12 gen 2012

Il diritto al lamento si conquista con l'esempio.

Giorgio Chiesa, su ByoBlu.com, ha giustamente fatto notare come i prezzi della benzina aumentino anche quando il prezzo del petrolio diminuisca, e con balzelli vecchi molti decenni per questioni ben superate.


Condivido, ma, posto che, per il momento, governi di ogni colore e petrolieri di ogni parte del mondo se ne fregano ampiamente dell’inquinamento, e di chi si lamenta, per una volta vorrei dire cosa possiamo fare noi cittadini per risparmiare e per inquinare meno senza sempre aspettare la manna dal cielo e la pappa pronta. 




Sicuramente Milano, che ha la rete di metropolitana più estesa d'Italia, e le altre metropoli possono fare molto di più. Sicuramente ci sono molteplici rimedi come un maggiore orario di servizio del trasporto pubblico dove c'è la movida notturna, per esempio. Meglio ancora: l'estensione della rete della metropolitana. Roma ha 36 km di metropolitana urbana. Parigi, a parità di importanza (capitale di Stato come Roma) e di popolazione, ha 213 km di metropolitana.



Ma è facile lamentarsi e basta. Una società in quanto tale dev’essere anche in grado di esprimere persone capaci di adottare, indipendentemente da chi ci governa, comportamenti che singolarmente possono anche apparire a prima vista poco appetibili o poco vantaggiosi, ma che se tenuti collettivamente migliorano la qualità della vita di tutti. Ma ci arriviamo con ordine.



Se, dunque, proprio dovete usare la macchina per necessità, in primo luogo comparate i prezzi della benzina nella zona dove abitate, dove lavorate o che comunque frequentate abitualmente e scegliete il benzinaio meno caro. Sembra una banalità, ma molte volte la pigrizia ci impedisce di fare confronti, di acquisire dati e anche di compiere una piccola deviazione (che sia piccola altrimenti si vanificano i vantaggi del risparmio). O ci impedisce di informarci, per esempio, su quali siano le pompe di benzina senza marca o i self service.



In secondo luogo quanti di voi controllano mensilmente la pressione delle ruote della propria autovettura? Togliete il portapacchi/portasci/portabici in giro quando non serve? Quanti si scorrazzano magari un paio di cassette d’acqua minerale (20/25 kg) nel portabagagli perché hanno dimenticato di portarle su? Sulle discese usate il freno motore? 



Scarsa manutenzione delle ruote, oggetti pesanti inutili e una guida con sgommate e inchiodate aumentano il consumo di benzina, quindi niente pigrizia: pochi minuti in aggiunta saranno ricompensati quando vedrete che il vostro pieno dura diversi chilometri in più.



Terzo: sapete cosa significano car pooling e car sharing? Car pooling vuol dire usare una sola auto in più persone (a Napoli, per esempio, i divieti di circolazione per le Euro 1-2-3 sono superabili se si è almeno in tre persone in auto). Un conto è affrontare le spese da soli, un conto è dividerle fino a cinque persone. Il tutto inquinando di meno. 



Il concetto di car sharing è analogo: la condivisione della stessa auto, in momenti diversi. Se ai miei genitori l’auto serve in genere la mattina per i loro servizi e a me la sera per uscire con gli amici, e viviamo insieme, che bisogno c’è di possedere due auto distinte? Alcune città stanno cominciando ad offrire alcuni servizi di car sharing, ma mi rendo conto che con i tempi biblici che ci contraddistinguono, sarà meglio attrezzarsi per conto proprio e ragionare se si possa fare a meno di un auto.



Anche qui la pigrizia (mentale e fisica) può fare il suo corso e danneggiarvi. Organizzarsi talvolta costa un po’ di tempo ed ingegno. Occorrerà andare a piedi o talvolta usare un taxi. Ma se usare saltuariamente un taxi, vi consente di risparmiare sui costi di acquisro e di gestione di una macchina, vedrete che avrete risparmiato tempo e denaro.



Andare a piedi, usare i mezzi e di tanto in tanto pagarsi un taxi, se vi servono a tenere in famiglia una sola macchina o comunque ad usarla di meno, vi farà risparmiare un sacco di spese e di fastidi (ingorghi, posti auto carenti, rischio incidenti e furti). Vi terrà in forma, magari facendovi risparmiare la palestra e vi stresserete di meno. Potrete lavorare di meno, o a parità di lavoro potrete permettervi più cose.



Veniamo al dunque: dovete per forza usare l’auto? No. Non dovete. Molte volte l’utilizzo della macchina è sinonimo di pigrizia, o di status symbol. Quindi giù coi Suv o coi macchinoni anche per fare poche centinaia di metri. Conoscete almeno le principali fermate della metropolitana della vostra città? E i principali autobus sapete che percorso compiono e con che frequenza passano?



Scommetto che diversi di voi non sapranno rispondere. Probabilmente diversi di voi non sanno (o ritengono ingiustamente scomodo) che potrebbero andare a lavorare usando gli autobus o le metropolitane. O, meglio, a piedi.



Nella quasi totalità dei casi risparmierete tempo e denaro. Ma occorre superare la pigrizia. Se dovete compiere un percorso molte volte nel tempo, per esempio il percorso per andare a lavoro o a scuola o all’università, impiegare dieci minuti del tempo libero per informarvi, invece che condividere il video fake di Iva Zanicchi con la diarrea, potrebbe tornarvi utile.



La programmazione è l’arma vincente. In primo luogo controllate il percorso e controllate se potete percorrerlo a piedi o con i mezzi pubblici: paragonate i tempi di percorrenza, e sopportate pure il fatto che dovrete scendere di casa quindici minuti prima (il risparmio che ne deriva vi costerà diverse ore di lavoro in meno, magari vi tenete in forma senza andare in palestra e vi costerà comunque molto meno stress e comunque una migliore qualità della vita).



Se proprio dovete usare la macchina, controllate anche se vi siano strade meno trafficate e/o più brevi. In alternativa se, a parità di costi, vi siano parcheggi di interscambio a costi convenienti che vi consentano di lasciare la macchina in un garage e di usare mezzi pubblici.



Anche se affrontando qualche piccolo sacrificio singolo (che comunque comporta dei vantaggi notevoli anche per i singoli), riuscire a diminuire il traffico, peraltro, aumenterà nelle grandi città anche il trasporto pubblico su gomma, più scorrevole, renderà più scorrevole il traffico in genere, migliorando la qualità dell’aria e della vita in genere di tutti. Anche di chi dovrà per forza prendere la macchina.



Una collettività che non pensa, tramite tutti i suoi singoli esponenti, al benessere collettivo non può essere definito tale. Se, potendo migliorare la vita di tutti, scendendo di casa venti minuti prima, o camminando di più a piedi e non lo fate, non venitevi a lamentare dei mezzi pubblici scarsi, del traffico, delle ZTL, del prezzo della benzina. Per avere diritto al lamento, occorre dare l'esempio.


Camminate a piedi se potete, il mondo vi sembrerà migliore. E' l'unico modo per colpire al cuore i petrolieri, che vedranno scendere i loro profitti, per migliorare l'ambiente e per migliorare voi stessi (che sarete meno stressati).



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6 commenti:

  1. C'è da tenere in mente una cosa quando si pensa al costo del petrolio, oltre alle tasse, al cambio euro dollaro e al prezzo: la richiesta.
    Come ogni cosa nel mercato se di un bene aumenta la richiesta il prezzo per forza salirà.
    E quale nazione è emersa dalla povertà per diventare in pochi anni la prima economia al mondo?
    La Cina, e per farlo ha usato quantità impensabili di petrolio.

    Se iniziamo a consumarne di meno, oltre che a risparmiare e inquinare meno, ne faremmo scendere il prezzo, così risparmi di più...

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    1. Si questo è un altro aspetto correttissimo della questione.

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  2. Allora, premetto che condivido al cento per cento quello che tu dici (anche se ahimé non sempre lo metto in pratica, ma quando mi toccava venire a Napoli in Università o all'Archivio di Stato sono venuto sempre con i mezzi pubblici, pullman Buonotourist o extrema ratio Circumvesuviana).
    Però appunto, come anche ammetti tu, i mezzi pubblici sono insufficienti. Presumo tu sia di Napoli, quindi sai bene in che condizioni versa il trasporto pubblico in Campania. Io per venire a Napoli in ore lavorative coi mezzi pubblici non ho problemi. Dopo le 8 non saprei come venire o come tornare a Sarno.
    Inoltre, in concomitanza con l'istituzione della ZTL voluta dalla giunta De Magistris (cosa ottima sulla carta, intendiamoci), c'è stato il taglio delle corse dei mezzi pubblici, anche della Circumvesuviana "per fare cassa" (hanno i buchi di bilancio, e invece di potenziare i controlli e lottare contro chi non paga il biglietto, e magari tagliarsi un po’ gli stipendi, almeno ai piani alti, che fanno? tagliano le corse, cioè si privano di introiti, complimentoni davvero). Due azioni opposte e nella visione d’insieme e nelle conseguenze.
    E ora ti racconto una storia vera. Accadde il 28 dicembre ultimo scorso, quando ebbi la grandiosa idea di andare a godermi le luci d’artista a Salerno. Treno per Sarno delle 20,14, proveniente da Potenza e diretto a Caserta. UNA CARROZZA. Gente stipata, ci hanno fatto scendere e mettere in un treno a DUE CARROZZE. Non ci siamo entrati tutti, non ce l'ho fatta a entrare. Il treno, stipato fino all'inverosimile, è partito con mezz'ora di ritardo. Io e il resto dei passeggeri ci siamo messi su un Minuetto a 2 carrozze (o una lunga, non ci ho fatto caso) per partire alle 21,02. Stipati anche noi. La gente che ci va strettissima in 4 carrozze la volevano far entrare in una sola.
    Con situazioni come queste, ci credo che il napoletano, già macchinaro per vocazione, si senta incentivato a prendere l’auto...

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    1. Confermo: sono di Napoli, vivo Napoli e conosco molto bene centro storico e facoltà di Giurisprudenza. Il problema che tu poni è giusto, e sicuramente rientra in quello che lo stato potrebbe fare di più e non fa. Dopo le 22 di sera, spesse volte sono costretto anche io a prender l'auto.

      Ma il problema si pone per chi è in città e si ostina a prender la macchina. Io, invece, in facoltà a Legge sarò andato con la macchina si e no due volte in molti (forse troppi) anni che c'ho messo. Tutte le volte che vado al centro storico, in alcuni periodi anche quotidianamente, uso la metropolitana.

      Uso la metropolitana per andare dal dentista, per andare dai miei nonni, per andare a prendere l'aliscafo per andare a mare d'estate, per andare al parco a correre. Per tutto il 2011 mi sono scritto tutte le volte che ho preso la metropolitana: 250 volte in 365 giorni a fronte di non più di un centinaio di volte circa che avrò usato l'auto (il 90% delle volte di sera e con poco traffico).

      Chi non vive nella grande città, a meno che non abbia servizi pubblici ottimi, è incentivato per non dire obbligato a prendere la macchina. Tu magari sei anche giustificato, e non stento a credere al racconto disumano che ci hai proposto.

      Spero che la giunta de Magistris riproponga l'estensione dell'orario di esercizio della metropolitana di Napoli ed intervenga nella situazione di dissesto della Circumvesuviana (altro scandalo). Ma proprio in questo si vede lo spirito di sacrificio che ognuno di noi deve tirar fuori.

      Se ognuno di noi facesse il biglietto e lo obliterasse, magari anche sopportando inizialmente alcuni disservizi, la situazione di dissesto della Circumvesuviana (che comunque dal canto suo dovrebbe lottare contro chi non paga) forse sarebbe minore. Piccoli sacrifici dei singoli per migliorare la situazione collettiva.

      Facile dire quello che dovrebbero fare gli altri (anche se beninteso sono sicuro che tu sei tra coloro che paga sempre il biglietto).

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  3. Ne avrei da raccontare sulla Circumvesuviana, un disservizio continuo.
    Dopo che mi fece quasi perdere l'esame di Letteratura Latina 2 nel lontano 2004, giurai a me stesso di non metterci mai più piede in quei treni.
    Proposito rispettato fino a quest'estate, quando per uno sciopero Buonotourist mi ritrovai costretto a prendere il treno.
    Per me non è un problema fare il biglietto, anche se 3,40 euro per 38 km mi sembrano davvero troppi (bei tempi quando pagavo 3900 lire). Ma se pago voglio poi un servizio come si deve, senza ritardi, treni obsoleti (si viaggia con quelli degli anni '70) che si scassano se li guardi male, semafori non sincronizzati, velocità bassissime (ricordi l'incidente del 2010? Era perché il macchinista invece di andare a 10 km/h andava a 20, per dire), quasi un'ora e mezza di viaggio per 38 km.

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    1. Condivido con te tutte le lamentele sulla Circumvesuviana, e non è mia intenzione sminuirne la portata. Se però funzionasse bene, 3.80 non sarebbero nemmeno troppi, a fronte dei 15 euro + pedaggi (fonte Google Maps) che pagheresti da Sarno a qui, senza contare l'usura dell'autovettura.

      Tu hai citato un caso particolarmente negativo. Le due linee di metropolitana, le due linee di cumana e le 4 funicolari funzionano molto bene durante la giornata. Basterebbe che il 30% delle persone che adesso usano l'auto all'interno del comune di Napoli utilizzassero i mezzi pubblici, o il car sharing o il car pooling e già avremmo una profonda riduzione del traffico e dell'inquinamento.

      E' fin troppo ovvio che i disservizi della circumvesuviana disincentivano anche le persone dalla ferrea volontà. L'intezione dell'articolo è quella di far capire che lo Stato deve fare la sua parte con le infrastrutture, noi la nostra usandole nel modo più corretto.

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