13 apr 2011

Bersani docet: «La Lega non è affatto razzista». Solo che Castelli e Speroni non lo sanno ancora ...

Bersani, in fin dei conti, ha sempre dato l’idea di sé di essere una persona ragionevole e pacata. Forse troppo pacata. Ma talvolta, si fa prendere, come il resto del PD, dall’ansia di prestazione. 

Pur di far cadere Berlusconi, non persegue la retta via che deve seguire l’opposizione (CIOÈ OPPORSI!!), ma di andare freneticamente a chiedere alleanze, rigorosamente azzeccate con la sputazza, a destra e a manca. Prima Casini, che se n'è guardato bene per continuare a perseguire localmente la politica dei due forni, poi addirittura la Lega.


Appunto, la Lega. Per conquistarsela, a febbraio, se ne uscì con: «La Lega non è affatto razzista». Bisognerebbe spiegarlo a Castelli, che su Radio 2 sostiene che per ora non si può sparare agli immigrati e a Speroni che riesce ad andare oltre considerando lecito usare le armi contro i barconi, con la solita stupida motivazione della legge del taglione.


Quando Bersani & co. capiranno che per superare Berlusconi, occorre essere coerenti nei fatti e non a parole, non ci si deve alleare con nessuno e mantenere quella vocazione maggioritaria che a parole, all'inizio, sono stati così bravi a desiderare. Ecco: quello sarà il momento in cui forse, e dico forse, riusciranno a far qualche cosa di buono.

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