4 giu 2009

A volte si ritorna a parlare di laicità dello Stato.

Torno a parlare di religione e di laicità dello Stato, e torno ad indignarmi (di entrambe le cose non bisogna mai smettere). A settembre 2008 rimbalzò la notizia che Elena Donazzan (assessore all’istruzione in Veneto) studiasse la necessità dell’ora obbligatoria di religione a scuola. Ovvio (quanto opportuno) il vivaio di polemiche sul tema. A Cesena, più recentemente, un docente è stato sospeso in quanto ha diffuso tra i suoi alunni un questionario in cui chiedeva se avessero voluto seguire l’ora di religione, oppure quale materia alternativa a questa svolgere tra Storia delle religioni, e Diritti umani. Secondo chi si è opposto, il prof. Marani avrebbe offeso i colleghi insegnanti di religione con questo sondaggio.

Ciò che è grave è che venga punito il singolo docente con due mesi di sospensione, semplicemente per aver posto un questionario e per cercare di dar voce ad una libertà di tutti (e se possibile ancor di più degli studenti): nello scegliere la propria religione ognuno di noi è libero, e non può essere imposta per legge. Ne consegue che i principi della singola religione cattolica NON DEVONO ESSERE INCULCATI. Semmai, ribadisco quanto già detto in un mio post del 26 novembre scorso, trovo ragionevole insegnare TUTTE le religioni, in quanto è un’interessante modo per rendere gli studenti preparati, e peraltro ben disponibili alle diversità. In una parola: cultura.

Oggi non posso che confermare ed aggiungere tutto il mio sdegno per ogni parola, azione, opera ed omissione che sia finalizzata ad impedire la libera scelta della propria religione. Aggiungo: scegliere la propria religione e praticarla è qualcosa di libero e di volontario. Chi vuole, può praticare la propria religione in tutte le sedi a ciò deputate, ed ha tutto il diritto di usufruire di tali sedi. Ma la scuola non è un luogo deputato alla religione, ma alla cultura. Obbligare qualcuno ad imparare i dogmi di una sola religione piuttosto che un’altra (qualunque religione sia) può essere tranquillamente qualcosa che va contro il principio di laicità dello Stato, va contro la libertà di manifestazione della propria religione (che vuol dire anche scegliere di essere atei).

Tutti i post in cui ho trattato la laicità dello Stato.
1) La religione (cattolica) per tutti, o tutte le religioni per chi vuole.
2) Sull’atteggiamento politically correct tutto (solo) italiano nei confronti del Papa (06 agosto 2008 e 16 settembre 2008)
Le religioni sono come le lucciole: per risplendere esse hanno bisogno dell'oscurità. (Arthur Schopenhauer)

1 commento:

Pubblicherò tutti i commenti che non insultino me o altri, nemmeno se le persone che insultate mi stanno antipatiche.

Piuttosto se volete la mia eterna riconoscenza .... condividete, please.

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