04 nov 2010

Non mi spaventa Berlusconi in sè, mi spaventa Berlusconi in me (Gaber).

La stampa mondiale dedica analisi politiche alle elezioni mid-term (ed anche a prendere per il culo il nostro premier). In Italia la stampa intera si dedica alle escort, pare brutto dire puttane anche se quello sono e quello rimangono. E via a discettare della condotta poco opportuna del premier, tirato in ballo da personaggi di ogni tipo.

Negli USA, Obama prende una sonora batosta dopo due anni di mandato, ed invece di ricontare dieci miliardi di volte i voti, di parlare di complotto comunista, di prendersela con i gay, con i giornali, con i comunisti, con i senatori a vita o con Fini e che fa? Dice: bene, mi assumo la responsabilità della sconfitta, proviamo a collaborare perché non possiamo litigare per i prossimi due anni. In Italia, invece, le parole responsabilità politica e collaborazione quasi non esistono: altrimenti non esisterebbe quella sfilza di pregiudicati, pregiudicandi, starlette e leccaculi che ambiscono a parlare di tutto e di tutti anche in evidente assenza di ogni competenza e cultura sul tema di discussione.


Per non parlare del trivialismo della Lega che col tridente Borghezio-Gentilini-Calderoli può competere con i massimi esponenti dell'alta politica italiana.

Non esiste al mondo il conflitto di interessi che ha Berlusconi, chiedete a Boffo, a Fini ed alla Marcegaglia se sanno nulla, e non esiste al mondo parte politica che, come la sinistra italiana, potendo governare non l'ha eliminato.

In qualunque altro posto che voglia dirsi civile, anche l'assessore alle cazzate comunali del più sperduto posto di questo mondo si sotterrerebbe dalla vergogna per tutte le figure di merda che ha fatto e che ha fatto fare all'Italia. Dal cucù alla Merkel ad Obama bello ed abbronzato fino alle recenti barzellette e battutacce. Ma l'elenco è lunghissimo ed arcinoto. Proprio perché è arcinoto che ripenso a quella vecchia storiella della rana nell'acqua bollente: se ce la butti di colpo, salta fuori; ma se la butti nell'acqua a temperatura ambiente e poi piano piano la riscaldi, la rana morirà. E ripenso anche al mito della caverna di Platone.

Ci stiamo tutti assuefacendo a Berlusconi, al pericolo comunista, ai leghisti più intolleranti, alle barzellette ed alle situazioni più becere che una persona che minimamente si voglia dire civile scanserebbe come la peste. Alla mancanza di buon senso, all'assenza del buon esempio e  senso civico che ogni persona comune, e a maggior ragione una persona che detiene la leadership, dovrebbe avere e dare.

Più passa il tempo, più mi convinco che Gaber aveva ragione: non mi spaventa Berlusconi in sè, mi spaventa Berlusconi in me.



p.s. nel frattempo Bersani che fa? Trova più utile litigare con Renzi,  che vorrebbe rottamarlo, e propone governi di transizione a destra e a manca, ma ho l'impressione che nessuno se lo caghi.


Update. O Vauro legge nel mio pensiero o legge il mio blog.

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