Visualizzazione post con etichetta Libertà di informazione e di stampa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libertà di informazione e di stampa. Mostra tutti i post

8 ott 2012

Michel Abbatangelo: intervista esclusiva.

Come anticipatovi ieri sulla pagina facebook del blog, ecco a voi l'intervista a Michel Abbatangelo. Il blogger querelato da Renzo Bossi e in primo grado condannato. In pratica Michel ha pubblicato delle novelle dal chiaro intento satirico il cui oggetto è Renzo Bossi. Ma come vedremo non l'unico oggetto.

Renzo Bossi non l'ha proprio presa benissimo e ha deciso di querelare Michel. Le motivazioni sono ancora sconosciute, ma allo stato dei fatti, Michel non è stato condannato ai 20 mila euro richiesti, non il carcere  - come pure aveva chiesto il pm - ma solo 5000 euro di multa e 2500 euro di spese.

25 gen 2012

Perfino peggio di Guyana e di Samoa.


La nostra posizione è inequivcabile. Qui la lista completa. Inutile dire che non essere "riusciti ad affrontare la questione delle violazioni delle libertà dei media, soprattutto a causa della mancanza della volontà politica" non è una cosa che mi fa piacere. Anzi, diciamo che mi fa incavolare non poco.

Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

2 giu 2011

Niente di nuovo sotto al sole: chi contesta è portato malamente fuori.

LA GIOIA INCONTENIBILE DI ALFANO,
QUANDO HA SAPUTO DI ESSERE STATO
NOMINATO SEGRETARIO POLITICO
DEL PDL.
Non è un metodo nuovo quello utilizzato ieri in conferenza stampa da Berlusconi e da Alfano, o per meglio dire da chi di dovere al posto loro. Chi contesta Berlusconi in genere viene preso e portato fuori di peso. Non è cosa nuova nel nostro paese semilibero. Come il brutto vizio di non rispondere alle domande, o di prepararle per tempo.
 
Ribadisco siamo un paese semilibero, anche se non ve lo dicono. Anzi, proprio perché siamo un paese semilibero non ve lo dicono.

Fare domande dovrebbe essere perfettamente normale in un paese democratico, così come dovrebbe esserlo contestare chi governa. Qua invece chi dissente è solo vittima di offese, in genere rivolte verso la sinistra, verso i magistrati, verso chi dissente (come Boffo, Fini, Marcegaglia, Boccassini e Vendola), verso il candidato sindaco dello schieramento opposto, come un La Russa qualsiasi.



Comunque sia: buona festa della Repubblica a tutti.

8 mag 2011

5 mag 2011

No, questo probabilmente non lo leggerete sui giornali.

Non vi diranno che secondo Freedomhouse siamo al 75° posto dopo Samoa, Tonga e Benin come libertà di stampa. Non vi diranno che siamo catalogati tra gli Stati parzialmente liberi. Non vi diranno che siamo scesi dal 72° posto del 2010 al 75° di quest'anno. 


Se ve lo dicessero ... la nostra stampa sarebbe totalmente libera.



17 mar 2011

Cosa non siamo riusciti a fare in 150 anni.

 150 anni sono troppi per capire che la cultura è un vero, forse il principale, valore unificante di un popolo specie se possiede un patrimonio come il nostro. Gramellini, a Parla con me, ha detto una cosa saggia: la cultura è il nostro petrolio.
Troppi per capire che le cariche pubbliche vanno esercitate con dignità, come prevede la nostra Costituzione e come prevede il più banale buon senso.


Troppi per non essere riusciti a debellare la corruzione (siamo il 67° paese meno corrotto secondo Trasparency International), le mafie e l'evasione fiscale (siamo primi in Europa).


Troppi per essere considerati un paese parzialmente libero di esprimere le proprie opinioni.

Troppi per non aver abolito le province nonostante siano d'accordo i partiti di Di Pietro, di Berlusconi, di Casini, e di Bersani.


Festeggiate, festeggiate pure, voi che ci riuscite. Purché, poi, tutto serva a fare quello che non siamo riusciti a fare in 150 anni di storia ... auspicabilmente non nei prossimi 150 anni. Grazie.

28 ott 2010

C'erano un americano, un francese e un napoletano... anzi no ci sono Feltri, Belpietro, Minzolini, Bondi e Santanchè che parlano di libertà di stampa. GIURO!!


Non ci credevate vero? La libertà di stampa trattata da Feltri, Belpietro, Minzolini, Bondi  e la Santanché non sembrava vero nemmeno  a me. Se avete abbastanza stomaco vedete e sentite di cosa parlano, ma vi avverto le immagini che vedrete potrebbero causarvi seri danni. Per esempio la faccia di Bondi quando parla Feltri potrebbe traumatizzare.

22 ott 2010

Italia e Burkina Faso pari merito nella classifica che libertà di stampa.

Che sarà mai un altro anno da paese semi libero, basta che la Marcuzzi conduce il GF11. Peraltro voi ve ne sieti accorti? No? Beh se ve l'avessero detto, a parte quei rompiscatole comunisti sinistroidi de Il Fatto Quotidiano, dubito che saremmo al 49° posto al mondo per la libertà di stampa e anche a pari merito col Burkina Faso. Per fortuna siamo di poco sopra El Salvador. Comunque a pagina 9 nelle motivazioni si dice esplicitamente che «Non c’è stato alcun progresso in vari paesi dove Rsf ha evidenziato problemi. Tra questi, soprattutto, Francia e Italia, dove gli eventi dello scorso anno – le violazioni della tutela delle fonti dei giornalisti, la continua concentrazione della proprietà dei media, le dimostrazioni di disprezzo e di impazienza da parte di esponenti governativi nei confronti dei giornalisti e del loro lavoro, le convocazioni giudiziarie – hanno confermato la loro incapacità di invertire questa tendenza».

Il nostro presidente del Consiglio ama lo scambio d'opinione (nel senso che quando cominci una discussione con lui scambi la tua opinione con la sua se vuoi vivere serenamente).


Occorrerebbe sbattere sotto il naso dei vari BondiCicchittoSallustiFeltriPorroFedeMinzolini questo rapporto.  

Questa è l'ennesima figuraccia italiana ed è l'ennesima conferma che il conflitto d'interessi non è roba da comunisti, anche in considerazione dei richiami dell'AgCom al Tg1 al Tg4 e a Studio Aperto per un palese squilibrio mediatico a favore della maggioranza.

Giusto per la cronaca la mia incazzatura è bipartisan, considerato anche che il PD (nient'altro che un residuato bellico dell'Ulivo di Prodi, al governo dal 96 al 2001 e dal 2006 al 2008) non ha  saputo eliminare nei suoi anni di governo.



17 lug 2010

"Beppe Beppe Beppe se continua questo mare tra mezz'ora il bastimento su cui ci troviamo affonda" "E che mi frega, nun è mica mio".

Gli audio di seguito riportati sono, a mio avviso, di una importanza culturale e storica fondamentale. Una lezione chiarissima come quasi mai ho ascoltato, sulla Costituzione  da parte di Calamandrei che si rivela essere attualissima e che si tramuta in lezione di civiltà. 






1 lug 2010

L'importanza delle intercettazioni.

Abbiamo visto ieri le principali balle che ci vengono comunemente propinate in tema di intercettazioni. Oggi, invece, un caso pratico: a Milano un tunisino è stato arrestato, proprio grazie alle intercettazioni, in quanto abusava della figlia dodicenne. L'uomo è stato arrestato poco prima di scappare in Tunisia, e probabilmente senza intercettazioni non sarebbe stato possibile assicurare un colpevole alla giustizia.


Nell'home page trovate tutti i luoghi in cui si svolgeranno le manifestazioni anti legge-bavaglio. 


Leggi anche:
Tutte le balle sulle intercettazioni.


Ma anche la notizia del giorno
AL PDL PIACCIONO I TRANS

6 mag 2010

Ormai è certo: Freedom House e Reporters sans Frontieres sono comunisti.

 
I giornalisti in Italia affrontano quotidianamente la peggiore condizione lavorativa di tutta l’Unione Europea. Le principali difficoltà che un reporter deve affrontare in Italia nello svolgimento del suo lavoro si possono divedere in due macro gruppi: il primo di carattere giuridico/legale e il secondo che riguarda la sicurezza personale.

Questo il commento che potete trovare nella scheda riassuntiva di Reporters sans Frontieres che ci classifica al 49° posto. Se credete che in fondo non è male, sappiate, tuttavia, che nel 2007 eravamo 35°. E poi, sul conflitto d'interessi:

E’ l’unico paese al mondo nel quale il presidente del Consiglio controlla direttamente la quasi totalità delle reti televisive nazionali: da una parte i tre canali della tv di Stato Rai in quanto primo ministro e dall’altra il più grande gruppo radiotelevsivo privato (tre canali nazionali, oltre a diversi giornali e a un network radiofonico).

Reporters Sans Frontieres si sofferma anche sui continui attacchi che Silvio Berlusconi riserva agli organi di stampa che pongono domande o che compiono inchieste quanto meno fastidiose.

Invece da due anni a questa parte nella classifica generale di Freedom House siamo al 72° posto, classificati tra i paesi parzialmente liberi dopo le cosiddette grandi democrazie. Nientemeno possiamo individuare prima di noi: Micronesia, Suriname, Trinidad & Tobago, Ghana, Mali, Taiwan, Kiribati, Nauru, Samoa, Isole Salomone, Corea del Sud e a pari merito con Hong Kong, India e Benin. 


Se consideriamo solo l'Europa occidentale siamo penultimi precedendo solo la Turchia con cui condividiamo un triste primato: Italia e Turchia sono le uniche due nazioni dell'Europa occidentale ad essere parzialmente libere.



Come mai non sapevate nulla? Beh, se l'aveste saputo forse saremmo stati qualche posizioncina più sopra in termini di libertà di stampa, non vi pare?

11 apr 2010

Italia - Sudafrica: trova le differenze.

Pubblico questo video di ByoBlu che trovo significativo per dare un'idea della situazione italiana, e per comprendere perché nello scorso ottobre Reporters Sans Frontieres ha classificato l'Itala al 49° posto ed il Sudafrica al 33°




26 mar 2010

Rai per una notte: 125 mila accessi in streaming e 40 tv locali collegate.


Ho da poco terminato di vedere Rai per una notte e non so voi l'ho trovata stupefacente. Una grande manifestazione in cui nessuno si sovrapponeva agli altri, come avviene di solito, senza politici faziosi o lecchini bendati.

Tra le tante cose piacevoli, mi sono ritrovato con Gad Lerner, anche perché un paio di giorni fa l'avevo un po' preannunciato: ci si può spingere anche verso nuovi mezzi di informazione. Internet per la precisione. Sono convinto che se il giornalismo di inchiesta e di approfondimento fatto da personaggi così noti (mi riferisco alla Gabbanelli, a Floris, a Santoro, a Ruotolo, a Lerner, a Travaglio e a tutti i giornalisti che seriamente collaborano in modo serio per fare il loro lavoro) possa dare grandi frutti su internet (o presso altre emittenti private indipendenti) sia in termini di visibilità sia in termini di pubblicità.

Basti pensare alla visibilità raggiunta in poco tempo da Il Fatto Quotidiano grazie alla notorietà di Travaglio e alla pubblicità on line. Quando ci si renderà conto che la conseguenza di questo spostamento di massa comporterà per il servizio pubblico e per il suo competitor principale, perdita di pubblico, quindi perdita di pubblicità, quindi perdita di soldi, tutto sarà inteso in modo diverso. Il seguito che questa manifestazione ha ottenuto (125 mila accessi in streaming, 40 piazze collegate, 30 radio, 50 mila sottoscrittori che hanno donato denaro), deve dare il polso della potenza mediatica di questi giornalisti e deve dare loro il coraggio di osare e di detenere il coltello dalla parte del manico.

Quello che mi ha turbato è stato il vedere all'inizio le immagini dei manifestanti del Popolo della Libertà inveire in ogni modo osceno conosciuto contro Di Pietro, Santoro e Travaglio con insulti di ogni specie: mi spaventano più loro che Berlusconi, per lo stesso motivo per cui Berlusconi si dice preoccupato dal clima di odio nei confronti della propria persona. Non perché parteggi per Di Pietro and co., ma perché ho visto fan sfegatati, cavalli con i paraocchi, arroganza al limite della violenza fisica: tutto questo in democrazia non va bene. Tutto questo non trovo che sia democrazia, nè libertà d'espressione, nè lasciar lavorare le persone, men che mai Partito dell'Amore.

21 ott 2009

Non passa la mozione a Strasburgo.

Come promesso vi tengo informati: la mozione che era stata proposta sul tema del pluralismo e sulla libertà dei media in Italia ha ottenuto 335 voti favorevoli, 338 contrari e 13 astensioni. Nel testo si parlava di mezzi di comunicazione «sotto attacco»; della necessità di garantire il pluralismo dei media in Europa; della questione dei conflitti d'interesse e delle interferenze compiute dal governo italiano sui media nazionali e stranieri. Per i rappresentanti del centro destra in Europa si tratta di un attacco a Berlusconi. Evidentemente i 335 voti favorevoli sono anche loro tutti comunisti.


Di ieri era la notizia che l'Italia arretra relativamente alla classifica per la libertà di stampa (49° su 157); del maggio scorso la notizia che anche l'associazione Freedom of Press ci cataloga tra i paesi semi liberi (73° su 195).

Post correlati sul tema della Libertà di Stampa su Pensare è Gratis
03/05/2009
Notizie del giorno

06/07/2009
La Carta Europea per la Libertà di Stampa

20/10/2009
Classifica per la libertà di stampa

20 ott 2009

Classifica per la libertà di stampa


 
L'Italia è al 49° posto per la libertà di stampa secondo la classifica stilata da Reporters Sans Frontières (eravamo 35° nel 2007 e 44° nel 2008). Questa è la notizia del giorno.


Per stabilire la classifica Reporters Sans Frontieres ha preparato un questionario di 40 domande, inviate alle organizzazioni partners di Reporters Sans Frontieres (sicuramente questa organizzazione sarà un'organizzazione di comunisti).


Un commento, per concludere, di Jean Francois Julliard (presidente di Reporters Sans Frontieres):


Questionario proposto da Report Sans Frontieres
Nota metodologica



classifiche

Backlinks su Pensare è gratis.

StatsCrop