07 ago 2008

Diritti civili in Cina

Mentre la nostra classe politica dibatte intensamente su un problema di non poche dimensioni (è giusto che i nostri atleti boicottino la cerimonia di apertura che si svolge domani?) in Cina da anni si consumano violazioni ai principali diritti civili, che non solo non dovrebbero consentire lo svolgimento delle stesse Olimpiadi, manifestazione tipicamente pacifica, ma avrebbero dovuto consentire che i principali corpi diplomatici del mondo lavorassero in modo alacre per risolvere queste condizioni disumane. Invece nel dicembre 2007 arriva il Dalai Lama in Italia e sembra quasi una vergogna, sembra che sia arrivato Saddam Hussein o Slobodan Milosevic. Il premier cinese, invece, se arrivasse in Italia, non creerebbe alcun problema.

La realtà dei fatti è che i diritti civili soccombono dinanzi all'interesse economico delle imprese, specie italiane, in Cina. I diritti civili non hanno prezzo, non sono in alcun modo commercializzabili, alienabbili o sottraibili (nè gratis nè a pagamento). In realtà dovrebbero essere un patrimonio acquisito dell'umanità.

So benissimo di essere forse utopistico nel dire che le migliori menti dei paesi civili debbano battersi per abolire ogni sorta di violazione dei diritti civili, beninteso non solo in Cina; so benissimo che forse è utopistico chiedere che i mezzi di comunicazione facciano opera di sensibilizzazione, ma per me è normale sottolineare che i dissidenti non debbano essere minacciati/incarcerati/esiliati, come in Cina e come in ogni dittatura che si rispetti. Altro che Olimpiadi!! Per me è normale che i monaci buddisti possano sfilare pacificamente e silenziosamente senza essere picchiati.

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