02 feb 2011

Perché Sallusti e Belpietro non capiscono alcune differenze così basilari?

L'avevo accennato nel post di ieri, ma evidentemente non serve a niente, e quindi repetita juvant. A Libero ed al Giornale sembra che non colgano la differenza che passi tra chi ricopre cariche pubbliche e chi, invece, non ne ricopre; ed, ancora, chi, pur ricoprendo cariche pubbliche, non gestisce denaro di tutti e quindi è soggetto a regole deontologiche un po' diverse.  Di più: esattamente come anticipato ieri, al Giornale si lamentano delle perquisizioni volendo spacciare i loro articoli come grandi inchieste e facendosi passare come i perseguitati di turno.

Andiamo con ordine e facciamo chiarezza: Fini e Berlusconi sono entrambi personaggi pubblici, ma nei rispettivi problemi giudiziari (casa di Montecarlo da un lato, svariati processi per i reati più gravi e disparati dall'altro) ci sono due differenze colossali: la prima è che Fini, semmai, deve dar conto, per gli eventuali reati commessi, ai suoi ex sodali di partito che possono sentirsi defraudati; invece, un premier accusato di corruzione, concussione, sfruttamento della prostituzione minorile eccetera eccetera deve dar conto a tutti, specie se danneggia l'immagine dell'Italia.


Screen shot tratto dal blog di Alessandro Gilioli.




Berlusconi e Marrazzo, poi, a differenza di quanto diceva ieri in prima pagina Libero, si differenziano perché il primo è un personaggio pubblico, essendo ancora premier e non avendo alcuna volontà di dimettersi, il secondo si è dimesso da ogni carica pubblica in seguito alle sue vicende personali e giudiziarie. Una lezione di stile, oltre che una sostanziale differenza: Marrazzo, in quanto privato cittadino, può andare con i trans ogni volta che vuole, e buon divertimento, Berlusconi non può, invece, andare con decine e decine di ragazze, gratis o a pagamento, e fare bunga bunga per un motivo semplice:  in virtù del suo ruolo pubblico e di responsabilità, queste ragazze potrebbero ricattarlo o chiedergli favori indebiti o, peggio, attentare alla sua vita. Senza contare l'ipotesi di reato, ovvio.


Ultima differenza, cari Sallusti e Belpietro: la Boccassini, per quanto dipendente pubblica, non ha mai commesso nulla di immorale nè di illecito, nè di antigiuridico. In un luogo pubblico si baciò con un giornalista di Lotta Continua e, in un periodo che era ancora pregno di tensioni, si temeva che questo potesse interferire con il suo operato. La Boccassini ha motivato ed ha difeso la propria posizione davanti ad un tribunale (il CSM) ed è stata assolta. Ma la deontologia e le responsabilità di un magistrato sono diverse da quelle di un premier, senza contare che, per quanto detto nella differenza tra Berlusconi e Marrazzo, giacché si constata che la propria sfera privata non interferisce con la sfera pubblica, la prima non dev'essere toccata.


Ma è questo il problema: la sfera privata, nel caso di Berlusconi, dà tutta l'idea di interferire con la sfera pubblica.

4 commenti:

  1. In realtà la differenza la capiscono eccome.

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  2. Magari Belpietro e Sallusti lo sanno anche, ma i loro lettori per lo più sono ultraconvinti di quello che leggono ... e spesso si fermano ai titoloni o giù di lì, per cui se vai un poco poco a scavare vedi che li mandi in crisi isterica per cui si vedono costretti a tirar fuori le solite frasi fatte.

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  3. Certo che la capiscono, quelli sono sono servi furbi, mica scemi.
    Non ce n'è uno che sia uscito dalla sfera di influenza di Berlusconi che non abbia iniziato improvvisamente a dire cose sensate, la verità è che ragionavano così anche prima, ma sono abituati ad agire solo in base al tornaconto personale.
    Forse siamo più scemi noi che ci sforziamo di capire come si fa a ragionare così, basta essere abituati a vivere in malafede e diventa facilissimo.
    Quanto alla gente che li legge e ripete a pappagallo tutte le loro scemenze, smettiamo di perdere tempo a cercare di ragionarci, è chiedere troppo, se nella loro educazione non c'è la necessità di capire come va realmente il mondo, oltretutto nel loro stesso interesse, non c'è discussione al mondo che glielo possa far capire, è semplicemente troppo tardi, peggio per loro.
    L'ignoranza è la cosa peggiore per l'uomo, e il non rendersene conto equivale a una vita da sottomessi.
    Consoliamoci sapendo che, contrariamente a quanto sembra essere diventato sapere comune, questa gente NON è la maggioranza, infatti se alle ultime elezioni il pdl ha avuto circa 13 milioni di voti (era compreso anche Fini), vuol dire che circa quattro italiani su cinque NON lo hanno votato, e solo uno si, il che (almeno a casa mia) NON è la maggioranza.
    Un'ultima riflessione sul (presunto) moralismo:
    chiedere che chiunque mi rappresenti (dall'amministratore di condominio al presidente del consiglio) lo faccia con dignità e decoro, non mi sembra fare del moralismo. Facciamo un esempio rimanendo nel lecito (che non si dovrebbe fare nulla di illecito diamolo per scontato): mettiamo che a un uomo piaccia vestirsi da donna, direi che non infrange nessuna legge, è un suo pieno diritto vestirsi come gli pare; ebbene se, poniamo, Napolitano si presentasse ad un incontro istituzionale vestito da donna, o anche solo se lo facesse nel tempo libero, sarebbe moralismo pretendere che non lo faccia?
    La stessa cosa vale per chiunque rappresenti le istituzioni, se vuoi fare il puttaniere fallo ma da privato cittadino, dalle istituzioni è giusto pretendere decoro e questo non c'entra niente col moralismo.

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  4. Johnny Dio non avrei saputo trovare parole migliori. Continua così

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