Visualizzazione post con etichetta Vaticano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vaticano. Mostra tutti i post

4 nov 2014

Morte dignitosa.

BRITTANY MAYNARD
Monsignor Carrasco, sulla morte di Brittany Maynard (malata terminale di tumore al cervello), sostiene che è morta senza dignità. Non so il vostro concetto di dignità, ma il mio concetto di dignità rifugge la sofferenza disumana, del malato e per certi versi anche dei suoi cari, rifugge l'accanimento terapeutico che è tale proprio perché ormai non c'è più speranza.

Probabilmente il mio concetto di dignità è diverso da quello di Monsignor Carrasco.

12 gen 2013

In Nuova Zelanda non c'è il Vaticano.

Questo manifesto pubblicitario della Powershop - nota compagnia neozelandese di energia elettrica - è apparso in pieno centro ad Auckland e Wellington in Nuova Zelanda, dove l’Advertising Standard Authority  - l’organismo locale che valuta se la pubblicità sia o meno accettabile - nonostante i reclami di diverse persone - ha ritenuto che il manifesto non possa causare «offesa di ampie proporzioni». 

Anche se alcune proteste da parte della minoranza cattolica locale non sono mancate, non hanno trovato terreno fertile, in quanto il manifesto appare su diversi palazzi per una grandezza di quattro piani e mezzo.

11 lug 2012

15 mag 2012

De Pedis, Welby e tutti i buoni motivi che allontanano dal cattolicesimo.

DE PEDIS, MEMBRO DELLA BANDA
DELLA MAGLIANA, SEPOLTO
A SANT'APOLLINARE
Uno dei motivi che allontana i fedeli dal Cattolicesimo sia il fatto che quest'ultimo, per mezzo di diversi suoi esponenti che dovrebbero essere d'esempio, si dimostra incoerente con gli insegnamenti che pretende dalla povera gente. Basta scorrere le notizie di questi giorni.


Fa notizia che nella tomba di  De Pedis, componente della banda della Magliana, non vi siano i resti di Emanuela Orlandi, ma non che costui sia sepolto nella Basilica di Sant'Apollinare.


E chissà come mai il Cardinal Ruini non sia altrettanto sollecito nel chiederne la rimozione, come lo fu nel negare i funerali a Welby. Che poi potremmo discutere sul fatto se sia vita o meno quella passata per decenni attaccati ad un respiratore.

PIERGIORGIO WELBY
Il Papa, Ruini ed i loro compari, tra le altre cose, nulla hanno eccepito quando è stata considerato maturo il tempo per una messa in suffragio di Mussolini, ma non maturo il tempo per una messa in suffragio di Peppino Impastato.

Per tacere dei preti pedofili troppo spesso nascosti, dello IOR e delle nefandezze ecclesiastiche tutte, nonostante le enormi ricchezze in sfregio del voto di povertà e nonostante le quali il Vaticano, per esempio, non partecipò nemmeno in minima parte agli 11 milioni di dollari sostenuti dal Messico per ospitarlo.


Quindi, non tanto, e non solo, qualche singolo prete sbarbatello o qualche singolo vescovo (emerito) pontifesso. Ma è qualcosina in più.

Poi dici che uno si sbattezza.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

10 apr 2011

In Vaticano arriva la Figa.

No non è una bestemmia, ma è un colpo di genio di Zapatero che, si sa, con la Chiesa ha sempre avuto un rapporto talvolta contrastato.

Come quando nel 2007 Zapatero introdusse un corso di educazione civica contrastato dalla Chiesa, o quando nel 2008 i vescovi invitavano i cattolici a non votarlo. Oppure quando a fine marzo il direttore di Avvenire se l'è un po' presa col povero Josè.


Da qui la mandrakata, una delle ultime dato che ha deciso di non volersi ricandidare (pensate un po': potrebbe ricandidarsi e  non lo fa per favorire il ricambio): dovendo scegliere il nuovo ambasciatore spagnolo in Vaticano, mai scelta fu più azzeccata: Maria Jesus Figa. Manco Silviuccio c'avrebbe pensato (anzi meno male che non l'hanno mandata come ambasciatrice in Italia, sennò sai che spettacolo).


Vedo già titoli e didascalie: Il Papa affianco alla Figa; In Vaticano arriva la Figa. Oppure immagino i saluti del Papa: Diamo il benvenuto all'ambasciatrice Figa.

Non c'è dubbio: questa nomina è stata partorita da una mente geniale.

28 feb 2011

Impariamo a vivere secondo uno stile sobrio. Parola di Ratzinger.


IL PAPA RIDE DI GUSTO
Il Papa, calzando i suoi elegantissimi mocassini Prada, insieme a vestiti ed accessori griffati, non disdegnando un pensierino al circa 20% dei beni immobili che il Vaticano possiede in territorio italiano, guardando l'anello papale ci ha donato una dichiarazione dalla quale dovremmo trarre tutti insegnamento: «Impariamo a vivere secondo uno stile più semplice e sobrio»


Dobbiamo aspettarci il metodo Boffo nei confronti di Ratzinger?  Troveremo in prima pagina sul Giornale in una foto con le dita nel naso? Penso proprio di no, dato che Ratzinger non ha fatto riferimento per nulla al mondo a Silviuccio. Ma siamo sicuri che Sallusti abbia compreso?

8 gen 2011

Mi urta più l'ipocrisia della Chiesa che le bestemmie.

Premessa doverosa: le bestemmie mi urtano. Non al punto di considerarle reato o di sanzionarle con una multa. Ma mi urtano. Le trovo un gesto volgare, una violenza verbale non giustificata nè giustificabile. Ma mi urta anche l'ipocrisia della Chiesa


Mi urta vedere che Avvenire si scaglia - anche se giustamente - contro le bestemmie, ma Monsignor Fisichella, chiosando sulla barzelletta con bestemmia di Berlusconi, abbia ritenuto che possano essere perdonate se contestualizzate. Stessa motivazione utilizzata dal Grande Fratello, ma reazioni diverse. Se bestemmio e contestualizzo vengo perdonato?


Non è l'unico caso di ipocrisia del mondo cattolico: Pavarotti, per la Chiesa, sarebbe bigamo ma ha ricevuto il funerale nel Duomo di Modena officiato dall'arcivesco Benito Cocchi. Facile accanirsi su Welby e Coscioni e negare loro i funerali in Chiesa. Oppure: provate a farvi la comunione se avete divorziato da vostro marito che vi corcava di mazzate. Chissà perché, invece, Silvio Berlusconi può!


Quando finirà questa ipocrisia, e quando la Chiesa non sarà forte coi deboli e debole coi forti, diventerà anche più credibile.

19 ago 2010

Tutte le contraddizioni della Chiesa Cattolica.

Elton John si sarebbe dovuto esibire a Trani nel piazzale di fronte la cattedrale. Come si evince dal sito Pontifex Roma, si sono ampiamente opposti.


Ecco io quello che trovo indecente è, invece, la considerazione dell'omosessualità come peccato. D'altro canto si sa che la Chiesa Cattolica non è vicina ai sofferenti, anzi li sa condannare molto bene (in palese contraddizione della perfezione della giustizia divina).


La contraddizione palese è anche con il principio ama il prossimo tuo come te stesso: drogati ed alcolizzati (Elton John ha avuto un passato di droga e di alcool da cui è riuscito ad uscire) dovrebbero essere coloro i quali più necessitano di amore e di aiuto. Così le vittime delle violenze domestiche, le vittime dei pedofili (in diverse occasioni preti), le vittime degli abusi sessuali.


L'intolleranza verso l'omosessualità deriva dalla considerazione che è contro natura, ed anche questo è in palese contraddizione con il voto di castità dei preti e delle suore.


Sono in contraddizione nello stesso ambiente ecclesiastico: Monsignor Luigi Bommarito, sempre su Pontifex Roma, ritiene che si possa essere misericordiosi con gli omosessuali in quanto contro natura.


 Ma nello stesso articolo ritiene anche che le donne non possono servire messa: sarebbe inopportuno che si pensasse che le donne possano esercitare il ministero, dato che gli apostoli erano uomini (bell'esempio di uguaglianza sociale).



31 mag 2010

La nuova specialità olimpica: il lancia il Berlu.

I leader del G8 si incontreranno in Canada il prossimo Giugno. Quasi tutti i Paesi del G8 hanno cancellato il debito e aumentato gli aiuti concreti all'Africa. Ciò ha permesso ad altri 42 milioni di bambini di andare a scuola e ha reso possibile la somministrazione di trattamenti salvavita a oltre 3 milioni di soggetti affetti da AIDS.

Solo una persona non ha mosso un dito. Anzi, il premier Berlusconi sta facendo persino meno ora di quanto non facesse 5 anni fa.

Berlusconi andrebbe espulso dal G8.



Chi pensate possa aver detto una cosa così dura del nostro presidente? Il PD? Magari, stanno dormendo ancora col ditino in bocca, sono molto molto prudenti sulla caduta del Governo cui fanno opposizione, figurarsi se trovano un motivo di opporsi in qualche modo.

La Chiesa? Macchè, per i prossimi mesi dovranno uscire fuori dallo scandalo pedofilia e poi la Chiesa, nelle sue più alte gerarchie, ha dimostrato di essere poco vicino a chi soffre, come nel caso di Josè Cardoso Sorbinho in Brasile che nel marzo 2009 dichiarò che sarebbero stati scomunicati i medici che avrebbero fatto abortire una ragazzina di nove anni violentata e rimasta incinta. No, Ratzinger non ammette discordanze di opinioni su eutanasia e aborto. Contestualmente il Papa aveva modo di dichiarare che l'unico modo per combattere la diffusione dell'AIDS è l'astinenza. 

Chi ha fatto quelle dichiarazioni è quel comunista di Bono degli U2 che ha inventato il Lancia il Berlu. In pratica, come avete letto, ci si preoccupa delle intercettazioni, del processo breve, dei comunisti ma nel terzo mondo muoiono di fame. Giocate e se vi va firmate la petizione.


p.s. io ho lanciato il Berlu a 873 metri e il mio massimo punteggio è stato di 8730 punti, fatemi sapere voi come ve la cavate.

20 mar 2010

Non venitemi a moralizzare nè a fare predicozzi che mi dà ai nervi!!!

I bacchettoni contro Aldo Busi hanno avuto vita facile. Probabilmente gli hanno teso un bel trappolone. Anche perché lo schema è sempre il solito: chiamano in televisione una persona intelligente, preparata e di base molto anticonformista, che in ogni caso sia senza peli sulla lingua, molto diretto e spiccio nei modi, che dica cose che fanno audience (in pratica questi bacchettoni capiscono poco o nulla, non sanno il perché delle cose, ma sanno per istinto televisivo che alcune cose fanno audience). Quando non lo censurano preventivamente e gli dicono: vai tranquillo dici quello che te pare sottintendono: se si incazza qualcuno di potente, soprattutto quelli presso cui scodinzolare a comando, il conduttore ha ordine di dissociazione immediata, i vari direttori-vicedirettori-sottodirettori ci pensano un po', si consultano e vedono come pararsi il culo e quale predicozzo moralizzatore fare. Il povirazzo poi rimarrà solo ed emarginato (nelle loro teste moralizzatrici).

Non mi spiego altrimenti il perché chiamare una persona che si sa perfettamente che utilizza questi modi molto diretti e poi scandalizzarsi. Come diceva mia nonna Toccami ciccio toccami ciccio ... MAMMA CICCIO MI TOCCA!!! Occorrerebbe, come sostiene anche Dario Fo, cacciare chi l'ha mandato, perché sapeva perfettamente chi invitava al programma.

Dario Fo e Franca Rame parlarono di mafia e di morti bianche e per quindici anni sono stati cacciati; Enzo Tortora si permise di criticare la RAI e fu fatto fuori per sette anni; Beppe Grillo raccontò una barzelletta sui socialisti e si spaventò uno navigato come Baudo (dissociatosi immediatamente, quasi in contemporanea); Enzo Biagi si permise di intervistare Roberto Benigni che se non sbaglio in par condicio prese (come al solito amabilmente) a sfottere Mister B. e fu cacciato a pedate (con raccomandata con ricevuta di ritorno: c'era pericolo che quel pericoloso rivoluzionario comunista non abbandonasse la poltrona: LUI); Daniele Luttazzi (facendo veramente servizio pubblico) ospitò Marco Travaglio che presentava il libro L'odore dei soldi ed entrambi hanno dovuto affrontare processi su processi (vincendoli peraltro). Michele Santoro avrebbe fatto come Luttazzi e Biagi un uso criminoso della televisione e sicuramente dimentico qualcuno.

La cosiddetta epurazione avviene quando emergono cose che si vorrebbero tenere nascoste; quando non si è riesce più di tanto in tempi recenti ad indirizzare ad omologare alcuni conduttori; o quando qualche ospite non usa quei formalismi paludati dei miei stivali per non dire assolutamente nulla. Ora è il turno di Aldo Busi: la faccia tiratissima della Ventura nel sentire il Busi incavolato è uno spettacolo. Trovo estremamente condivisibile il giudizio sui suoi compagni all'Isola definiti come meschine marionette di se stessi, che fingono malamente di essere sinceri e che a casa loro non hanno da fare un cazzo; mentre francamente ho trovato, al di là del merito, fuori contesto il discorso sulle aliquote fiscali (sei all'Isola dei famosi non a Ballarò).

Altrettanto condivisibili trovo le critiche al Papa ed alla Chiesa tutta, anche se ammetto che anche in questo caso il contesto non era proprio l'ideale, e forse avendo utilizzato espressioni decisamente taglienti, ma non così sconvolgenti. Per questi squallidi moralizzatori bacchettoni la forma deve prevalere sulla sostanza. Tanti bei paroloni noiosi da leccaculi privi di contenuto dovrebbero prevalere su poche parole sferzanti su cui discutere. Si sa che Aldo Busi è così: cacciate chi l'ha invitato se poi questi si strappa i capelli per quello che dice.

È innegabile, d'altronde, che il Papa e la Chiesa osteggino gli omosessuali, perché contro natura, dimenticando la regola fondamentale del cristianesimo: ama il prossimo tuo come te stesso (non solo gli eterosessuali). È altrettanto innegabile che nel febbraio scorso Ratzinger, nel rivolgersi ai vescovi inglesi in relazione alla proposta di legge sull'uguaglianza di diritti delle coppie gay ed eterosessuali, l'abbia definita una proposta contro la legge naturale quando l'unica cosa che trovo innaturale è obbligare gli ecclesiastici alla castità, quando la natura ci ha dato l'istinto sessuale (ci si trova a reprimere per tutta la vita un istinto).

È innegabile che la Chiesa dinanzi alle violenze sessuali; agli aborti (magari anche per gravidanze derivanti dalle dette violenze); ai divorzi (magari da persone divenute violenti con il coniuge o con i figli); ai pestaggi nei confronti degli omosessuali; ai casi di pedofilia (sui quali adesso il Papa pare voglia far chiarezza) per lungo tempo è stata, per dirla con un eufemismo, indifferente. Prima di moralizzare tutti noi (il predicozzo a stento me lo faccio fare dai miei genitori), cominciassero a dare il buon esempio, a star vicino ai deboli, ai diseredati, ai poveri, agli oppressi, alle vittime delle violenze di ogni tipo: sono convinto che è questa la carità cristiana necessaria, non quella che va epurando chi critica in modo tagliente (e forse un po' provocatorio) il Papa.

Anche perché un cristiano cattolico dovrebbe fermamente credere nella giustizia di Dio. Bene, si lasciasse a Dio la decisione su Aldo Busi, non ai dirigenti della RAI.


p.s. se poi qualcuno sa rispondere alla domanda più importante: quanti cazzi ci sono nell'espressione e 'sti cazzi???

4 feb 2010

Il tradimento che attira.

In Inghilterra ha destato scandalo che il capitano della nazionale inglese di calcio, John Terry, abbia tradito la moglie con Vanessa Perroncel (fidanzata di Wayne Bridge). Una parte dell'opinione pubblica a gran voce ha chiesto che al primo fosse tolta la fascia di capitano. 


18 gen 2010

Essere o non essere blasfemi?

In Olanda, su istanza del Parlamento, il governo ha annullato una legge degli anni -30 che, ancorché non applicata da tempo, garantiva maggiore protezione ai gruppi religiosi rispetto ai gruppi non religiosi. Provvedimento sacrosanto verrebbe da dire. Manna dal cielo per gli atei. Giochi di parole a parte, dico solo che il governo olandese è composto da due partiti (su tre) cristiani.



In Inghilterra ed in Galles, nel 2008 il reato di blasfemia è stato abolito, mentre in Irlanda è accaduto l'opposto: dal 2010 il reato è stato inserito e mi chiedo se chi fa le leggi si ponga il problema di come applicarle, o più generalmente delle conseguenze. Dall'inizio di quest'anno difatti, in Irlanda «il pubblicare o esprimere contenuti che siano volgarmente offensivi o insultanti in relazione ad argomenti sacri a qualsiasi religione, e che causino perciò intenzionalmente oltraggio fra un numero sostanziale di persone aderenti a quella religione».


Atheist Ireland ha pubblicato 25 citazioni che potrebbero essere considerate blasfeme (versione in inglese), e tra i citati ci sono noti personaggi blasfemi come Gesù, Papa Ratzinger e Maometto o anche come Salman Rushdie (già vittima di una fatwa dal 1989 grazie a Khomeini. Peraltro Rushdie ora dovrà cambiare pianeta salvo che il gran Giurì di Marte non gli conceda il passaporto). Non mancano Frank Zappa o anche lo stesso ministro dell'economia irlandese.

In Italia la situazione prevede che se si bestemmia contro Dio è reato, contro la Madonna ed i santi invece si può dire l'impossibile: la procura di Avezzano, almeno, ha ritenuto così nel 1996, in quanto il fatto non costituisce reato (la legge prevede sanzioni amministrative per chi offende la Divinità e non la Madonna ed i santi). Figurarsi se me la prendo con Giuda.


Nel 2007 la Commissione Europea ha indicato con la raccomandazione 1805 che la blasfemia non dovrebbe essere considerata reato penale, rientrando nella libertà di pensiero, di parola, di religione e di coscienza. La Corte Costituzionale, invece, nel 1992 ha stabilito che « ... assurdo e fuori di luogo è il voler ricondurre la bestemmia alla manifestazione del pensiero e alla libertà costituzionalmente garantita di tale manifestazione (sia sotto il profilo dell’art. 21 che dell’art. 19 che, del primo, costituisce specifica enunciazione). Ciò che, invero, vien sanzionato, con la norma in questione, è il fatto di bestemmiare con invettive e parole oltraggiose: non la manifestazione di un pensiero, ma, una manifestazione pubblica di volgarità. Ed è pur superfluo il rilievo che, comunque, il diritto di libera manifestazione del pensiero trova il suo limite proprio nel divieto delle manifestazioni contrarie al buon costume (art.21 ultimo comma, Cost.): le manifestazioni, cioè, perseguite, appunto, in concreto, dalle norme sulla polizia dei costumi».

La sensibilità è qualcosa difficile da misurare, non come la velocità delle autovetture, e la difficoltà è nel contemperare sensibilità anche profondamente diverse. Se è facilmente comprensibile che la bestemmia sia fastidiosa (la trovo estremamente volgare, ma sopravvivo se la sento), potrebbe risultare, per alcuni, estremamente urticante vedere imitato il Papa o il Dalai Lama; oppure ascoltare una barzelletta su Gesù, o anche una forte critica alle contraddizioni di una certa religione.

Anche perché mi chiedo, confutare l'esistenza di Dio è blasfemo? Fare dell'ironia sulla religione? La campagna pubblicitaria della UAAR sugli autobus genovesi? Bagnasco, per quest'ultima, a suo tempo si disse ferito: è pur vero che scherza coi fanti ma lascia stare i santi, ma ... santa pazienza!! Vi ricordate nel 2006 il casino per le vignette di Calderoli anti-islam? E recentemente, nel 2009, le dichiarazioni su Maometto della Santanché quando disse che, dato che una delle mogli di Maometto aveva nove anni, questi poteva essere considerato un pedofilo? Questi sono solo due eventi che dimostrano come nelle intenzioni degli autori ci potesse anche essere la buona fede (senza quindi alcuna volontà di offendere), ma che molte persone si sono sentite offese.

In realtà chi è credente dovrà necessariamente e coerentemente credere al fatto che sarà Dio-Allah-Maometto-Confucio-Buddha o chi per loro a giudicare i blasfemi non l'uomo (non giudicate se non volete essere giudicati) ed accettare, mi sembra il caso, in santa pace che ci sia qualcuno più volgare. Solo per chiarezza: è giusto condannare chi incita all'odio religioso o razziale, e non è mia intenzione giustificare simili eventi, ma non è blasfemia.

Prossima legge che mi aspetto su questi schermi è non avrai altro Dio all'infuori di me, quando la legge universale, perché racchiude ogni legge possibile, che si dovrebbe rispettare è: ama il prossimo tuo come te stesso.

26 mar 2009

"La pena di morte, rendendo meno sacro e intoccabile il valore della vita, incoraggerebbe, più che inibire, gli istinti omicidi"-Cesare Beccaria-1764.

Amnesty Inernational ha pubblicato il rapporto per il 2008 sulla pena di morte. Alcuni dati sono interessanti nella loro drammaticità. Il 72% delle esecuzioni avviene in Cina (1278 esecuzioni nel 2008). A nulla sono valse le Olimpiadi (post da me scritto il 07/08/2008) e le Paralimpiadi per far valere i diritti civili in Cina. Tutte belle le chiacchiere sulla necessità degli atleti di boicottare la cerimonia d'apertura. A cosa sarebbe servito? Cosa fanno le diplomazie mondiali? A cosa lavorano?

Ah dimenticavo: lo Stato Pontificio/Città del Vaticano ha previsto la pena di morte formalmente abrogata solo nel 2001 (anche se negli statuti fondamentali fu abrogata nel 1969): ma per chi predica la pace mi sembra comunque incoerente.

Ma soprattutto, Ratzinger cosa fa? Vi segnalo una lettera (nel link in lingua inglese, il punto in questione è al punto 3) di una persona che all'epoca era Cardinale: JOSEPH RATZINGER:
«Non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell’aborto e dell’eutanasia. Per esempio, se un cattolico fosse in disaccordo col Santo Padre sull’applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare una guerra, egli non sarebbe da considerarsi per questa ragione indegno di presentarsi a ricevere la Santa Comunione. Mentre la Chiesa esorta le autorità civili a perseguire la pace, non la guerra, e ad esercitare discrezione e misericordia nell’applicare una pena a criminali, può tuttavia essere consentito prendere le armi per respingere un aggressore, o fare ricorso alla pena capitale. Ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra e sull’applicare la pena di morte, non però in alcun modo riguardo all’aborto e all’eutanasia».

In pratica: si può fare la guerra e si può applicare la pena di morte, ma non si può in nessun modo far abortire - per esempio - una bambina di nove anni stuprata.

La pena di morte è inutile, perché non risulta che dove applicata abbia fatto diminuire sensibilmente il compimento dei reati per i quali è prevista come sanzione, è irreversibile, quindi in caso di errore umano non si può tornare indietro, è sproporzionata ed inumana rispetto ai reati commessi, e quand'anche ci si trovasse dinanzi a reati particolarmente efferati non si può avallare l'idea della vendetta come punizione.

22 mar 2009

Colpevole chi soffre!!

La Chiesa Cattolica dimostra di essere al passo con i tempi e vicino a chi soffre. In passato sembrava quasi che più si fosse sfortunati/maltrattati/sofferenti nella vita terrena, più si sarebbe stati ricompensati nella vita eterna. Adesso sembra quasi il contrario.

Per modernizzarsi, in Italia - per mezzo di Monsignor Benito Cocchi - la Chiesa ha suggerito di non utilizzare sms per la Quaresima, ed in generale di non utilizzare i social network. Motivazione: occorre che si ritorni ai contatti convenzionali ed alla realtà. Sarebbe anche cosa buona e giusta se il contatto con la realtà l’avesse la chiesa prima di tutto.

Quella realtà drammatica che ci porta in Brasile, dove Josè Cardoso Sobrinho ha chiesto la scomunica per i medici che hanno fatto abortire una bimba di nove anni, violentata e rimasta incinta a seguito dello stupro e non per chi ha commesso la violenza (il patrigno). Come non capire che la colpevolezza è di chi fa il proprio dovere. Un’imbarazzante marcia indietro (quasi più imbarazzante della scomunica ai medici).

È - d’altronde - chi divorzia perché scopre che il partner è infedele o violento che merita di non potersi comunicare. È l’omosessualità ad esser vista come contrarietà alla natura, non chi la discrimina, o chi violenta una bambina di nove anni.

Si può parlare del concetto di contro natura, ma sempre nei termini dovuti: è più contro natura far partorire una bambina di nove anni non ancora perfettamente sviluppata, o farla abortire? Non potrebbe essere considerato contro natura obbligare i preti e le suore all’astinenza sessuale perpetua? Reprimere un impulso che ognuno di noi ha naturalmente appunto (in Vaticanese: Dio ci ha creati così) non è contro natura?

Una Chiesa che voglia essere vicina a chi soffre deve cominciare a punire chi commette gli abusi - commessi anche al suo interno. Essere vicino a chi soffre vuol dire anche consentire l’utilizzo del preservativo specialmente nei luoghi dove l’AIDS è un flagello (22 milioni di malati di AIDS, la maggior parte in Africa).

L’astinenza come unico modo di evitare le malattie sessualmente trasmissibili era un rimedio valido 2000 anni fa, quando in presenza di malattie, questo era l’unico modo per evitarle non esistendo i preservativi. Al giorno d'oggi - volendo avere lo stesso fine di 2000 anni fa (cioè evitare il contagio di malattie sessualmente trasmissibili) - nulla osta ad usare anche la contraccezione. Anzi no, dimenticavo: osta il Papa.

10 feb 2009

Lasciamo in pace la famiglia Englaro.

Concordo pienamente con chi sostiene che, sul caso di Eluana, ormai è solo necessario far calare il silenzio. Ma non prima di considerare, tuttavia, che il rispetto per la morte di Eluana al Senato è stata solo una flebile parentesi di 60 secondi in cui presumibilmente ognuno dei senatori pensava ai fattacci suoi. Prima e dopo hanno continuato a pensare ai fatti loro ma ad alta voce, arrivando quasi al contatto fisico. Il rispetto per la morte si manifesta con i fatti, non con un minuto di silenzio. Dovremmo ricordarcene tutti quando vedremo qualche (finto) ingenuo chiedersi: ma perché la gente si discosta dalla politica? Ipocrisia pura questa.

Gli eventi di questi ultimi giorni hanno mostrato che non c’è rispetto per chi soffre in vita e non c’è rispetto per chi muore. Questa mancanza di rispetto proviene da una parte cospicua di chi ci rappresenta in Parlamento. I parlamentari guadagnano in un mese quello che molti guadagnano in un anno o quasi non dovrebbero per nessuna ragione al mondo arrivare allo scontro fisico.

Si aggiunge la presunzione sfociante nell’arroganza di voler sapere come comportarsi in una situazione che presenta molte sfumature e molti lati controvertibili. Si procede per verità assolute in un campo pieno di dettagli non sempre chiari e di sfumature.

Di Eluana non parlerò più, e se mai ho affrontato l’argomento non è stato mai per dire cosa si doveva o non si doveva fare nel suo specifico caso (perché io non lo so, non sono medico). Ho sempre tratto spunto, tuttavia, per dire in modo convinto che finché siamo in un paese liberamente laico (e laicamente libero) non si può imporre la morale cattolica a nessuno. Si deve poter dare al singolo la libertà di decidere fino a che punto ricevere le cure anche in situazioni così delicate. Soprattutto in tali situazioni. Difficilmente una legge (laica) potrà sortire effetti migliori. Una legge, che sia generale o dettagliata, trascurerebbe tante implicazioni e casi limite.
Aggiungo che forse potevano essere trovati modi maggiormente indolori per questa triste conclusione, ma non so quale utilità abbia parlarne ora.

Libertà di religione vuol dire anche essere atei; vuol dire anche comportarsi secondo una diversa morale religiosa, o secondo una morale laica, senza pressioni di sorta da parte di alcuno.


Ciao
Take a look su Eluana

7 feb 2009

Stato/Chiesa-2: ulteriori considerazioni.

Credo che il dolore che si possa provare per una figlia in stato vegetativo per 17 anni sia enorme ed incomprensibile da parte di chi, quand’anche voglia riflettere sulla questione in modo serio e partecipe alla fine dei conti può tranquillamente alzarsi e andare a fare una passeggiata serenamente. Forse utilizzare il termine dolore (lacerante) non è adeguato e rispettoso. Ma anche se trovassimo un termine adatto, a che servirebbe.

Credo che discutere di cosa debba o non debba fare il padre di Eluana (così come chiunque nelle sue condizioni) non spetti certo a chi queste situazioni non può comprenderle.

Non esistono termini adatti a definire la continua intromissione del Vaticano e specialmente l’atteggiamento di giudizio universale che preferisce intromettersi nei problemi etici e (soprattutto) personali del singolo piuttosto che occuparsi di combattere gli episodi di pedofilia o di violenze.

Non esistono termini adatti per definire la mancanza di rispetto istituzionale del premier verso Napolitano, verso la Costituzione e verso la famiglia Englaro. Sento tutti parlare e dire sempre le stesse cose.

Penso che ognuno di noi abbia il diritto di decidere, secondo la PROPRIA coscienza se continuare a vivere o morire in questo tipo di situazione così delicata ed estrema. Ma decida la coscienza di ognuno di noi o di chi, in nostra assenza, è tenuto a farlo. Meglio sarebbe se ognuno di noi potesse stabilirlo in modo chiaro ed inequivocabile per quando non può dirlo esplicitamente (come per Eluana). Ma che sia la propria coscienza, non quella della maggioranza di Governo (degli italiani?) o di un tribunale o della Chiesa Cattolica.

Take a look.

23 gen 2009

Stato/Chiesa. E nel frattempo che fa Eluana?

Su La Repubblica del 22/01/2009 è apparsa un’intervista al cardinale di Torino, Severino Poletto, a cura di Paolo Griseri. Con la dovuta premessa che non sono medico e non conosco le condizioni di Eluana né di altri malati in stato vegetativo, la finalità certo non è confermare o smentire le singole, rispettabilissime, scelte dei familiari di persone che si trovano in tali tragiche situazioni. Non ne ho le competenze nè la voglia.


Rimango perplesso, leggendo l’intervista, quando si afferma che un medico non dovrebbe rispettare la scelta di Eluana Englaro di morire, «perché quella scelta va contro i principi morali della Chiesa». E poco dopo « … se le due leggi (dell’uomo e di Dio nda) entrano in contrasto è perché la legge dell’uomo non è una buona legge …» . Quindi: la legge di Dio è superiore.

Temo che la questione dell’eutanasia non avrà fine nel breve periodo. Purtroppo le parti contrapposte, Chiesa e Stato, vogliono risolvere la questione con leggi generali ed astratte. La Chiesa, dal canto suo, periodicamente pretende di metter bocca nella legislazione/giurisdizione italiana dimenticando che l’Italia è indipendente dal Vaticano. E nessun politico che una volta e per sempre chieda, con gentilezza, di non interferire (grazie).

Non è, d’altra parte, nemmeno sbagliato considerare le questioni di coscienza. La coscienza di ognuno di noi è fondamentale per lo sviluppo umano. Una strada percorribile potrebbe essere quella del testamento biologico, credo già attuata in Spagna: ognuno dovrebbe aver cura/obbligo sociale di lasciar scritto in modo chiaro ed inequivocabile quali intenzioni abbia trovandosi in uno stato vegetativo (nel quale, molte volte non ha la possibilità di esprimersi o di farlo lucidamente), secondo le proprie intenzioni, secondo la propria fede, e non secondo la fede dei medici o dei familiari.

La questione è che la Chiesa trascura che, intanto, non tutti credono alla legge di Dio (se ne facessero una ragione). In secondo luogo trascura che chi ci crede, col suo operato in contrasto con la legge o con la giustizia italiana, potrebbe impunemente creare gravi ripercussioni nei confronti di chi credente non è. I non credenti non sono obbligati a seguire la legge di Dio, per quanto perfetta sia. Nessuno può obbligare un non credente a subire queste sofferenze (piccole o grandi che siano) per la legge di Dio (in cui non crede).

In realtà essere credenti è una posizione rispettabilissima. Guai a chi crea discriminazioni religiose. Ma chi è dipendente pubblico, di uno Stato laico, deve mettere in conto di trovarsi in situazioni in cui, probabilmente, non deve tener conto della propria fede, ma della volontà altrui, e della legge italiana.

Secondo aspetto che sfugge al Cardinale (ed al suo intervistatore): quando si parla di legge contro l’uomo; oppure di cessazione della vita; o in generale quando si richiama il concetto di contro le leggi di natura, mi chiedo: senza l’ausilio delle macchine, Eluana sarebbe viva? Probabilmente no. Come lei molte persone in stato vegetativo.

Poi, senza dubbio, accade che i miracoli della scienza (non di Dio) danno qualche speranza di risveglio. Ma siamo ancora agli inizi. Nel frattempo, troppe sofferenze umane (forse queste contro natura) e troppo tempo passerà. E sarà bene tener conto di chi non vuol più soffrire. Si può non condividere, ma non si può imporre uno strazio fisico e psicologico per le proprie opinioni. Anche se (si ritengono) più giuste. Geniale fu Voltaire a dire Posso non essere d'accordo con quanto dici, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa dirlo. E farlo, aggiungerei io.

Vorrei porre solo tre domande al Cardinale Poletto, che sintetizzano anche la mia posizione. Chissà che non trovi il modo di spedirgliele, o che non le legga. Magari arriva una risposta.

1) Se anche la Chiesa contempla l’uguaglianza dell'essere umano, indipendentemente dalla religione (o dalla laicità) delle persone, e se i non credenti obbediscono alle leggi dello Stato, perché un non credente deve subire anche una minima sofferenza per l'obbedienza alle leggi di Dio di un medico? È un diritto di ognuno di noi usufruire di un servizio pubblico, pur non essendo credenti?

2) Perché se i medici (allorché dipendenti pubblici) sono pagati dallo Stato, devono rispettare le regole della Chiesa? Non sarebbe più giusto che un dipendente pubblico, cioè pagato per fare un servizio pubblico (cioè per tutti, credenti e non), debba rispettare le regole dello Stato che gli conferisce uno stipendio?

3) Se i trattamenti medici non portano più vantaggi, a che pro accanirsi?

Take a look

26 nov 2008

La via Crucis per la scomparsa dei crocifissi.

Il tribunale amministrativo di Valladolid ha, meritoriamente, sancito che nella regione non vi fossero simboli religiosi negli spazi pubblici (nel caso di specie una scuola). Il tema presenta svariati aspetti che meritano tutti attenzione, e con la premessa che in nessun caso è giustificabile l'intolleranza religiosa, come nessun'altra sorta di discriminazione ingiustificata e violenta, e che questo non vuole essere un modo per denigrare la religione cattolica, così come nessun'altra religione.

Il principio di laicità dello stato in teoria.
In Italia, come in Spagna e in tutto il mondo occidentale, Stato e Religione sono due aspetti distinti e separati. Così come morale e diritto. Una sentenza simile sarebbe accettabile in Italia? Molto probabilmente sì. In Italia, lo Stato è per costituzione laico e quindi aconfessionale: non impone, cioè, l’identificazione con alcuna religione (per contro non può imporre neppure l’astensione dall’identificazione con alcuna religione). In sostanza ognuno di noi è legittimamente libero di poter esprimere, qualora lo desiderasse, la propria religiosità, in pubblico o in privato, senza subire discriminazione né limitazione alcuna, con l’unica eccezione (limitazione) relativa al buon costume.

Il principio di laicità dello stato in pratica.
Laicità/aconfessionalità/libertà di culto dovrebbero tradursi in neutralità dello Stato nei confronti delle scelte religiose dei singoli. Vuole intendersi che, quindi, per lo Stato non è - non dovrebbe essere - rilevante la religione del singolo in ogni piega del proprio operato. Il Papa è persona sacra ed inviolabile, a differenza degli altri capi di Stato e di Governo (e il Papa è anche capo dello Stato del Vaticano). In Italia, Stato laico, per mezzo secolo ha governato un partito denominato democrazia cristiana (!!!), mentre in ambito europeo si parla di Partito Popolare.

Libertà di manifestare pubblicamente la propria fede e le radici cristiane.
Quanto finora detto non vuol negare l'esistenza di un legame, territoriale e storico, con la chiesa cattolica, nè vuole affermare che sia vergognoso. Il legame storico, tuttavia, non dev’essere un alibi per acconsentire alla violazione dei principi comuni, o ad una disciplina incoerente degli stessi. Ognuno rimane fedele della religione che crede, ma in ambito statale occorre operare nell’interesse di tutta la comunità anche se non fedele. E in una comunità che si riconosce in una costituzione che prevede uno Stato laico, occorre che, ancorché si sia cattolici, si governi lo Stato evitando di imporre, per certi versi, la propria morale religiosa. Chi è cattolico, per esempio, non divorzierà anche se è consentito dalla legge, perché va contro la propria morale religiosa, ma deve far sì che chi non è credente possa divorziare e deve far sempre in modo che, sotto il profilo del diritto, la disciplina sia la migliore possibile.

Ciò che andrebbe affermato con convinzione è che la manifestazione eventuale, anche pubblica, della propria fede, ancorché legittima, resta qualcosa di maggiormente connesso alla persona, rispetto che al Governo dello Stato ed alle sue esplicazioni. In quanto tale dev’essere libera senza dubbio, ma separata dalla vita dello Stato.

Insegnamento della religione.
L’insegnamento della religione, indipendentemente se effettuata da preti o da laici, dovrebbe essere finalizzata alla formazione della cultura religiosa dell'alunno, non all’insegnamento esclusivo della religione cattolica; esattamente come dovrebbe essere l’educazione civica (meglio ancora sarebbe insegnare a tutti gli studenti almeno i rudimenti di diritto). Ho avuto, peraltro, la fortuna di conoscere un prete, mio insegnante di religione in quarto ginnasio, che insegnava non solo le fondamenta della religione cattolica, ma anche quella delle altre religioni. La scuola deve fornire cultura anche religiosa, non inculcare nelle menti questa o quella religione.

Il crocifisso a scuola o nei tribunali limita la libertà di religione? Vanno tolti dalle scuole e dagli edifici pubblici come ha stabilito in Spagna il tribunale di Valladolid? Può, qualcuno, legittimamente sentirsi offeso dal crocifisso?
In generale, finché nessuno è costretto a praticare una determinata religione e non un’altra (o anche finché nessuno è costretto ad essere ateo), non deriva una vera e propria limitazione/costrizione dalla presenza del crocifisso in aula scolastica o di tribunale. Così come non ci si può sentire offesi o limitati dalla presenza di un simbolo religioso, giacché questo non sarebbe dimostrazione di tolleranza, ed andrebbe contro quella libertà di manifestare la propria religione anche pubblicamente.

L’unico motivo per cui ritengo che sia più che legittimo evitare la presenza di simbolismi religiosi nelle aule scolastiche è la suddetta neutralità dello stato nei confronti di tutte le religioni (che con pochi esempi abbiamo visto quasi non esserci nella pratica). Il fatto che nella scuola pubblica vi siano i crocifissi non dovrebbe offendere nessuno, ma è incoerente con i principi laici dello Stato italiano.

Ma la pura, semplice e soprattutto la sola affermazione di principio non serve a molto. Stabilire che i crocifissi non vanno esposti in scuole o tribunali non ha molto senso se poi lo Stato rimane neutrale anche nell’insegnamento di tutti i valori di tutte le principali religioni. Così come non occorre discriminare, temere o sentirsi offesi dai simboli, il miglior modo per cominciare a non aver paura di chi non ha la nostra stessa religione (manifestandola a volte con modi e simboli diversi) è studiarla e comprenderla da ragazzi. Inutile dire che questa è utopia finché vi sarà qualcuno che chiede le classi separate per gli extracomunitari, in barba ad ogni principio integrativo, tollerante e multietnico.

16 set 2008

Qual è la differenza??

Da un lato l'incontro tra Sarkozy ed il Papa (foto AdnKronos/IGN) segnato da una cordiale stretta di mano; mentre a l'incontro tra Berlusconi e il Papa con un ricco baciamano. Aggiungo solo che poi non ci si meravigli del fatto che la Chiesa in Italia pretende di comandare e di giudicare le generazioni politiche e le leggi presenti in Italia. In Spagna Zapatero si rifiutò di presenziare alla Messa del Papa, come avviene per consuetudine; in campagna elettorale a chi gli diceva che la propria politica non era ben vista dai vescovi, rispose: Il mio partito non è il partito dei vescovi. Mastella o Casini fisiologicamente non possono rispondere così, ma nemmeno gli altri mi pare che abbiano questo coraggio.
Lo specchio del comportamento degli Stati nei confronti della Chiesa è come viene ricevuto il Papa. Per il resto a voi le conseguenze.

6 ago 2008

W il politicamente corretto.

W la coerenza moralista e perbenista! La gente normale che divorzia non può ricevere la comunione, ma il nostro premier, Silvio Berlusconi, sposato due volte può permettersi di essere ricevuto dal Papa in pompa magna e di baciargli la mano, dimenticando, tra l'altro, che in quel momento è un capo di governo che incontra un altro capo di governo. Per lo Stato Italiano laico fondato sul lavoro è altamente inopportuno che il Presidente del Consiglio baci la mano al Papa in visita pubblica. Ma il mondo pare che giri così ultimamente: l'opportunità politica va a farsi benedire!

Sempre il nostro stato laico dibatte furiosamente se consentire il crocifisso a scuola, dimenticando che dovrebbe incentivare lo studio di tutte le culture religiose, per favorire la tolleranza e l'integrazione. La conoscenza reciproca è il migliore strumento contro l'intolleranza, i pregiudizi e la paura reciproca.

W i politici cattolici che governano il nostro stato come se dicessero messa, che prendono spunto dalla clemenza voluta da Papa Woityla (pace all'anima di questo grande Uomo) per i carcerati. Il miglior atto di clemenza nei confronti di questi ultimi, sarebbe fornire strutture carcerarie migliori e una migliore reintegrazione nella società dopo aver scontato la pena.

Ma soprattutto sono da elogiare tutti quei cristiani cattolici, politici e non, che si incaponiscono a parlare a chi cristiano non è, dimenticando che il miglior insegnamento che si poteva ricevere da Gesù era quello di parlare ai propri fedeli, senza voler assolutamente convincere nessuno a seguirlo.
Il miglior esempio di tolleranza che tutti dovremmo seguire: ognuno parla a chi lo ascolta, e chi governa lo fa anche nell'interesse di chi non la pensa come lui.
classifiche

Backlinks su Pensare è gratis.

StatsCrop