08 giu 2009

L'affaire Noemi è informazione o gossip?


Caro Sandro,

le vicende che sto apprendendo negli ultimi tempi sul Presidente del Consiglio, mi mettono parecchio sconforto. Ma non, come si potrebbe pensare, per quanto concerne le sue faccende personali: quanto per l’accanimento estremo col quale una buona parte degli italiani (fomentati dai media stessi) vi si scagliano contro.

Ne esce ancora una volta il quadro di un’italietta deludente, che si trastulla e si gingilla con le chiacchiere e il gossip, e che ha disimparato a prendere un po’ più sul serio la vita. Tutti i giornalisti, stanno dicendo all’unisono che la vicenda Noemi non è un caso di intrusione nella vita privata, ma è un caso politico: “i cittadini hanno il diritto di sapere se il loro premier ha mentito o ha detto la verità. Se è un bugiardo o meno. E’ una questione di principio!”

I vari D’Avanzo & company, quotidianamente su Repubblica lanciano articoli filosofeggianti la trasparenza, l’onestà morale, il rigore etico… e gli appelli per una maggiore “sincerità” di Mr. B. si sprecano: su Facebook, su Repubblica stessa, e rimbalzano su tutta la rete dei vari blogger.

Ma forse, costoro non si sono accorti che Berlusconi mente da anni, a tutti, e non già sulle frequentazioni delle minorenni, ma sui suoi guai giudiziari, sulle vicende di governo e su tematiche ben più gravi di un libertinaggio con fanciulle più o meno giovani. E queste bugìe sono accertate da sentenze giudiziarie, atti, libri che raccolgono le varie testimonianze della vita del cavaliere.

E mi sapresti allora spiegare come mai gli italiani non si sono mai indignati sulle bugie dette dal premier in merito a temi politici, economici o giudiziari, e invece si indignano e creano un caso planetario per una vicenda di ragazze pon pon? Suvvia, non siamo sciocchi: gli italiani sono avvezzi ad essere impiccioni e ficcanaso; e potere intrufolarsi nella vita privata dell’uomo più ricco d’Italia, a chi non alletterebbe?

Questo voyeurismo morboso che pervade l’italica popolazione, dove la massima aspirazione di tante adolescenti è arrivare a fare le “veline”, le “letterine”, le “meteorine”, ed entrare nello star system, è oramai tristemente nel sangue di tutti noi.

Ma il Presidente del Consiglio ha poco da lamentarsi. Perché ad inculcare questo orribile modello comportamentale agli italiani, sono state proprio le sue reti televisive, pioniere del Grande Fratello, dei reality show e di tutta la spazzatura mediatica che ci viene quotidianamente scaricata dentro casa. E’ proprio grazie a questi programmi, che la gente ha disimparato a farsi gli affari propri. A vivere le vite degli altri. E a spiare dal buco della serratura nelle vicende più o meno pruriginose dei personaggi di pubblico interesse. Il meccanismo gli si è ritorto contro.

Di cosa ci lamentiamo ora? Nei paesi civili, un politico viene messo alla gogna per vicende spiacevoli relative al suo mandato elettorale. Non perché intrattiene delle frequentazioni con varie sgallettate del suo entourage. Mi sembra questo davvero un peccato veniale, se paragonato a situazioni ben più pesanti del suo passato, ma delle quali, agli italiani, non glie ne frega niente.


*****


Caro Lele,

dobbiamo distinguere il gossip dall'informazione. Il voyerismo è quello del Grande Fratello: se in Parlamento si perdesse tempo a disquisire di tronisti o di nomination, potrei esser d'accordo con te. In realtà ritengo più che giusto segnalare che, semmai una volta per tutte, sapere se il Premier è coerente con le idee politiche che esprime. Allorché mi chiedo: è gossip o informazione, per esempio, controllare se chi, come lo stesso Berlusconi, fondando la propria politica conferendo un grande valore alla propria famiglia, la metta, poi, in così grave imbarazzo con atteggiamenti che sono e devono essere pubblici? E' gossip o informazione far notare le contraddizioni (o le eventuali bugie), le smentite, le gaffe cui quest'uomo di governo ci abitua sempre più spesso, contribuendo a non dare una buona immagine di tutti gli italiani? E' gossip o informazione domandare maggiore trasparenza su questa sua parte di vita privata e far notare all'opinione pubblica chi ci rappresenta? Non dettagli scabrosi, ma coerenza con le idee che si trasmettono come valori, sobrietà e sincerità che in una persona di 72 anni, capo di Governo, dovrebbero essere qualità innate. Personalmente condivido le dieci domande di D'Avanzo, ed anche io nel mio piccolo ho provato a proporre dieci domande agli elettori di centrodestra. Quindi occorre sottolineare che il diritto alla privacy e diritto ad informare/ad essere informati sono diritti confinanti in relazione ai personaggi pubblici. Dove finisce la privacy, inizia la libertà di informazione e viceversa. Occorre chiedersi, quindi, se una notizia su un personaggio di potere sia rilevante per l'opinione pubblica o meno. Sarebbe gossip se si filosofeggiasse sul cerone di Berlusconi, perché è irrilevante fondare le critiche sul fatto che usi il cerone.

In relazione alle altre bugie ben più gravi di Berlusconi, ed alla mancata indignazione correlativa, in realtà io penso che una parte di questa mancata indignazione sia perché una rilevante parte degli italiani disprezza le regole, cosa non imputabile all'italico Silvio. Non è un alibi, ma d'altronde basta guardarsi intorno: spesse volte in metropolitana o per strada, quindi con comportamenti quotidiani, si disattendono regole minime di pacifica convivenza e l'unico strumento per evitare ciò non è il convincimento di dover rispettare le regole, ma il non subire la sanzione. In molte persone le regole non si rispettano se le si ritiene sbagliate con motivazioni peggiori (molti automobilisti lamentano limiti bassi, mancanza di parcheggio etc).

Conclude l'opera il fatto che il Grande Fratello et similia, l'informazione semipiatta, la spazzatura televisiva non hanno tanto sviluppato il voyerismo, per certi versi la curiosità un po' morbosa è già insita nella natura dell'essere umano, ma peggio ha appiattito una parte rilevante delle italiche menti, abbattendo il senso di critica, la valutazione personale, le ambizioni: su queste è più facile far percepire una realtà distorta.

Upload del 09/06/2009.

Take a look.

Le dieci domande di La Repubblica.

La ricostruzione de La voce delle voci

Secondo articolo de La voce delle voci

Ringrazio Veneris per il commento e per la segnalazione del link che ritengo molto interessante. Ogni informazione e pensiero è utilissimo alla discussione.

2 commenti:

  1. e se invece quella di Repubblica fosse cattiva informazione? http://lavocedellevoci.it/

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  2. Ho visitato il sito, e ho trovato la ricostruzione decisamente interessante. Ti ringrazio per la segnalazione. Aggiungerò il link sull'home page.

    Entro nel merito della tua domanda. Analizzando le dieci domande fatte da D'Avanzo, le prime quattro domande chiedono notizie su tempi e modalità relativamente all'amicizia con Elio Letizia: la qual cosa assume rilevanza pubblica, specialmente se venisse confermata la ricostruzione de la Voce delle Voci.

    Le domande 5, 6, 7 e 9 indagano i rapporti di Berlusconi con Noemi Letizia o con altre eventuali minorenni. E rientriamo nell'ambito del post: è rilevante sapere se il premier, che è sempre stato un cultore della famiglia (sia propria sia come istituzione), poi abbia relazioni extraconiugali? Secondo me è rilevante, perché consente di capire se il capo di governo sia coerente o meno con le idee che ha proposto agli elettori (e per le quali spero sia stato votato).

    Domanda 8: se un premier fa un "uso strumentale del corpo femminile" (per citare Veronica Lario) potrebbe essere anche considerato rilevante, e comunque non è nè gossip, nè cattiva informazione.

    Detto questo: forse, a dirla tutta, l'ultima domanda sulle condizioni di salute del premier può essere una domanda forse un po' esagerata e forzata (anche se nella vita mai dire mai).

    Concludo: al di là di una qualche forzatura nelle domande di D'Avanzo, non vedo cattiva informazione nelle pagine di Repubblica, semmai incompleta laddove non ha effettuato la ricostruzione che ha effettuato La Voce delle Voci. Ma, come ho già avuto modo di dire, la verità oggettiva non esiste, quindi secondo me parliamo solo di due casi di buona informazione complementari tra loro. Una parte pone delle domande al premier, secondo me non tanto sperando che questi gli risponda ma sperando di contribuire ad un certo senso critico; l'altra parte prova a trovare le risposte, peraltro fornendo un'utilissima informazione.

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