26 mar 2012

Tabucchi. Il Giornale: come infangare i morti.

Al Giornale la differenza non sta se si è onesti o disonesti, buoni scrittori o cattivi scrittori, buoni giornalisti o cattivi giornalisti. La differenza è se si è pro-Berlusconi o anti-Berlusconi. D'altronde questo accade quando si decide di compiacere in tutto e per tutto il proprio padrone giustificando ogni sua scelleratezza.

Accade, comunque, che muore Antonio Tabucchi. Ma soprattutto agli occhi del Giornale un antiberlusconiano.  Lo stesso Berlusconi, in totale disprezzo di Tabucchi, nel 1995 dichiarò di non conoscerlo. 

L'intellettuale che scrisse sul Cav il capitolo più fazioso, secondo Paolo Bracalini, che ne rievoca tutto ciò che no va giù ai suoi capi. Un narratore di talento, ma con un solo capolavoro, secondo Giuseppe Conte: che tutto sommato ne dà un ricordo nemmeno tanto negativo, se non fosse per quel con un solo capolavoro. Per dire: i suoi saggi sono tradotti in 18 paesi. 

Gli articoli di Bracalini e Conte a stento vengono letti in Italia: la tiratura media nel 2010 (dati Ads) è di 183 mila unità al giorno. In calo di più di 30 mila unità rispetto al 2006. Brutta l'invidia eh?


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