25 lug 2010

L'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro ... degli altri!!

A Roma un assicuratore temeva di essere licenziato e sostiene di essere sempre stato umiliato da suo capo (che tuttavia a detta di parenti e amici era socievolissimo ed allegro) e lo uccide a bastonate. A Lucca Paolo Iacconi aveva perso il lavoro nel 2009 e averebbe voluto uccidere il dirigente responsabile dell'area vendita che era tuttavia assente per un puro caso e ha sfogato la sua rabbia su altri due dirigenti (uno dei due padre da venti giorni) per poi suicidarsi.

Ormai la perdita del lavoro assume una dimensione sempre più drammatica, al punto tale che la semplice paura di perderlo può condurre a compiere gesti estremi. Per poter svolgere una vita dignitosa il lavoro è basilare per l'essere umano. La perdita di questa certezza, laddove stress e tensioni siano mal controllati, comporta due reazioni opposte ma uguali nella loro drammaticità: il suicidio e/o l'omicidio, come accaduto a Roma e a Lucca.

Il lavoro in genere è tutelato in tutto il mondo civile, ma per rimanere a casa nostra è la nostra stessa Costituzione, al suo primo comma del suo primo articolo, ci dice che l'Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. E questo, se ricordate le lezioni di Calamandrei che vi ho recentemente riproposto, è anche un fine da raggiungere, non è solo un esercizio di stile. Ebbene, noi da obiettivo siamo lontanissimi, non solo per questioni congiunturali, troppo facile dare la colpa alla crisi, ma forse anche a causa di politiche lavorative che non hanno dato i risultati sperati.

Se la FIAT investe in Serbia non è solo (anzi: penso non sia assolutamente) perché i sindacati si sono messi per traverso a Pomigliano, ma anche e soprattutto per l'esenzione fiscale decennale di cui godono tutte le imprese che investono in Serbia, che dal canto proprio avrà un aumento dell'occupazione non indifferente. Aumento dell'occupazione significa che i lavoratori pagheranno le tasse fino all'ultimo centesimo; acquisteranno beni primari e secondari; risolleveranno l'economia in pochi anni.

Marchionne, dal canto suo, aveva necessità di sparare ulteriormente a zero sui sindacati, dopo aver sostenuto che scioperavano per vedersi l'Italia (peraltro sai che affare: avrei fatto gli straordinari in miniera piuttosto che vedere quello scempio). Non può certo sparare a zero sul Governo, il quale può sempre tornare utile in tempi di vacche magre, o di moria delle vacche ditela come vi pare.

Ovviamente la questione FIAT ed i recenti episodi di cui sopra sono distinti e separati tra loro, tuttavia, fanno parte di un quadro complessivo che è complesso ed è composto da mille componenti che non vanno trascurate.



Non va trascurato, nell'episodio di Roma, la possibilità del mobbing ai danni dell'assassino: per quanto il mobbing non è una valida giustificazione per ammazzare qualcuno e per quanto quest'ipotesi sia tutta da verificare, il mobbing è un fenomeno che negli ultimi anni miete molte vittime, moltissime delle quali per fortuna si astengono dal girare armate di mazze. Tali vittime, però, soffrono spesso in silenzio, patendo pene infinite; patiscono perché il mobbing non sempre è facile da dimostrare (dev'esserci una causalità tra il mobbing e la malattia lamentata dal dipendente); perché volendolo dimostrare giudizialmente occorre avere la forza economica e processuale per poterlo fare.



Non va trascurato, per esempio, quanto accaduto nell'episodio di Lucca: ebbene Iacconi deteneva legalmente dal 1987 una pistola ma dal 2006 al 2009 era stato in un centro di salute mentale. Domanda lecita: non sarebbe il caso di rendere obbligatorio (dovrebbe essere buon senso) che ospedali e questure incrocino i dati di chi soffre di crisi depressive e di chiunque sia ricoverato anche un solo giorno  in un centro di salute mentale con chi detiene legalmente il porto d'armi? Potrebbe essere plausibile e lecito pensare che forse qualcuna di queste vicende drammatiche possono essere sventate?

2 commenti:

  1. Beh sarebbe auspicabile un provvedimento del genere. Almeno si tenterebbe di evitare l'escalation di un fenomeno come questo, che portato in prima pagina da tv e giornali potrebbe diffondersi a macchia d'olio. Ho sempre pensato che la cattiva informazione sia una sorta di cassa di risonanza per determinate persone... Quelle "border line" nello specifico, che vengono influenzate negativamente dal sistema.

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  2. Beh il confine tra buona e cattiva informazione talvolta può essere talvolta labile o inteso a proprio uso e consumo: per Cicchitto, per esempio, anche Tartaglia è stato istigato dall'odio contro Berlusconi.

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