28 apr 2015

Clamoroso: crollo choc del Movimento Cinque Stelle....

BEPPE GRILLO DOPO AVER LETTO
IL MIO POST
La redazione di TzeTze mette in risalto un sondaggio clamoroso svolto dal telegiornale diretto da Enrico Mentana: il Movimento 5 Stelle è al 22,4%. È pur vero che è in risalita (+1,4% ma rispetto alle politiche 2013 quando ottenne alla Camera il 25,5% è in forte calo, -3,1%). A questo va messo in conto la riduzione dei seggi dovuti agli espulsi: il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle conta 91 parlamentari a fronte dei 109 iniziali (fonte OpenPolis).

Ci saranno sicuramente risvolti clamorosi .....


.... o forse no. Questo è quello che vi farebbe vedere un blog simil-grillino o simil TzeTze. Il click facile attrae tutti, sia quando i conti sono in rosso sia quando usi il blog non per divertimento ma come forma di guadagno.

Amici grillini, se siete capitati su questa pagina e vi sentiti giustamente perculati, era proprio quello che volevo ottenere. Anche perché l'esempio non è casuale: ho usato all'inverso lo stesso link usato dagli amici di Tze Tze che a loro volta volevano dimostrare il boom del Movimento (contando sul fatto che il grillino medio fa circolare in Rete e quindi contribuisce alla viralità del materiale).

Questa strategia tuttavia alla lunga non paga, o almeno non paga quando il pubblico si rende conto che un contenuto virale non serve a un tubo, o non mantiene le attese del titolo. L'utente si crea un'aspettativa dal titolo, e se tale aspettativa manca difficilmente perdona, specie se il trucchetto e la delusione sono reiterati. L'utonto, invece, rimarrà sempre vittima di questi giochini un po' scemotti (d'altronde anche l'utonto è scemotto) e condividerà sbraitando senza capire un piffero.

Il che crea un problema di non poco conto: cito da un articolo  dell'anno scorso apparso su Linkiesta che in tal senso è illuminante:

Circa un mese fa ho pubblicato su queste pagine una lunga intervista a Massimo Fini, circa 36mila battute, un contenuto che è stato uno dei più letti del mese e ha fatto diverse migliaia di visite. Qualche giorno dopo — erano i giorni del Mondiale — mi son trovato sulla timeline di twitter lo sfogo di Balotelli a pochi secondi dalla sua pubblicazione. Ho colto la palla al balzo — non l’aveva ancora fatto nessuno — mi son preso 7 minuti e ho pubblicato un pezzettino che ha fatto in mezz’ora le stesse visite dell’intervista a Massimo Fini. A parità di pagine viste tra i due contenuti, a uno ci ho lavorato dieci giorni, all’altro sette minuti. Se ragioniamo in termini di pagine viste da monetizzare, i risultati che ho portato al giornale sarebbero gli stessi e quindi, facendo un facile rapporto tempo impiegato-risultati ottenuti, il giornale potrebbe dirmi di smettere di fare contenuti impegnativi come l’intervista a Massimo Fini e di mettermi solo a cercare oggettini e robe curiose da fare in 7 minuti. A parità di traffico generato, in fondo, meglio puntare sulla quantità, no?
Click baiting ... se lo conosci lo eviti

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