26 mar 2010

Rai per una notte: 125 mila accessi in streaming e 40 tv locali collegate.


Ho da poco terminato di vedere Rai per una notte e non so voi l'ho trovata stupefacente. Una grande manifestazione in cui nessuno si sovrapponeva agli altri, come avviene di solito, senza politici faziosi o lecchini bendati.

Tra le tante cose piacevoli, mi sono ritrovato con Gad Lerner, anche perché un paio di giorni fa l'avevo un po' preannunciato: ci si può spingere anche verso nuovi mezzi di informazione. Internet per la precisione. Sono convinto che se il giornalismo di inchiesta e di approfondimento fatto da personaggi così noti (mi riferisco alla Gabbanelli, a Floris, a Santoro, a Ruotolo, a Lerner, a Travaglio e a tutti i giornalisti che seriamente collaborano in modo serio per fare il loro lavoro) possa dare grandi frutti su internet (o presso altre emittenti private indipendenti) sia in termini di visibilità sia in termini di pubblicità.

Basti pensare alla visibilità raggiunta in poco tempo da Il Fatto Quotidiano grazie alla notorietà di Travaglio e alla pubblicità on line. Quando ci si renderà conto che la conseguenza di questo spostamento di massa comporterà per il servizio pubblico e per il suo competitor principale, perdita di pubblico, quindi perdita di pubblicità, quindi perdita di soldi, tutto sarà inteso in modo diverso. Il seguito che questa manifestazione ha ottenuto (125 mila accessi in streaming, 40 piazze collegate, 30 radio, 50 mila sottoscrittori che hanno donato denaro), deve dare il polso della potenza mediatica di questi giornalisti e deve dare loro il coraggio di osare e di detenere il coltello dalla parte del manico.

Quello che mi ha turbato è stato il vedere all'inizio le immagini dei manifestanti del Popolo della Libertà inveire in ogni modo osceno conosciuto contro Di Pietro, Santoro e Travaglio con insulti di ogni specie: mi spaventano più loro che Berlusconi, per lo stesso motivo per cui Berlusconi si dice preoccupato dal clima di odio nei confronti della propria persona. Non perché parteggi per Di Pietro and co., ma perché ho visto fan sfegatati, cavalli con i paraocchi, arroganza al limite della violenza fisica: tutto questo in democrazia non va bene. Tutto questo non trovo che sia democrazia, nè libertà d'espressione, nè lasciar lavorare le persone, men che mai Partito dell'Amore.

2 commenti:

  1. Condivido su tutto. Di solito cerco sempre il pelo nell'uovo per mettere in costante pressione il mio senso critico. Ma qui davvero non saprei cosa si sarebbe potuto migliorare.
    Qualche intoppo tecnico era inevitabile, anzi mi aspettavo di peggio!
    La scelta degli ospiti è stata azzeccatissima. Ho apprezzato anche la parte di Morgan che veniva contestato e Santoro lasciava fare. In un'altro posto il contestatore sarebbe stato zittito invece lì c'era il confronto tra una persona famosa e un comune spettatore.
    Gli ascolti naturalmente sono da record. E' notizia di qualche minuto fa che le tv locali hanno strappato un 13% di share a mediaset e rai. Senza contare gli accessi in internet e le proiezioni con pubblico piuttosto grande.
    Bella, bella davvero!
    Ma Luttazzi però ha davvero spaccato tutto, un grande!

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  2. Il confronto e la contestazione fanno parte della democrazia e trovo splendido che sia così. Luttazzi è un grande e non poteva utilizzare una metafora migliore per far capire la situazione dell'Italia.

    I dati sullo share mi mancavano, ti ringrazio di avermeli segnalati.

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