10 set 2015

Omicidio Marta Russo: Scattone e la privazione dei diritti civili a furor di popolo.

Sono abituato a rispettare le sentenze, qualunque ne sia il verdetto e chiunque sia il destinatario del dispositivo. 

Sono abituato a rispettare anche le leggi, e se la Costituzione, la principale legge di questo Stato, mi dice che scontare la galera riabilita socialmente, perché non dev'essere una vendetta, così sia. Con buona pace dei familiari delle vittime, spesso legittimamente logorate dal dolore, che tuttavia rischia di sfociare in desiderio, questo illegittimo, di vendetta.

Se, in tutto ciò, a Scattone non è vietato ricoprire pubblici uffici, allora quest'ultimo può legittimamente insegnare: ciò accade nonostante che non piaccia ad Aureliana Russo, madre di Marta Russo (del cui omicidio fu ritenuto responsabile proprio Scattone)

Le leggi si rispettano, le sentenze si rispettano, ma anche i diritti di chi ha scontato la propria pena. E se proprio non vi viene di rispettare le regole, se l'ipocrisia finta perbenista vi viene solo quando Scattone ha il posto fisso, e non per dieci anni di precariato, c'è molto da lavorare per il rispetto delle regole.

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