20 lug 2012

Napolitano e la coscienza pulita.

Il Presidente della Repubblica Napolitano non si differenzia molto da altri politicanti di serie B quando critica l'uso delle intercettazioni ai suoi danni. Scovare eventuali reati, specie quando questi provengono da chi gestisce il bene comune, è fondamentale.
Giova, quindi, fare un discorso di carattere generale, valido per tutti. Come già fatto in passato.


Allo stato attuale della disciplina, solo le forze di polizia possono intercettare i cittadini, e solo se autorizzati da un giudice ... con decreto motivato quando vi sono gravi indizi di reato e l’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini (articolo 266 c.p.p.).
Per tutti a mio avviso vale un principio: chi non ha niente da nascondere non ha nulla da temere e chi non ha nulla da temere può essere intercettato in ogni momento senza che ne abbia pregiudizio di sorta.

Se si è innocenti, difatti, non ci sarà nulla di penalmente rilevante. Saranno gli stessi giudici in un modo o nell'altro a riconoscere tale innocenza. Con tanto di possibilità per essere risarciti per un processo troppo lungo o per lite temeraria.

Se viene lesa la privacy, da un lato è necessario ricordare che chi è personaggio pubblico patirà per forza di cose una riduzione della privacy  - nessuno obbliga Napolitano o chi per lui a rimanere in politica - e d'altro canto rimane il fatto che anche la tutela della privacy è prevista dalla legge con tanto di risarcimento danni possibile.

Quindi, caro presidente, keep calm and phone a friend.

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