21 feb 2010

Epistemologia delle zoccole e della zoccolagine.


Il procedimento per diffamazione a carico di Beppe Grillo è stato archiviato lo scorso 15 febbraio dal GIP Maddalena Cipriani. Troverete nella sezione Documenti il decreto di archiviazione. Mi permetto di soffermarmi solo su alcuni dettagli del citato decreto sul perché di questa archiviazione (peraltro richiesta dallo stesso PM):

1) Sei persone hanno deciso i nomi di 993 amici, avvocati e, scusate il termine, qualche zoccola, e li hanno eletti: in primo luogo il PM, che ribadisco ha chiesto l'archiviazione, ha motivato tale richiesta sostenendo che: esaminando il contesto stenografico della seduta, unitamente alla registrazione fonografica e visiva della stesa ... , le espressioni utilizzate dal Grillo Giuseppe rientravano nel generale diritto di critica.

2) La diffamazione non è da ritenere tale. Questo perché [...] la frase proferita dall'indagato, sebbene volutamente volgare ed inappropriata, è inidonea a ledere l'onore e/o la reputazione proprio per la sua genericità ed assoluta indeterminatezza, non essendo identificato nè assolutamente identificabile la persona e/o le persone, cui il dichiarante ha inteso riferirsi. [...] Orbene è evidente che l'epiteto zoccola è proferito senza aggiungere alcun elemento e/o allusione che sia idoneo [...] ad identificare le persone (le zoccole) cui il dichiarante si riferiva.

3) Occorre capire CHI può proporre querela per diffamazione: se il presunto diffamato è una persona fisica (Tizio, Caio, Sempronio, Melvio) ognuno per sè e Dio per tutti; per il Parlamento la volontà può essere esternata (cito sempre dal decreto) o dai presidenti delle rispettive camere, delle quali per regolamento ne ha la rappresentanza, o è necessaria una delibera dell'organo collegiale, che esprima la volontà dell'organo nel suo complesso. Quindi la volontà processuale espressa dalle parlamentari è una volontà personale non dell'organo politico Parlamento. Parimenti sarebbe potuto essere offensivo del parlamento nel suo complesso, ma tant'è.

Morale della favola le parlamentari che hanno querelato Grillo non avevano titolo per farlo, ma il destinatario della presunta diffamazione non è individuabile con certezza ed è facilmente rintracciabile nel diritto di critica che ognuno di noi può liberamente effettuare.
p.s. altri dettagli sul blog di Beppe Grillo.

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