20 mar 2010

Non venitemi a moralizzare nè a fare predicozzi che mi dà ai nervi!!!

I bacchettoni contro Aldo Busi hanno avuto vita facile. Probabilmente gli hanno teso un bel trappolone. Anche perché lo schema è sempre il solito: chiamano in televisione una persona intelligente, preparata e di base molto anticonformista, che in ogni caso sia senza peli sulla lingua, molto diretto e spiccio nei modi, che dica cose che fanno audience (in pratica questi bacchettoni capiscono poco o nulla, non sanno il perché delle cose, ma sanno per istinto televisivo che alcune cose fanno audience). Quando non lo censurano preventivamente e gli dicono: vai tranquillo dici quello che te pare sottintendono: se si incazza qualcuno di potente, soprattutto quelli presso cui scodinzolare a comando, il conduttore ha ordine di dissociazione immediata, i vari direttori-vicedirettori-sottodirettori ci pensano un po', si consultano e vedono come pararsi il culo e quale predicozzo moralizzatore fare. Il povirazzo poi rimarrà solo ed emarginato (nelle loro teste moralizzatrici).

Non mi spiego altrimenti il perché chiamare una persona che si sa perfettamente che utilizza questi modi molto diretti e poi scandalizzarsi. Come diceva mia nonna Toccami ciccio toccami ciccio ... MAMMA CICCIO MI TOCCA!!! Occorrerebbe, come sostiene anche Dario Fo, cacciare chi l'ha mandato, perché sapeva perfettamente chi invitava al programma.

Dario Fo e Franca Rame parlarono di mafia e di morti bianche e per quindici anni sono stati cacciati; Enzo Tortora si permise di criticare la RAI e fu fatto fuori per sette anni; Beppe Grillo raccontò una barzelletta sui socialisti e si spaventò uno navigato come Baudo (dissociatosi immediatamente, quasi in contemporanea); Enzo Biagi si permise di intervistare Roberto Benigni che se non sbaglio in par condicio prese (come al solito amabilmente) a sfottere Mister B. e fu cacciato a pedate (con raccomandata con ricevuta di ritorno: c'era pericolo che quel pericoloso rivoluzionario comunista non abbandonasse la poltrona: LUI); Daniele Luttazzi (facendo veramente servizio pubblico) ospitò Marco Travaglio che presentava il libro L'odore dei soldi ed entrambi hanno dovuto affrontare processi su processi (vincendoli peraltro). Michele Santoro avrebbe fatto come Luttazzi e Biagi un uso criminoso della televisione e sicuramente dimentico qualcuno.

La cosiddetta epurazione avviene quando emergono cose che si vorrebbero tenere nascoste; quando non si è riesce più di tanto in tempi recenti ad indirizzare ad omologare alcuni conduttori; o quando qualche ospite non usa quei formalismi paludati dei miei stivali per non dire assolutamente nulla. Ora è il turno di Aldo Busi: la faccia tiratissima della Ventura nel sentire il Busi incavolato è uno spettacolo. Trovo estremamente condivisibile il giudizio sui suoi compagni all'Isola definiti come meschine marionette di se stessi, che fingono malamente di essere sinceri e che a casa loro non hanno da fare un cazzo; mentre francamente ho trovato, al di là del merito, fuori contesto il discorso sulle aliquote fiscali (sei all'Isola dei famosi non a Ballarò).

Altrettanto condivisibili trovo le critiche al Papa ed alla Chiesa tutta, anche se ammetto che anche in questo caso il contesto non era proprio l'ideale, e forse avendo utilizzato espressioni decisamente taglienti, ma non così sconvolgenti. Per questi squallidi moralizzatori bacchettoni la forma deve prevalere sulla sostanza. Tanti bei paroloni noiosi da leccaculi privi di contenuto dovrebbero prevalere su poche parole sferzanti su cui discutere. Si sa che Aldo Busi è così: cacciate chi l'ha invitato se poi questi si strappa i capelli per quello che dice.

È innegabile, d'altronde, che il Papa e la Chiesa osteggino gli omosessuali, perché contro natura, dimenticando la regola fondamentale del cristianesimo: ama il prossimo tuo come te stesso (non solo gli eterosessuali). È altrettanto innegabile che nel febbraio scorso Ratzinger, nel rivolgersi ai vescovi inglesi in relazione alla proposta di legge sull'uguaglianza di diritti delle coppie gay ed eterosessuali, l'abbia definita una proposta contro la legge naturale quando l'unica cosa che trovo innaturale è obbligare gli ecclesiastici alla castità, quando la natura ci ha dato l'istinto sessuale (ci si trova a reprimere per tutta la vita un istinto).

È innegabile che la Chiesa dinanzi alle violenze sessuali; agli aborti (magari anche per gravidanze derivanti dalle dette violenze); ai divorzi (magari da persone divenute violenti con il coniuge o con i figli); ai pestaggi nei confronti degli omosessuali; ai casi di pedofilia (sui quali adesso il Papa pare voglia far chiarezza) per lungo tempo è stata, per dirla con un eufemismo, indifferente. Prima di moralizzare tutti noi (il predicozzo a stento me lo faccio fare dai miei genitori), cominciassero a dare il buon esempio, a star vicino ai deboli, ai diseredati, ai poveri, agli oppressi, alle vittime delle violenze di ogni tipo: sono convinto che è questa la carità cristiana necessaria, non quella che va epurando chi critica in modo tagliente (e forse un po' provocatorio) il Papa.

Anche perché un cristiano cattolico dovrebbe fermamente credere nella giustizia di Dio. Bene, si lasciasse a Dio la decisione su Aldo Busi, non ai dirigenti della RAI.


p.s. se poi qualcuno sa rispondere alla domanda più importante: quanti cazzi ci sono nell'espressione e 'sti cazzi???

4 commenti:

  1. Busi è stato fregato nel momento esatto in cui ha detto di sì a quella sottospecie di programma televisivo. Infatti mi stupisce che una persona colta e soprattutto anticonformista come lui si sia prestato a tale vaccata.
    Tristissimo!

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  2. Infatti anche questo è un aspetto: anche se non l'ho scritto, la cosa meraviglia molto anche me e non riesco a darmi una spiegazione sulla sua partecipazione. Non è certo una persona che necessita di visibilità grazie all'Isola.

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  3. io sono una sua lettrice e mi è spiaciuto vederlo lì. ma lui ama far casino e turbare le acque
    comunque l'elenco che hai fatto è impressionante
    marina

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  4. Quando si considera esclusivamente la forma e mai il contenuto (come molti fanno) si perde di vista il nocciolo della questione: anche perché le persone di cui parliamo sono di un certo calibro e non sono certo gli ultimi arrivati.

    Spesso la vita ci presenta, come in questi casi, una serie di eventi che sono come le tessere di un mosaico: se guardi singolarmente ogni tessera rischi di perdere la visione di insieme.

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