28 giu 2012

E se la Fornero non avesse torto?

Ho riflettuto a fondo sulle parole di Elsa Fornero. La nostra Costituzione dice senza ombra di dubbio che il lavoro è un diritto. 

Però dice anche che è un dovere. Ovviamente. Della qual cosa nessuno sembra essersene ricordato in queste ore di polemiche, visto che nessuno ha usato la formula, evidentemente ritenuta antiquata, diritto-dovere.

Nessuno la usa più nemmeno per il voto. Tutti ci ricordiamo del fatto che è lavorare e votare sia un diritto. E come tale lo rivendichiamo. Ma ci ricordiamo del fatto che è un dovere? Adempiere ad un dovere significa adempiervi correttamente. E completamente. Occorre prepararsi. Che nel caso del lavoro significa studiare. Applicarsi. Migliorarsi. Molto facile rivendicare un diritto e aspettare che piova dal cielo uno Stato, del quale la quasi totalità delle persone non si sente parte.

Oltre ad essere un diritto-dovere, il lavoro risponde, poi, alle leggi di mercato. Che la cosa vi piaccia o meno è così. Se offerta di lavoro non c'è, potete rivendicare il vostro diritto al lavoro come volete, ma non sarà possibile accontentarvi.

Se il debito è fuori misura, non è colpa di Elsa Fornero. Ma dei vari Craxi, Tremonti, Sacconi e tutta l'allegra combriccola che negli anni Ottanta ha vissuto, e fatto vivere, oltre il tenore di vita che era possibile tenere.

Cosa ben diversa, invece, è prodigarsi per l'uguaglianza sociale, per lo sviluppo economico o per aiutare il reinserimento dei disoccupati. 

Cosa diversa dal pretendere indiscriminatamente un lavoro, per il quale magari non si è adeguatamente preparati. Anche questo contribuisce, nel suo piccolo, a migliorare la prosperità di un paese. D'altronde quanti di voi, incappando in un funzionario incapace, un controllore distratto, un dipendente manchevole, hanno reclamato nelle sedi competenti. 

Mi sa che molti di voi hanno fatto spallucce, salvo parlarne scandalizzati con parenti e amici come delle povere vittime del sistema.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

4 commenti:

  1. Osservazioni non stupide, caro Sandro, cui però ti rispondo linkandoti un giornalista a te e a me caro, il solito Gilioli, che dice quello che io non saprei dire meglio. Sono sicuro che concorderai.

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/06/28/il-posto-di-lavoro-e-un-dovere/

    http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/06/27/il-maggior-danno-che-stanno-facendo/

    RispondiElimina
  2. Concordo in pieno. Mi permetto di chiosare: nel primo link, il punto 1 è una doverosa precisazione che condivido; il punto due, in sintesi, se ho capito bene dice in termini diversi e forse migliori ciò che dico anche io.

    Il secondo post mette il punto su un aspetto che avevo trascurato: un (apparente?) eccessivo distacco dei nostri tecnici-governanti talvolta stona (forse anche mal abituati a barzellette, palpatine e rutti). E non tutti hanno sufficiente capacità analitica, per poter metabolizzare tali comportamenti e talvolta nemmeno per loro colpa.

    Fenomeno comune a Monti & co da un lato, e a B. dall'altro - se mi si passa la provocazione - è che non paiono curarsi di come vengano recepiti i rispettivi modi di fare, peraltro diametralmente opposti.

    Comunque ambo i post condivisibili.

    RispondiElimina
  3. Ma infatti la Costituzione non recita "ramm o post". Per questo quanto dice la signora è inaccettabile, nella forma e anche nella sostanza. Il dettato costituzionale è chiaro. Come la politica dei tecnici (molto più politici dei politici, e molto più incisivi, gliene do atto precisando però che non sempre è un bene).
    Quello che li accomuna agli imbarazzanti predecessori è, oltre alla destrosità (non me ne vogliano eventuali lettori di destra, ma sono di sinistra, me ne vanto e soprattutto credo che una politica di sinistra faccia bene già di suo, e soprattutto in tempi di crisi, in economia sono forse filokeynesiano e filorooseveltiano, mica me lo scordo che senza il New Deal e l'ispirazione keynesiana della politica economica statunitense oggi saremmo una ridente provincia del Reich), oltre alla destrosità dicevo, il disprezzo che talune componenti, a partire dal gran capo, mostrano di nutrire verso fasce ampie della cittadinanza. Le loro esternazioni incongrue non sono errori comunicativi, questa è gente che ha studiato e che ha molto sale in zucca, non si esprime come un Calderoli o un Borghezio qualunque.

    Scusami il papiro.

    RispondiElimina
  4. Demart, innanzitutto sei assolutamente scusato per il papiro. Puoi scrivere quanto ti pare.

    In secondo luogo qui si accettano tutte le opinioni civilmente espresse, di sinistra di destra di sopra di sotto. Chiunque fosse infastidito dal fatto che qui si esprimano liberamente le proprie opinioni civili può andare altrove a fare gare di rutti.

    Nel merito può anche darsi che Monti, Fornero & co. disprezzino. L'impressione mia è come se vivessero fuori dal mondo "popolare", fatto di persone che vivono problemi quotidiani.

    Ma non escludo che dsprezzino.

    RispondiElimina

Pubblicherò tutti i commenti che non insultino me o altri, nemmeno se le persone che insultate mi stanno antipatiche.

Piuttosto se volete la mia eterna riconoscenza .... condividete, please.

Backlinks su Pensare è gratis.

StatsCrop