27 mar 2012

Anonymous è un fake?

ANONYMOUS
Relativamente ad Anonymous, giorni fa appare su Repubblica.it un'inchiesta, o presunta tale, che riportava un'intervista ad un membro di Anonymous. Spiego subito i miei dubbi. Non che  sicuramente sia tutto falso, ma che vi siano delle contraddizioni, quantomeno. Staglianò inizia dicendo:
Le condizioni sono chiare: dovrà essere assolutamente impossibile anche per sua madre e per la sua compagna, per non dire della polizia postale, riconoscerlo in quanto scriverò. Un'intervista criptata. 
Giustamente vuol rimanere anonimo il membro di Anonymous, niente nick, niente nomi. Ma ad un certo punto una sfilza di nick name proposta:
Dici che hai parlato con uno tra Mendax, Attila, Savant, Phate Lucas, N4pst3r, Kirya, Case, B, Tor4k1k1, Netsec
Prima cosa che non va: se io non voglio si sappia che ho rilasciato l'intervista, non faccio nemmeno la sfilza di nick name presenti su Twitter, col rischio di non citarne qualcuno, facendo ricadere i lì sospetti; o di citare l'effettivo intervistato, che rischia di essere poi beccato. 

Un banale controllo tra i contatti Twitter di Staglianò e si vede che l'unico tra i contatti che corrisponde ai nick citati è Phate Lucas, proprio in cima alla lista. Quindi il più recente. Ma mi pare tutto troppo facile per essere vero. Potrebbe essere una mossa per sviare. Potrebbe non voler significar nulla. 

O potrebbe voler significare che ha deciso di seguire colui il quale, alla fine:
Promette nuove iniziative. Mi invita a seguirlo su twitter per essere il primo a sapere.
Appunto. Sempre per l'anonimato. E sempre per non dare informazioni, Staglianò ci informa che:
 Il suo cellulare ha una scheda ricaricabile intestata al cinese sotto casa sua, cui ha dato cento euro per il disturbo. 
E poi il leader-non leader che avrebbe rilasciato l'intervista dice:
"La mia compagna mi vede armeggiare al computer di notte e ogni tanto fa battute su siti porno. Preferisco continui a pensare a quello". 
E qui in pratica secondo me l'ha sputtanato. Non tanto per chi volesse fare un controllo, perché saprebbe che deve risalire ad un cinese non ben specificato di una non ben specificata città del Sud Italia, ma perché la mamma e la compagna ben sapranno se sotto casa c'è un cinese. O almeno io lo saprei. 

La compagna, poi, che si renda conto di sfottere il proprio compagno, appassionato di pianoforte e Carmina Burana (che peraltro piacciono anche a me,  ma che comunque ammetto non hanno la diffusione mediatica di Madonna) e che lo vede armeggiare al pc di notte avrà un sospettino -ino -ino. O sono io paranoico?

Insomma, quanto meno banale. Uno che volesse mantenere l'anonimato inviterebbe a seguire il blog ufficiale, oppure farebbe seguire la maggior parte dei nick che ha elencato, per non destar sospetti. Tutto quanto meno dubbioso.

Mi era stata già segnalata la cosa dal fidato Abbatangelo, dal prodigioso intuito. Soprattutto perché sinceramente Scilipoti e Paniz non sono elementi così sensibili per esportare la democrazia. E già questo mi dava da riflettere. Perché Scilipoti e Paniz sono elementi estremamente mediatici in Italia. Attraggono l'attenzione di tv, telegiornali, blogger. Tutta pubblicità gratuita per Anonymous che ne aumenta il mito.

Poi oggi ne parla Dagospia secondo il quale dietro Anonymous, ma non solo, si nasconde la CIA che utilizzerebbe Twitter per mobilitare i giovani. Una rivoluzione 2.0. Ipotesi molto suggestiva, raccolta nel libro "Rivoluzioni S.p.A." di Alfredo Macchi. Pubblicità anche questa? 

Secondo Dago, che sintetizza il testo, nei giorni delle proteste vennero diffusi, da Anonymous e da altre ignote fonti, alcuni manuali che spiegavano nel dettaglio ai manifestanti come combattere, cosa scrivere e quali bandiere portare.

Diciamo che la cosa non mi stupirebbe se fosse confermata. E diciamo che la cosa significherebbe che, quanto meno, Staglianò ha mancato di tanto così uno scoop. O che, entrambi, stanno contribuendo, magari non volendo, a mitizzare Anonymous più di quanto effettivamente sia. 



Aggiornamento.
Il post è stato ripreso, oltre che da Abba, anche da Pazzo per Repubblica.


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4 commenti:

  1. ciao. ho parlato del tuo post su PazzoPerRepubblica: http://pazzoperrepubblica.blogspot.com/2012/03/anonymous-doubts.html

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  2. Anche dal punto di vista sistemistico/sicurezza ci sono molti dubbi sull'effettiva capacità del presunto hacker.
    A meno che il giornalista abbia travisato completamente quello che ha detto, il sedicente hacker si farebbe beccare nel giro di 2/3 ore, ha sparato tante di quelle idiozie su come entrare in un sito, che lascerebbe tante di quelle tracce da farsi identificare in breve tempo.
    Divertente anche tor come metodo...
    insomma tante chiacchiere e poca sostanza

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    1. Si difatti il TOR è uno strumento alla portata di un medio smanettatore internettiano. Mi fa piacere che non sono solo a ritenere che vi siano quanto meno molti dubbi

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