27 lug 2010

Elogio di Filippo Facci.

Oggi mi trovo a commentare un editoriale di Filippo Facci. Argomento di oggi: Elogio di Rosy Bindi. Penso: beh parlerà bene di Rosy Bindi? Sosterrà la sua coerenza e la ragionevolezza di alcune sue posizioni? Dirà che in fondo gli attacchi di Berlusconi su bellezza ed intelligenza sono stati volgari ed arroganti? Manco per niente: inizia da subito a sostenere che la Bindi ha una sua arroganza connaturata che le fa perdere posizioni. Poi subito a parlare delle quote rosa e del rapporto molto stereotipato bella=capra/brutta=intelligente (sarà questo forse l'elogio a Rosy Bindi?). Fatto sta che di Rosy Bindi non c'è più traccia nel resto dell'editoriale.

Che poi a voler parlare delle quote rosa, sono anche in parte (solo in parte) concorde con Facci che elemosinare tali quote è ancora più umiliante. Una sorta di concessione del Re: femmina anche tu hai diritto di parlare ma attenta a quel che dici, potrei sempre cambiare idea! Equivale, secondo me, a far sentire ancora più importanti tutti coloro che si sentono virili perché ostentano potere, si sentono uomini duri solo perché con uno schiocco di dita ottengono che diversi lacché lo omaggiano, o per ottenere diverse donne appariscenti che come minimo offrono un sorriso compiacente ed ammiccante. Un complesso di nauseanti ipocrisie.

Solo che, rispetto a Facci, aggiungo che la questione che si pone sulle quote rosa risente di un profondo retaggio di una cultura sia laica che religiosa decisamente maschilista e patriarcale: fino agli anni Settanta il delitto d'onore era una realtà neanche tanto riservata a qualche sparuta comunità periferica dimenticata dal buon Dio. Ancor oggi in ambito religioso i preti possono essere solo uomini, con la conseguenza che cardinali saranno solo uomini e i Papi presenti e futuri saranno solo uomini finché la regola non sarà cambiata (ma i cambiamenti in Vaticano ci sono ogni morte di Papa).

Facci, infine, oltre ad essersi perso per la strada l'elogio di Rosy Bindi, vorrei veramente sapere in che modo intendeva elogiarla, si perde per la via un passaggio fondamentale del ragionamento: il sospetto con cui si guarda una donna bella che fa carriera nasce proprio quando le capacità personali sono ritenute inferiori alla bellezza; o anche quando quest'ultima è ostentata più dei propri meriti; o ancora quando il Capo ha l'ossessione (più volte ostentata) delle belle donne. Non che ci sia nulla di male, ma personalmente ritengo che faremmo un gran passo in avanti se la selezione politica cominciasse a somigliare meno alle selezioni di Miss Italia e più ad una selezione sui concetti, sulle idee, sul ricambio generazionale, sulle capacità prettamente politiche.

Anche perché è ovvio che se una ragazza fa la velina, o fa i calendari, o fa la modella e nell'arco di pochi mesi già si propone come assessore/consigliere/parlamentare di lunga e consumata esperienza a me sale il sospetto di essermi perso qualcosa, mentre se vedo persone come Rosy Bindi, Daniela Santanchè, Anna Finocchiaro e Giorgia Meloni che hanno la loro brava gavetta (chi più lunga chi meno lunga), al di là del loro credo politico ed al di là della loro bellezza, non le guardo col sospetto che chissà quale cosa immorale abbiano potuto compiere per far carriera.



Solo per non far sentire solo Filippo Facci che ho intitolato il post: Elogio di Filippo Facci.

1 commento:

  1. Filippo, Facci un favore... Emigra in Groenlandia. Non sentiremo la tua mancanza...

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