30 lug 2010

«Nessun disturbo, voleva solo essere una premura»: le giustificazioni dell'albergatrice.

Avevo auspicato la spiegazione dell'albergatore di Bibbione e grazie alla segnalazione di Rospo (veramente molto assiduo e prezioso in ogni suo commento) sono in grado di fornirvela.

«Se il contendere riguarda l'orario del pranzo o della cena informiamo che, spesso, per i nostri ospiti più piccoli e su richiesta anche dei genitori rendiamo l'orario flessibile, anticipando di poco quello ufficiale. Di questa possibilità è stato informato il cliente, naturalmente senza obbligo. Se questo non è stato compreso dal signore in causa, ci dispiace e, pur sapendo di essere stati corretti, comprendiamo la situazione famigliare e siamo disposti a restituire la somma che a norma di legge abbiamo conteggiato, come per qualsiasi cliente, per la partenza anticipata a nostro avviso senza giusta causa».
Orbene secondo me questa lettera aperta spiega poco e niente. La situazione, ovviamente, è posta in modo radicalmente opposta a quanto sostiene la famiglia, ma non risolve le perplessità principali.

In primo luogo se veramente voleva essere una cortesia, e la cosa è stata equivocata, perché l'albergo ha accettato la penale, ancorché sia dovuta per legge? Norma di cortesia sarebbe stata quella di rinunciare, quanto meno per evitare una cattiva pubblicità all'albergo. Non ci terrei minimamente a ricevere una pessima pubblicità, potrei rischiare il fallimento.

Dato che da quanto si evince dagli articoli di giornale è proprio l'albergatrice a premurarsi per la famiglia con la bambina disabile, dubito che non sia stata informata e allora mi chiedo: il motivo del contendere emerge ora? Può essere, secondo voi, plausibile che una persona si offenda al punto tale da interrompere la propria vacanza di punto in bianco, pagare 500 euro di penale, fare una denuncia all'Unione dei Consumatori e non abbia lì per lì lasciato trasparire nemmeno l'ombra di  una sommessa protesta?

Non lo so magari mi sbaglio, non so se credere che tutto questo sia dovuto ad immane superficialità nel proprio lavoro al punto da non capire che un cliente si è offeso, o se sia dovuto a razzismo o a cos'altro. Francamente le mie perplessità aumentano e non diminuiscono.


 Concludo con il commento di Silvia, che comunque ha il merito di aver contribuito alla discussione riportando il fatto da un'altra angolazione: ebbene Metilparaben, oltre ad indicare il link propone la versione dei fatti dell'albergatrice, teme che dato il maltempo, i genitori abbiano approfittato della situazione per andarsene.

Non mi quadra molto perché, se è per il maltempo, mi risulta dalle previsioni che ho consultato che solo venerdì 23, domenica 25 e lundì 26 c'è stato maltempo al nord: un po' pochino per metter su tutto questo ambaradan, ma tutto può essere nella vita. Se è per altro non vedo perché metter su tutto questo col rischio di essere scoperti e di fare una figura barbina.

2 commenti:

  1. Beh in effetti se andiamo a vedere le previsioni del periodo hai ragione... Diciamo che stando ai fatti in tutta onestà la bilancia pende dalla parte della famiglia, a prescindere dalle motivazioni presunte o vere che siano, perchè una situazione del genere non doveva proprio capitare.

    Grazie per la citazione con complimento incorporato. ;) (p.s. il link non è esatto, ma poco importa)

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  2. Rospetto ho subito corretto l'errore. Spero di poter esser perdonato per questo svarione. Faccio mea culpa mea culpa mea grandissima culpa.

    Comunque condivido: la bilancia anche secondo me pende a favore della famiglia (per la precisione, poi, io ho consultato le previsioni a partire dal 18 luglio in poi).

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