26 ott 2012

Abbatangelo: sono uscite le motivazioni della sentenza.

Mi sono letto per voi le motivazioni della sentenza che condanna Michel Abbatangelo per diffamazione. Mi permetto di segnalare, brevemente, alcune cosucce.


Innanzitutto nella ricostruzione della questione si riconosce un fine ironico. Si dice, infatti, a pagina 2: 
In particolare, nel citato diario, apparso e redatto in forma di racconto, a sfondo e con contenuti ironici, suddiviso in capitoli (I 1), si esprimevano i seguenti concetti e si riportavano e rappresentavano le seguenti immagini, tutti e tutte a contenuto, per quanto si dirà, diffamatorio, in termini cosi sintetizzabili ...
Si mette in chiaro da subito che la finalità era ed è ironica, ma si ritiene che è un'ironia diffamatoria. E non se ne ordina la rimozione, e ciò perché - deduco - Bossi Jr. non l'ha chiesta: visto che in Italia vige il principio di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato, il giudice non ha potuto disporre su qualcosa che non è stata chiesta.

Ed è una contraddizione nella strategia processuale di Bossi Jr. che il giudice non ha considerato: se ritengo che una determinata condotta sia diffamatoria, ho tutto l'interesse, prima di tutto, a farla smettere. Poi a farmi pagare il danno. Di tutto ciò nessuna traccia.

Il tema è ripreso dopo:
E' fin superfluo affermare che le personali opinioni espressero in questo c.d. diario da parte di Abbatangelo non poggiano su alcun dato veritiero (ad esempio dichiarazioni rilasciate da Bossi Renzo in un’intervista, durante un incontro politico etc.) preferendo piuttosto iperboilizzare temi complessi e delicati  [...] 
Si riconosce - quindi - la finalità satirica e la presenza di iperboli. Ma allora se sono iperboli e se il fine è satirico, fatico a capire dove sia la diffamazione. Forse nella scurrilità e nell'offensività?

Altro elemento della strategia processuale di Bossi Jr che è strano è non si fornisce, pur potendo facilmente verificare, una misura del nocumento ottenuto sotto forma di lettori del blog. Sarebbe bastato accedere alle statistiche, pubbliche, del blog. Se ritengo di aver subìto un danno, sarebbe logico quanto meno fornire tutti i dati che specifichino il livello del danno ricevuto.

In conclusione: dileggiare, ironizzare, satireggiare su personaggi pubblici non può costituire reato e per questo spero che in appello si riesca a ribaltare la questione.


p.s. qui trovate la prima intervista ad Abbatangelo dopo che fu depositvato il dispositivo.

3 commenti:

  1. Sandro, mi farebbe davvero molto piacere sapere come si ottiene la sentenza di un caso.

    Immagino questa sia pubblicata da qualche parte, ma se ne avessi bisogno di quella di un politico in particolare?
    Grazie

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  2. Questa me l'ha spedita direttamente Michel, perché gli chiesi esplicitamente di mandarmela non appena fossero state depositate le motivazioni.

    Le sentenze sono atti pubblici, quindi o le trovi pubblicate on line (spesso gli studi legali le ripubblicano on line) oppure tocca andare in tribunale ed estrarne copia.

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  3. Si potrebbe tradurre tutto così: è vietato fare satira se il satireggiato non ha senso dell'umorismo (99%), se ha il satireggiato ha soldi e ti fa causa (percentuale non valutabile) e se il giudice che giudicherà la causa è altrettanto sprovvisto di senso dell'umorismo (99% ancora). Andiamo bene.

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