10 dic 2010

I veri traditori.

Antonio Razzi nel settembre scorso si diceva dipietrista fino alla morte e sosteneva di essere stato contattato dall'opposizione per passare dalla parte loro. In cambio la rielezione certa, il mutuo pagato e qualcosa in più.



Dopo tre mesi e con una scelta a dir poco incoerente, come dicono ad Oxford una cagata pazzesca, è con Noi Sud che appoggia Berlusconi e gli darà la fiducia ... e il mutuo? Ah no era una battuta scusate.

Poi abbiamo il trio Cesario-Calearo-Scilipoti, manco fosse MaGiCa: fondano il movimento di responsabilità nazionale, ma oggi come oggi voterebbero tre cose diverse; simulano amicizia in conferenza stampa e faranno sapere solo il 14 cosa voteranno definitivamente. Occorre aspettare. In comune hanno il fatto di essere ex-qualcosa: diventassero anche ex-parlamentari non ne sentiremmo la mancanza.

Ecco questi sono i veri traditori: sono persone che cambiano idea per convenienza, che trovano i loro sommi maestri, che stanno un po' di qua un po' di là, in Mastella (capo indiscusso riuscito a stare di qua e di la contemporaneamente), Rutelli e Dini. Sono persone che per giustificare i loro cambiamenti di idee usano giri di parole che mirano ad evitare la domanda diretta. Ecco: quando fanno così mi danno ai nervi.

Ecco: quando sentite parlare di traditori sapete di chi si parla.

2 commenti:

  1. la faccenda delle alleanze e del cambio di schieramento da parte di deputati e senatori è vecchia quanto lo stato italiano.
    Agostino Depretis, leader storico della sinistra italiana di fine 800 fu uno dei primi ad utilizzare questa metodologia politica denominata Trasformismo.
    Alcuni giustificarono il "tradimento" causato dall'allenza coi conservatori, perchè Depretis riuscì, in quel modo, a far approvare riforme importanti per la parte che rappresentava, ma resta comunque il dubbio machiavellico sul "fine".
    Detto trasformismo politico in senso stretto, sfocia poi in un'accezione più larga come l'incoerenza che oggi sembra essere una caratteristica di buona parte dei politici ed anzi pare chiaro che esistano veri e propri professionisti del "passaggio" che ben sfruttano i momenti critici del sistema ed anche in questo caso ciò che conta è il "fine".
    Che poi esso sia personale e non di schieramento, sta solo a significare il decadimento della politica.

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  2. Wiska, un'ottima, lucida e condivisibile analisi storico politica: complimenti.

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Pubblicherò tutti i commenti che non insultino me o altri, nemmeno se le persone che insultate mi stanno antipatiche.

Piuttosto se volete la mia eterna riconoscenza .... condividete, please.

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