestazioni, cioè, perseguite, appunto, in concreto, dalle norme sulla polizia dei costumi».

La sensibilità è qualcosa difficile da misurare, non come la velocità delle autovetture, e la difficoltà è nel contemperare sensibilità anche profondamente diverse. Se è facilmente comprensibile che la bestemmia sia fastidiosa (la trovo estremamente volgare, ma sopravvivo se la sento), potrebbe risultare, per alcuni, estremamente urticante vedere imitato il Papa o il Dalai Lama; oppure ascoltare una barzelletta su Gesù, o anche una forte critica alle contraddizioni di una certa religione.

Anche perché mi chiedo, confutare l'esistenza di Dio è blasfemo? Fare dell'ironia sulla religione? La campagna pubblicitaria della UAAR sugli autobus genovesi? Bagnasco, per quest'ultima, a suo tempo si disse ferito: è pur vero che scherza coi fanti ma lascia stare i santi, ma ... santa pazienza!! Vi ricordate nel 2006 il casino per le vignette di Calderoli anti-islam? E recentemente, nel 2009, le dichiarazioni su Maometto della Santanché quando disse che, dato che una delle mogli di Maometto aveva nove anni, questi poteva essere considerato un pedofilo? Questi sono solo due eventi che dimostrano come nelle intenzioni degli autori ci potesse anche essere la buona fede (senza quindi alcuna volontà di offendere), ma che molte persone si sono sentite offese.

In realtà chi è credente dovrà necessariamente e coerentemente credere al fatto che sarà Dio-Allah-Maometto-Confucio-Buddha o chi per loro a giudicare i blasfemi non l'uomo (non giudicate se non volete essere giudicati) ed accettare, mi sembra il caso, in santa pace che ci sia qualcuno più volgare. Solo per chiarezza: è giusto condannare chi incita all'odio religioso o razziale, e non è mia intenzione giustificare simili eventi, ma non è blasfemia.

Prossima legge che mi aspetto su questi schermi è non avrai altro Dio all'infuori di me, quando la legge universale, perché racchiude ogni legge possibile, che si dovrebbe rispettare è: ama il prossimo tuo come te stesso.

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