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9 giu 2012

Bersani e le supercazzole.

Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, è una brava persona, per carità. E' uno che sta allo scherzo, che quando c'è Crozza si scompiscia e contribuisce allo scompiscio. Ma la politica non è per lui. Oggi dichiara:

Non è accettabile che in Italia non si sia ancora introdotta una legge che faccia uscire dal ar west le convivenze stabili tra omosessuali, conferendo loro dignità sociale e presidio giuridico.

BERSANI INIZIA UNA SUPERCAZZOLA
Si è reso conto che è la brutta copia di Hollande e di Zapatero? Pare di no. Perché contestualmente, litiga con Di Pietro e vorrebbe ancora Casini. Che in quanto cattolico, divorziato, difficilmente accetterà le coppie tra omosessuali.

Non facciamoci tanto ingannare da queste parole fintoprogressiste. Rosy Bindi, con tutti i cattolici all'interno del PD, a suo tempo ha saputo esprimere forti perplessità sulle coppie omosessuali e sulla relativa disciplina giuridica.

E comunque io sono abituato a proposte concrete, no ai pasticciacci tipo i DICO/PACS/NONSOCOMECACCHIOCHIAMARLI. Quindi mi aspetto da Bersani che elabori una proposta di legge compiuta su come conferire alle coppie gay dignità sociale, e poi che la presenti.

Se no, caro Bersani, è fuffa. Come la gran parte di quello che fa il Partito Democratico.

26 dic 2010

Appello per togliere l'embargo a Cuba.

Gli USA dal 1962 (cioè da quasi cinquant'anni) mantengono l'embargo nei confronti di Cuba: tale embargo è da ritenersi assolutamente criminale nel momento in cui impedisce l'importazione di farmaci di prima necessità.


Esistono almeno due motivi che imporrebbero il ritiro immediato dell'embargo (che peraltro l'ONU con 187 voti su 189 chiede di ritirare): intanto la sproporzionalità dell'embargo rispetto al motivo che lo hanno causato (assenza di opposizione e di libere elezioni). Secondariamente e subordinatamente alla sua proporzionalità, è evidente che l'embargo colpisce soprattutto le fasce più deboli del popolo che subisce l'embargo.

7 ago 2010

Ma siamo davvero un paese civile?

Mi rendo conto che il tema dell'omosessualità non è un tema propriamente estivo, ma forse è il caso di fare una piccola pausa nelle nostre vacanze, risvegliare il cervello dalla tipica pigrizia estiva e riflettere: in Argentina, in cui il 91% della popolazione si stima sia cattolica) hanno legalizzato per i gay le nozze, le adozioni, il congedo famigliare e l'accesso alla sicurezza sociale. I cattolici, quelli ovviamente più pacifisti e non violenti (quelli che se potessero partirebbero armati fino al collo per le Crociate) hanno dato vita a proteste anche violente.

La Corte Suprema del Messico ha ritenuto che la norma che consente a Città del Messico il matrimonio tra persone dello stesso sesso non viola la norma che costituzionalmente protegge la famiglia. In Portogallo a Maggio 2010 il cattolico Anibal Cavaco Silva (che non è il neo acquisto del Cesena) ma il presidente portoghese ha firmato la legge che consente i matrimoni gay. Così avviene in Olanda (2001), in Belgio (2003), in Brasile (2004) in Spagna (2005), in Islanda (2010), in Sudafrica (dal 2006, unico stato africano), in Svezia ed in Norvegia (2009) ed in Canada (2005).

Andorra, Austria, Colombia, Croazia, Danimarca (primo Paese al mondo ad autorizzare, nel 1989, il matrimonio civile o partenariato registrato tra omosessuali), Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Svizzera, Slovenia, Ungheria, Repubblica Ceca, Regno Unito, Uruguay: sono i 17 paesi al mondo (in ordine alfabetico) in cui sono consentite, ancorché con nomi diversi e con discipline talvolta un po' diverse, le unioni civili tra persone dello stesso sesso.

Negli USA la situazione è ancora controversa. Nei paesi asiatici e nei paesi africani, ad esclusione del Sud Africa, l'omosessualità non è tutelata in alcun modo, anzi molte volte
anche il semplice sospetto è considerata reato ed è severamente punita dalla legge.

L'Italia (e la Grecia) non tutelano in alcun modo la minoranza omosessuale, anzi (almeno in Italia) questa viene discriminata sempre di più, e nel modo più subdolo: perché, a parole, si manifesta rispetto tutti. Il mondo ecclesiastico, quel mondo che predica ipocritamente tolleranza ed amore, considera gli omosessuali come contro natura, ma una parte di questo mondo ecclesiastico copre i pedofili; il mondo politico, in modo ugualmente quanto unanimemente ipocrita, sostiene di tutelare e rispettare le minoranze ma il PD di Bersani a suo tempo fece un papocchio indegno; il partito del non amore almeno s'è risparmiato un casino.


Siamo, tra i paesi civili, l'unico paese, con la Grecia, a tutelare i diritti degli omosessuali. Vuoi vedere che allora non siamo un paese così civile?

30 lug 2010

«Nessun disturbo, voleva solo essere una premura»: le giustificazioni dell'albergatrice.

Avevo auspicato la spiegazione dell'albergatore di Bibbione e grazie alla segnalazione di Rospo (veramente molto assiduo e prezioso in ogni suo commento) sono in grado di fornirvela.

«Se il contendere riguarda l'orario del pranzo o della cena informiamo che, spesso, per i nostri ospiti più piccoli e su richiesta anche dei genitori rendiamo l'orario flessibile, anticipando di poco quello ufficiale. Di questa possibilità è stato informato il cliente, naturalmente senza obbligo. Se questo non è stato compreso dal signore in causa, ci dispiace e, pur sapendo di essere stati corretti, comprendiamo la situazione famigliare e siamo disposti a restituire la somma che a norma di legge abbiamo conteggiato, come per qualsiasi cliente, per la partenza anticipata a nostro avviso senza giusta causa».
Orbene secondo me questa lettera aperta spiega poco e niente. La situazione, ovviamente, è posta in modo radicalmente opposta a quanto sostiene la famiglia, ma non risolve le perplessità principali.

In primo luogo se veramente voleva essere una cortesia, e la cosa è stata equivocata, perché l'albergo ha accettato la penale, ancorché sia dovuta per legge? Norma di cortesia sarebbe stata quella di rinunciare, quanto meno per evitare una cattiva pubblicità all'albergo. Non ci terrei minimamente a ricevere una pessima pubblicità, potrei rischiare il fallimento.

Dato che da quanto si evince dagli articoli di giornale è proprio l'albergatrice a premurarsi per la famiglia con la bambina disabile, dubito che non sia stata informata e allora mi chiedo: il motivo del contendere emerge ora? Può essere, secondo voi, plausibile che una persona si offenda al punto tale da interrompere la propria vacanza di punto in bianco, pagare 500 euro di penale, fare una denuncia all'Unione dei Consumatori e non abbia lì per lì lasciato trasparire nemmeno l'ombra di  una sommessa protesta?

Non lo so magari mi sbaglio, non so se credere che tutto questo sia dovuto ad immane superficialità nel proprio lavoro al punto da non capire che un cliente si è offeso, o se sia dovuto a razzismo o a cos'altro. Francamente le mie perplessità aumentano e non diminuiscono.


 Concludo con il commento di Silvia, che comunque ha il merito di aver contribuito alla discussione riportando il fatto da un'altra angolazione: ebbene Metilparaben, oltre ad indicare il link propone la versione dei fatti dell'albergatrice, teme che dato il maltempo, i genitori abbiano approfittato della situazione per andarsene.

Non mi quadra molto perché, se è per il maltempo, mi risulta dalle previsioni che ho consultato che solo venerdì 23, domenica 25 e lundì 26 c'è stato maltempo al nord: un po' pochino per metter su tutto questo ambaradan, ma tutto può essere nella vita. Se è per altro non vedo perché metter su tutto questo col rischio di essere scoperti e di fare una figura barbina.

29 lug 2010

Sei handicappata? Disturbi.

Vi è mai capitato al ristorante, magari ai ristoranti dell'albergo, di vedere quelle allegre famigliole riunite i cui bambini sono delle pesti? Urla, strilli, capricci, corse a destra e a manca. Mai visto nessuno del ristorante o dell'albergo che si sia avvicinato a dire a queste persone: sapete, scusate, ma la maleducazione dei vostri figli disturba gli altri clienti. Come vorrei farlo io, ma se il luogo non è di mio gradimento preferisco alzarmi e andarmene senza fare tante storie.

Beh, comunque sia, un albergatore di Bibbione ha pensato di farlo ... ma nei confronti di una coppia di genitori di una bambina handicappata che per comunicare doveva emettere dei suoni che, a detta dell'albergatore, disturbava gli altri clienti: ergo ha pensato bene di chiedere ai genitori di far mangiare la bambina quando non c'era nessuno.

Per fortuna c'è chi ha ancora la dignità: questa coppia ha preso baracca e burattini e se ne è an"data un attimo dopo questo insulto inaudito, ed ovviamente dopo aver lasciato 500 euro di penale per la partenza anticipata. Ma lotteranno per riavere i soldi.

Nel frattempo da un lato sarei curioso di sapere la versione dell'albergatore e sarei tanto, ma proprio tanto curioso di sapere nome, cognome ed albergo dell'autore di questa che, se fosse confermata, è una vera e propria vigliaccata criminale. Effettivamente mi disturbano certe persone ... ovviamente quelle che discriminano gli handicappati specificamente mi fanno schifo. Troverei di sicuro tante belle paroline da rivolgergli. Solo che è cattiva educazione scriverle su un blog.

23 lug 2010

Tutti i messaggi sbagliati sui gay equivalgono ad altrettanti pregiudizi nei loro confronti.

I messaggi che passano troppo spesso per essere sottovalutati e per essere catalogati come spiacevoli episodi.

Passa il messaggio che i gay non possono donare il sangue ed aiutare il prossimo; non possono essere preti e quindi servire Dio ed anche aiutare il prossimo.
Passa il messaggio che i gay sono malati vanno curati, tanto poi basta scusarsi e passa la paura, come ha fatto il sindaco di Spresiano. Giacchè ci siamo sono anche contro natura e quindi sono qualcosa che va estirpato dalla società.



Passa il messaggio che i gay possono essere picchiati perchè chi lo fa è troppo spesso definito balordo non criminale da incarcerare: sembra quasi che in fondo abbia fatto una marachella.

Passa il messaggio che i preti gay dovrebbero uscire allo scoperto perchè conducono una doppia vita e danneggiano la Chiesa, come se essere gay fosse una cosa negativa.


Passa il messaggio che se Fabri Fibra dice che Marco Mengoni è gay, la prima reazione è che Marco Mengoni pensa ad adire le vie legali (anche se poi pare abbia cambiato idea).

17 lug 2010

"Beppe Beppe Beppe se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento su cui ci troviamo affonda" "E che mi frega, nun è mica mio".

Gli audio di seguito riportati sono, a mio avviso, di una importanza culturale e storica fondamentale. Una lezione chiarissima come quasi mai ho ascoltato, sulla Costituzione  da parte di Calamandrei che si rivela essere attualissima e che si tramuta in lezione di civiltà. 






28 giu 2010

In Islanda la premier lesbica fa una legge ad personam: consente i matrimoni gay e si sposa.

La questione è di mentalità: in Islanda vengono legalizzati i matrimoni gay e la premier, sottolineo LA premier e sottolineo ex hostess, sposa il giorno stesso la sua compagna essendo dichiaratamente lesbica. Voglio esprimere i miei sinceri auguri alla neo coppia di coniugi.

Nessuno dubiterà del valore della famiglia in Islanda, o forse ci sarà qualcuno che griderà alla legge ad personam anche lì, solo che li forse non sanno cosa accade qui da noi.

Ecco immaginate in Italia, dove già la cultura della donna in carriera e anche in politica troppo spesso va di pari passo con la subcultura della donna che arriva a compromessi per potersi far valere, peggio se bella. Bisognerebbe valutare di volta in volta e non effettuare una sorta di equazione: donna potente = l'ha data a qualcuno di importante.

Se forse riuscissimo ad avere più donne al potere ciò non accadrebbe, verrebbe visto come normale; analogamente non accadrebbe se le donne ed anche i gay fossero trattati alla pari dalla Chiesa, la quale professa da un lato che siamo tutti figli di Dio e che dobbiamo amare il prossimo; ma minaccia scomuniche per le donne che volessero ambire al sacerdozio, sostiene che i gay sono contro natura, figurarsi se consentire loro il matrimonio.

Anche la politica (laica) non aiuta nè sui matrimoni gay nè sulle donne. L'idea che debba esserci obbligatoriamente una quota rosa la trovo offensiva, equivale a dire: approfittatene, altrimenti col cavolo che qualcuno vi chiama. Anzi è la dimostrazione che è la nostra mentalità che è sbagliata, è la mentalità per cui la donna sta a casa a fare la calzetta mentre l'uomo assolutamente virile va con gli amici a parlare di cose serie.

Questa discriminazione è derivante da un retaggio culturale maschilista che non immagina che una donna possa governare bene un paese, figurarsi i gay, lesbiche e trans che sono vittima di una mentalità per lo più strisciante secondo la quale sono considerati gente di second'ordine degni dei peggiori bordelli non da chi è ignorante, ma da chi dovrebbe essere una guida. E quando questa mentalità emerge si parla di balordi.


Mi chiedo cosa succederebbe se avvenisse una cosa simile in Italia.


17 mag 2010

17 maggio 1990 - 17 maggio 2010: da vent'anni l'OMS non considera più l'omosessualità una malattia. Nemmeno io. E voi?

I gay e le lesbiche non sono malati, non sono pervertiti, non sono pazzi e non sono persone stupide. L'omosessualità maschile e femminile non è contagiosa come la peste. Gli omosessuali e le lesbiche hanno gli stessi diritti di tutti: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Lo dice la nostra Costituzione da più di 60 anni. Lo dice l'OMS dal 17 maggio 1990.

Perché non lo diciamo costantemente tutti quando vediamo discriminazioni di ogni sorta? Perché non proviamo a ripeterlo ogni giorno e non solo nella giornata mondiale anti omofobia? Ognuno ama chi desidera, se lo desidera e merita rispetto perché è un essere umano. 







Aiutatemi a dire che l'omosessualità non è una malattia è su Facebook.

15 gen 2010

La svolta di Google ed i diritti civili in Cina.

La notizia della settimana, almeno per quanto riguarda il world wide web, potrebbe essere quella relativa alla scelta di Google di sfidare il governo cinese e di non voler più sottostare alle censure che il secondo imponeva al primo.

Chi cerca di tutelare più da vicino i diritti civili, vede questa svolta come una grande notizia, ed in effetti potrà avere conseguenze non indifferenti sul tema, conseguenze di certo maggiori rispetto all'idea di non far partecipare i nostri atleti alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi. Anche se tali conseguenze potrebbero rivelarsi anche dannose economicamente nel medio termine per Google e favorire l'altro motore di ricerca (Baidu) che diventerebbe monopolista con l'assenza di Google.

In realtà, questa svolta non pare essere stata dettata, non completamente almeno, da un mero sentimento libertario o di vicinanza ai diritti civili, altrimenti non si sarebbe dovuti entrare nel mercato cinese, almeno permanendo l'imposizione della censura. Il casus belli è scoccato quando si è scoperta la violazione da parte di pirati informatici cinesi che cercavano informazioni riservate.

Nonostante possa creare un precedente non indifferente se effettivamente portata a termine, ancora tutto è da decidersi in pratica: non dimentichiamo, infatti, che per ora siamo solo alle dichiarazioni di intenti, e tra il dire ed il fare c'è di mezzo il mare (nel qual caso 300 milioni di euro di buisnes).

La portavoce governativa sostiene che, in realtà, la Cina sostiene lo sviluppo di internet purché nel rispetto delle leggi cinesi: e il problema è proprio stabilire se queste leggi vadano bene o meno, se siano rispettose o meno dei diritti umani (nel caso di specie la libertà di pensiero e la libertà di informazione).

Per ora si andrà avanti senza filtri, ma è solo l'inizio del braccio di ferro tra due contendenti che, a quanto sembra, difficilmente potranno rinunciare l'uno a l'altro senza perdite o critiche. La speranza è che potendo una parte rilevante dei cinesi annusare una ventata d'aria fresca chiamata libertà di informazione, non ne sappiano più fare a meno.

19 nov 2009

Proviamo a riepilogare la situazione (semitragica).

Non che le classifiche che ogni tanto ci vengono propinate da (alcuni) giornali abbiano necessariamente valore biblico, sono molte le classifiche in cui l'Italia proprio non riesce a primeggiare: e dovrebbero essere le classifiche fondamentali. Classificando i paesi dal meno corrotto al più corrotto, l'Italia è al 63° posto (su 180). In sè e per sè potrebbe anche discutersene, ma forse è il caso di avere un quadro d'insieme della situazione.

Ricapitolando in breve alcuni dati apparsi negli ultimi dodici mesi: siamo l'unico paese in Europa in cui la diffusione di Internet ristagna, per non dire che è in lieve calo (42% dati Eurostat 2008) e siamo peraltro nelle posizioni di coda rispetto al resto d'Europa; secondo Transparency International siamo - parimerito con l'Arabia - al 63° posto (nel 2007 eravamo al 41°) nella classifica dei paesi meno corrotti; secondo Reporters Sans Frontieres (ottobre 2009) perdiamo posizioni in classifica relativamente alla libertà di stampa; andamento che conferma quanto diceva in precedenza uno studio di Freedom of Press.

A fronte di tutto ciò accade che si congelano gli 800 mln. di euro per investire nella banda larga, che - manco a dirlo - incentiverebbe l'uso di internet ed il pluralismo informativo. Due piccioni con una fava. Letta, tuttavia, spiega che c'è un cambio di priorità: occorre prima uscire dalla crisi e poi gli 800 mln. di euro torneranno a disposizione per la banda larga. Decisamente secondario il fatto che si spendono soldi in abbondanza per parlamentari ed enti locali e nessuno si preoccupa della crisi in questo caso.

Decisamente secondario che si vuole depenalizzare la corruzione - siamo l'unico paese in Europa - e che comunque non è considerato un reato assai grave (da 2 a 5 anni per la corruzione propria) ed accade anche che i magistrati - ma solo quelli comunisti - avranno molto probabilmente il tempo contingentato per giudicare su questo tipo di fatti: paradossalmente sarebbe più grave lo scippo che fa il poveraccio diseredato, non la corruzione nè le frodi. Per intenderci se passasse la prescrizione breve (e ci scommetterei che passa), Bernard Madoff (quel simpaticone che ha trafugato 50 miliardi di dollari ai suoi investitori) se processato in Italia con tale sistema, avrebbe potuto invocare la prescrizione in Italia se non fosse giudicato in tempi strettissimi.

Accade che Miklos Marschall - noto comunista direttore di Transparency International per l'Europa - dichiara che il crollo italiano in questa classifica è dovuto a quello che chiamano il "fattore Berlusconi". Accade che la Corte dei Conti (forse quella di Topolinia) sostiene che le tasse immorali hanno un valore di 60 mld, di euro ogni anno.

Pazienza se (cito da Repubblica del 18/11/2009) il Consiglio d'Europa rileva che: in Italia i casi di malversazione sono in aumento; che le condanne sono diminuite; i processi non si concludono per le tattiche dilatorie che ritardano i dibattimenti e favoriscono la prescrizione; la normativa è disorganica, la pubblica amministrazione ha una discrezionalità che confina con l'arbitrarietà.

Pazienza se ci sono state mandate 22 raccomandazioni di stampo amministrativo per contenere la corruzione. Pazienza se la corruzione incide sul mercato e sulla concorrenza, impedisce il giusto sviluppo delle imprese, pesa su tutti gli italiani.

Accade che in ambito di libertà di informazione veniamo considerati un paese semilibero da Freedom of Press e perdiamo posizioni, manco a dirlo, perché c'è il conflitto di interessi di un tizio che ha tre televisioni. E non lo dice il partito comunista, ma associazioni indipendenti; la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea. Anzi proprio il centrosinistra, tra cui i 150 mila partitini comunistini, i post-comunisti, i democratici, per quel poco che è riuscito a giovernare, ha preferito essere litigioso e non infierire sull'avversario politico. Avrebbe solo dovuto ripristinare una situazione di legalità e di giustizia sostanziale.

14 nov 2009

Fermiamo la mutilazione degli organi genitali femminili.


Il 09 Novembre 2009 è stato attivato il numero verde 800 300 558 per chiedere aiuto, informarsi e denunciare eventuali abusi relativamente alle mutilazioni genitali femminili.





La mutilazione degli organi genitali femminili è una barbarie che viene compiuta prevalentemente in alcuni paesi nel continente africano e nel sud-est asiatico. In Somalia - per esempio - una donna non infibulata è considerata impura; in Kenya l'infibulazione è comunque considerata una pratica culturale lecita ed importante. Infibulando la donna, nella pratica le si vietano i rapporti sessuali, avendo la finalità di conservare e di indicare la verginità della donna, e si segna il passaggio dall'infanzia all'età adulta.




Da Pensare è gratis
L'escissione è una mutilazione dei genitali femminili con cui si asporta il clitoride al fine di ridurre il piacere sessuale femminile e a cui si aggiungono una serie di danni psicologici, mentre con l'infibulazione vengono spesso raccolte tutte le mutilazioni a carico dei genitali femminili, tra cui anche l'escissione, praticate in diversi paesi dell'Africa sub-sahariana, per motivi non terapeutici, che ledono fortemente la salute psichica e fisica delle bambine e donne che ne sono sottoposte. Secondo Emma Bonino in 18 dei 28 Stati in cui si pratica l'infibulazione attualmente si sono dotati di leggi che condannano tali pratiche.


I motivi che spingono all'infibulazione posono essere derivanti dalla credenza che solo in tal modo la donna raggiunga la maturità, oltre che sintomo di purezza (ma checché si creda il Corano non prescrive alcuna di queste pratiche), oltre che di verginità e di castità della donna. Ma anche l'associazione tra i genitali femminili esterni e l'idea di bruttezza e di nocività è un'associazione radicata al punto tale da giustificare queste pratiche.

Senza scendere nei dettagli medici (chi è interessato può consultare Le linee guida del ministero della salute che spiegano tutto in modo sufficientemente dettagliato) le conseguenze di tale pratica comportano:
1) danni alla donna in via immediata: tetano, febbre, setticemia, shock;


2) danni alla donna a medio termine: cisti, ascessi ed infezioni assortite;
3) danni alla donna nel lungo termine: dismenorrea (mestruazioni irregolari e dolorose), difficoltà nella minzione ed incontinenza urinaria (soprattutto post partum) calcoli vaginali, infezioni pelviche, ipersensibilità dell’area genitale, infertilità;
4) danni al bambino ed alla madre: il tessuto fibroso vulvare non permette la dilatazione necessaria per il normale svolgimento del parto, nel periodo espulsivo, con possibili danni al bambino e alla madre. Se non si procede tempestivamente alla riapertura dei tessuti della cicatrice il bambino può arrestare la sua discesa nell’ultimo tratto del canale vaginale e rischiare, per scarsa ossigenazione, danni cerebrali; la mamma può andare incontro a lacerazioni perineali, uretrali e rettali. Una ulteriore possibile complicazione dove il parto avviene in contesti non sanitari è rappresentata dalla rottura dell’utero, complicazione temibile sia in termini di mortalità materna che neonatale. Inoltre, poiché le donne infibulate sono sottoposte con maggiore frequenza al taglio cesareo, rischiano più di altre la morte per emorragia o sepsi puerperale, specialmente nei paesi di origine e fuori dagli ospedali attrezzati.


Senza contare i danni psicologici che ne seguono: spesso e volentieri i mariti viste tutte le complicazioni fisiche abbandonano le donne; senza contare che spesso le donne hanno riferito di essersi sentite tradite, abbandonate, violentate dalle rispettive famiglie. Un senso di impotenza e di inibizione perpetuo che con la defibulazione, ancorché possa ripristinare fisicamente in tutto o in parte quanto fatto dall'infibulazione, difficilmente si può riparare.


L’OMS stima che sono dai 100 ai 140 milioni le donne nel mondo sottoposte a mutilazioni genitali femminili e che le bambine sottoposte a tali pratiche sono, ogni anno, circa 3 milioni. Le mutilazioni genitali femminili sono una pratica diffusa principalmente in alcuni Paesi dell’Africa. Nei villaggi dei Paesi interessati con rudimentali strumenti, in condizioni igieniche precarie, con anestetici e disinfettanti naturali, si interviene sulle bambine, traendo da questa attività un reddito.

18 mag 2009

News sui fondi

C'è bisogno di chiarezza sulla destinazione delle donazioni fatte per i terremotati abruzzesi. Bisogna chiederla agran voce. Devono renderne conto..

Questo è l'invito lanciato da Anna su Facebook in relazione alle donazioni per la ricostruzione in Abruzzo. Non è possibile darle torto in alcun modo: non circolano notizie sulle cifre raccolte (almeno non risultano a me). Ho trovato (sempre perchè pubblicato su FB) il sito Il Capoluogo.com che pubblica un primo resoconto. Cominciamo da questo in attesa di trovare altre informazioni.

p.s. La giornata internazionale contro l'omofobia si celebra in virtù del fatto che l'OMS solo il 17 maggio 1990 ha ritenuto finalmente opportuno eliminare dall'elenco delle malattie psichiatriche l'omosessualità. Io ho scoperto della giornata on line. Vedi anche su Libertiamo.it.

26 mar 2009

"La pena di morte, rendendo meno sacro e intoccabile il valore della vita, incoraggerebbe, più che inibire, gli istinti omicidi"-Cesare Beccaria-1764.

Amnesty Inernational ha pubblicato il rapporto per il 2008 sulla pena di morte. Alcuni dati sono interessanti nella loro drammaticità. Il 72% delle esecuzioni avviene in Cina (1278 esecuzioni nel 2008). A nulla sono valse le Olimpiadi (post da me scritto il 07/08/2008) e le Paralimpiadi per far valere i diritti civili in Cina. Tutte belle le chiacchiere sulla necessità degli atleti di boicottare la cerimonia d'apertura. A cosa sarebbe servito? Cosa fanno le diplomazie mondiali? A cosa lavorano?

Ah dimenticavo: lo Stato Pontificio/Città del Vaticano ha previsto la pena di morte formalmente abrogata solo nel 2001 (anche se negli statuti fondamentali fu abrogata nel 1969): ma per chi predica la pace mi sembra comunque incoerente.

Ma soprattutto, Ratzinger cosa fa? Vi segnalo una lettera (nel link in lingua inglese, il punto in questione è al punto 3) di una persona che all'epoca era Cardinale: JOSEPH RATZINGER:
«Non tutte le questioni morali hanno lo stesso peso morale dell’aborto e dell’eutanasia. Per esempio, se un cattolico fosse in disaccordo col Santo Padre sull’applicazione della pena capitale o sulla decisione di fare una guerra, egli non sarebbe da considerarsi per questa ragione indegno di presentarsi a ricevere la Santa Comunione. Mentre la Chiesa esorta le autorità civili a perseguire la pace, non la guerra, e ad esercitare discrezione e misericordia nell’applicare una pena a criminali, può tuttavia essere consentito prendere le armi per respingere un aggressore, o fare ricorso alla pena capitale. Ci può essere una legittima diversità di opinione anche tra i cattolici sul fare la guerra e sull’applicare la pena di morte, non però in alcun modo riguardo all’aborto e all’eutanasia».

In pratica: si può fare la guerra e si può applicare la pena di morte, ma non si può in nessun modo far abortire - per esempio - una bambina di nove anni stuprata.

La pena di morte è inutile, perché non risulta che dove applicata abbia fatto diminuire sensibilmente il compimento dei reati per i quali è prevista come sanzione, è irreversibile, quindi in caso di errore umano non si può tornare indietro, è sproporzionata ed inumana rispetto ai reati commessi, e quand'anche ci si trovasse dinanzi a reati particolarmente efferati non si può avallare l'idea della vendetta come punizione.

7 ago 2008

Diritti civili in Cina

Mentre la nostra classe politica dibatte intensamente su un problema di non poche dimensioni (è giusto che i nostri atleti boicottino la cerimonia di apertura che si svolge domani?) in Cina da anni si consumano violazioni ai principali diritti civili, che non solo non dovrebbero consentire lo svolgimento delle stesse Olimpiadi, manifestazione tipicamente pacifica, ma avrebbero dovuto consentire che i principali corpi diplomatici del mondo lavorassero in modo alacre per risolvere queste condizioni disumane. Invece nel dicembre 2007 arriva il Dalai Lama in Italia e sembra quasi una vergogna, sembra che sia arrivato Saddam Hussein o Slobodan Milosevic. Il premier cinese, invece, se arrivasse in Italia, non creerebbe alcun problema.

La realtà dei fatti è che i diritti civili soccombono dinanzi all'interesse economico delle imprese, specie italiane, in Cina. I diritti civili non hanno prezzo, non sono in alcun modo commercializzabili, alienabbili o sottraibili (nè gratis nè a pagamento). In realtà dovrebbero essere un patrimonio acquisito dell'umanità.

So benissimo di essere forse utopistico nel dire che le migliori menti dei paesi civili debbano battersi per abolire ogni sorta di violazione dei diritti civili, beninteso non solo in Cina; so benissimo che forse è utopistico chiedere che i mezzi di comunicazione facciano opera di sensibilizzazione, ma per me è normale sottolineare che i dissidenti non debbano essere minacciati/incarcerati/esiliati, come in Cina e come in ogni dittatura che si rispetti. Altro che Olimpiadi!! Per me è normale che i monaci buddisti possano sfilare pacificamente e silenziosamente senza essere picchiati.

7 lug 2008

Le impronte ai bambini rom.

In Italia vige il principio di uguaglianza, in base al quale le situazioni uguali vanno regolate in modo uguale, e le situazioni diverse in modo diverso. Il giudice, o il legislatore non possono valutare due situazioni uguali distinguendole solo per l’etnia, o la religione o nei casi previsti dall’articolo 3 della Costituzione. Tale principio è previsto anche dalle leggi europee, che tra l’altro, in base all’articolo 117 della Costituzione, hanno pieno valore nel nostro ordinamento per espresso riconoscimento costituzionale. Cioè è la legge fondamentale del nostro stato che dice questo, non è che ce lo si inventa dalla sera alla mattina.


In base a questo, stabilire con le impronte digitali un censimento, anche se io la chiamerei schedatura, dei bambini rom, che sono cittadini europei, potrebbe seriamente esser considerata una violazione del principio di uguaglianza, in quanto sono sottoposti ad un dovere (farsi censire) che altri cittadini europei non hanno, e ciò solo per la loro etnia. Bene Maroni (Ministro degli Interni del Governo Italiano) sostiene che è per la sicurezza degli italiani, e che vi sono rom che abitano in zone abusivamente. Ma la situazione è un po’ diversa: se i rom commettono reati in Italia è nel pieno diritto/dovere dello Stato italiano perseguire questi delitti. Ma ciò indipendentemente dalla razza, dall’etnia, dalla religione, dalle opinioni politiche eccetera. Il processo deve seguire tutte le garanzie previste dalla legge. Se i rom occupano territori abusivamente è giusto che vengano sgomberati, anche se lo stato italiano ha il dovere di metterli in condizione di abitare, anche in Italia se lo vogliono, in condizioni almeno decenti e legali (articolo 3 comma 2 della costituzione). Analogo discorso vale per l’espulsione dei cittadini dell’Unione Europea è vietato se non per ragioni di pubblica sicurezza.

A questo punto occorre spiegare il ruolo della Commissione Europea (cito dal sito europa.eu): La Commissione è indipendente dai governi nazionali e il suo ruolo consiste nel rappresentare e tutelare gli interessi dell’UE nel suo insieme. È suo compito elaborare proposte per nuove leggi europee da sottoporre al Parlamento europeo e al Consiglio. Quindi giacché il principio di uguaglianza è regolamentato anche da norme comunitarie, la Commissione Europea ha tutto il diritto di intervenire se uno Stato viola tale (o qualche altra) norma. Come è avvenuto per il caso delle frequenze televisive la Commissione può in primo luogo aprire una procedura di infrazione se ritiene che uno Stato stia violando il trattato, per approfondire la questione e per capire se i trattati vengono violati. In secondo luogo se la chiusura della procedura di infrazione conferma la violazione e ciò non basta a far correggere il tiro allo Stato, si può deferire la questione alla Corte di Giustizia. Il Parlamento, invece, di comune accordo con la Commissione Europea ed il Consiglio può adottare una direttiva, rivolta ad un singolo Stato, la quale direttiva avrà efficacia vincolante per lo Stato.

Tutto quanto detto finora, per quanto in apparenza semplice, ha alcune complicazioni: dunque, ogni cittadino dell’Unione Europea può circolare e soggiornare dove e come crede entro i confini europei, senza limitazioni di trattamento che violino il principio di uguaglianza. Ma è soggetto ad alcuni limiti temporali: fino a tre mesi di permanenza può circolare per tutta l’UE senza problemi purché abbia un documento valido con sé. Dopo i tre mesi si può circolare e soggiornare solo per motivi di lavoro autonomo o subordinato: se sei l’avvocato italiano di un’azienda in Germania o se sei un dipendente di una società in Spagna puoi soggiornare e circolare per più di tre mesi. Devi essere studente, oppure devi essere un familiare di un cittadino dell’Unione che lavora o che è studente per esempio. Il diritto di soggiorno permanente si acquisisce dopo cinque anni. Ma soprattutto si deve stabilire se hai di che sopravvivere.

Tutto ciò in teoria è facilissimo ed è giustissimo, ma in pratica se non ho un controllo doganale (che non c’è all’interno dei confini dell’Unione Europea) i periodi di tempo sono molto più difficili da individuare: che ne so quando sei entrato e quando sei uscito? E soprattutto perché? E che ne so io se hai di che sopravvivere?

Tornando alla questione da cui siamo partiti, dubito che i rom siano qui per turismo, ma di sicuro nessuno tra i rom, attualmente, ha il diritto di soggiorno permanente dopo cinque anni, in quanto la Romania è entrata nell’UE nel 2007.

In conclusione per contemperare il principio di uguaglianza con la tutela della pubblica sicurezza e con le norme comunitarie basterebbe applicare le leggi dello Stato italiano e la normativa europea: chiunque commetta abusi, reati o qualunque cosa vietata deve essere punito, senza distinzioni che violino il principio di uguaglianza. Esercitare un controllo sulla generalità di persone che, fino a prova contraria, non hanno commesso crimini potrebbe secondo me, seriamente configurarsi come un abuso dei diritti di tutela dei singoli stati. Fermo restando che a mio avviso la libera circolazione ed il libero soggiorno delle persone merita una maggiore regolamentazione, almeno finché continueranno a coesistere Stati nazionali ed unione europea

Un particolare ringraziamento va ad Ennio Buonocore, carissimo amico che affettuosamente ed in modo prezioso mi ha aiutato per migliorare questo post. Spero di non aver abusato troppo della sua disponibilità.

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