05 ott 2010

Le stranezze dell'attentato a Belpietro.

Francesco Bacone (alias Francis Bacon) ha lasciato ai posteri il metodo baconiano di conoscenza dei fenomeni. In sintesi: la pars destruens, ovvero la parte che distrugge, consiste nell'eliminare le antiche conoscenze errate. La pars costruens del metodo baconiano prende spunto dall'induzione aristotelica (osservazione dei fenomeni) e vi aggiunge la sperimentazione di queti ultimi e la registrazione della loro presenza od assenza, la registrazione del grado di presenza e degli eventi che ne impediscano la realizzazione.


Non ho mai apprezzato tanto come oggi il fatto di aver studiato filosofia al classico. Bene: questo metodo scientifico, perfezionato da Galileo, è per gran parte applicato tutt'oggi. E lo si può applicare anche nei casi più spiccioli: qualunque critica ed osservazioe su di un fenomeno si faccia ci si deve assicurare che vi sia una pars destruens - ovverosia che si dica cosa non è esatto - ed una pars construens - ovverosia che si dica come dovrebbe essere sulla base di dati noti o presumibili e sulla base delle conoscenze e delle risultanze probatorie che in realtà sono presenti.


In pratica se è noto a tutti che gli asini non volano, ed io invece sostengo che ho visto un asino volare, devo dimostrare che sia vero. Non posso cavarmela dicendo: non spetta a me dimostrarlo. 


Bene: è giunto il momento di fare un paragone tra l'attentato a Berlusconi e l'attentato a Belpietro. Dunque: l'attentato a Berlusconi è stato visto praticamente in mondovisione, quindi il rischio di sgamare qualche inghippo è altissimo (elemento a favore della verità dell'attentato e non della sua falsità come si voleva far credere). L'attentato a Belpietro, invece, non l'ha visto quasi nessuno (a momenti manco le telecamere di sorveglianza). Già qui c'è una sostanziale differenza. Ritorniamo all'asino che vola. Ne ho visto uno stamattina ma non l'ha visto nessun altro.


Mentre un tratto in comune è il fatto che per entrambi i complottisti (sempre loro!!) sostengono che sia un falso attentato. Solo che nel caso dell'attentato a Berlusconi ci sono tutta una serie di domande cui nessuno ha saputo ancora rispondermi (compreso Fabio P. sul blog di Byo Blu) prevalentemente sul numero tendenzialmente elevato di persone coinvolte in questo presunto falso attentato, sul metodo per zittire queste persone, sulla sincerità del referto medico prodotto dalla Procura (referto vero fino a prova contraria) e che testimonia una serie di ferite REALI FINO A PROVA CONTRARIA. In questo caso pars destruens è affermare che l'attentato sia falso perché, per esempio, la camicia non è macchiata nonostante il colpo al naso (cosa pure attribuibile forse al fatto che sia un'infrazione e non una rottura del setto nasale); pars construens è risolvere tutte queste perplessità costruendo una tesi che dia conto di questi punti oscuri e che quindi dimostri realmente come potrebbe essere andata.


Nel caso di Belpietro, invece, la situazione è ribaltata in quanto è la tesi ufficiale ad essere piena di falle e di dubbi: quindi la pars destruens è sempre il fatto che si ritiene falso l'attentato, ma la pars construens si basa su tutta una serie di contraddizioni facilmente ritrovabili sul precisissimo blog di Wil per cui si potrebbe anche ipotizzare come plausibile il fatto che l'attentato sia stato inventato. Giusto per dirne una si fa notare come sia strano che l'agente di scorta, nonostante il soggetto abbia provato a sparargli a bruciapelo abbia riconosciuto modello della tuta e modello della pistola in pochi istanti e come non sia riuscito a colpirlo nemmeno di striscio in uno spazio relativamente ristretto, e come, ancora, non vi siano impronte nè immagini nelle telecamere di sorveglianza. 

Converrete anche voi che, in questo caso, volendo sostenere una tesi alternativa che miri a smentire la tesi ufficiale siamo in presenza di molti dubbi e quindi, per usare un termine giuridico, possiamo parlare di ribaltamento di onere della prova per cui chi sostiene la tesi ufficiale  adesso deve chiarire i dubbi.


In sintesi: chi ha sostenuto la falsità dell'attentato a Berlusconi non ha saputo portare prove nè deduzioni logiche a sufficienza a smentire la tesi ufficiale e non ha saputo rispondere alle domande che mettevano in luce le contraddizioni della tesi alternativa. Chi sostiene che sia plausibile la falsità (totale o parziale) dell'attentato a Belpietro, invece, ha portato una serie di indicazioni che mira a dimostrare la fallacia della tesi ufficiale e quindi mira a dimostrare (pars construens) che l'attentato non sia avvenuto.


3 commenti:

  1. Io aspetto ulteriori sviluppi prima di parlarne... Perchè mi sono reso conto che la mia antipatia per Belpietro poteva troppo condizionarmi... Se la cosa fosse successa chessò, a Vendola, non so se mi sarei posto le stesse identiche domande che mi sono posto con Belpietro. Aspetto e poi ti dirò. Comunque un post scritto divinamente il tuo. Bravo come sempre.

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  2. Sembra un po' quando dicono di avere visto me... ;)

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  3. @ Rospo: ti ringrazio sei sempre gentilissimo. Io per non farmi condizionare cerco di dimenticare per un momento il nome e il cognome del destinatario (ricordandomi solo eventualmente la professione) e cerco di focalizzare la mia attenzione sul resto. Fermo restando che, poi, non ho la certezza che l'attentato a Silviuccio sia reale e quello a Mauriziuccio sia falso, ma si parla solo di tesi plausibili o meno.

    @ Il grande marziano: ugualeugualeuguale. Tutti si chiedono: sarà lui? Mah! E, tempo qualche secondo, e sparisci.

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