05 apr 2012

Umberto Bossi, il cantante fallito, si dimette. E non è un pesce d'aprile stavolta.

IL SENATUR UMBERTO BOSSI
COMMENTA LE SUE DIMISSIONI
"Mi dimetto per il bene del movimento e dei militanti. La priorità è il bene della Lega e continuare la battaglia". Con queste parole Umberto Bossi se ne va. E questa volta non è un pesce d'Aprile.


Quando Saviano parlò dei legami della malavita col Nord, e in alcuni casi con la Lega, Maroni volle replicare. Dimenticando che Il Giornale, di proprietà dell'allora alleato/premier Berlusconi, aveva già sollevato analoga questione. Solo che non l'aveva fatto in prima serata, dinanzi a milioni di telespettatori.

Poi i soldi investiti in Tanzania di cui Abba e io insieme abbiamo già detto lasciavano intendere che la fine era vicina. Un tesoriere che compie investimenti di tal fatta, lasciando fallire la Padania, dovrebbe quanto meno far riflettere sull'opportunità di alcuni investimenti. Specie per chi ha sempre sostenuto che la Padania è il centro del mondo.

Adesso il regno del dittatore coreanpadano Kim Jong Bossi è finito. Con lui finirà un modello di politica ipocrita, che attrae i baluba con la barba con frasi razziste ad hoc da parte dei vari Borghezio e Gentilini all'uopo arruolati. Ma d'altronde cosa aspettarsi da uno che si è finto medico.

E adesso che Umberto Bossi si è dimesso, dopo essere stato tenuto su solo per tenere coesa la base, probabilmente finirà anche la Lega Nord. Ma adesso è un peso. Troppo compromessa la propria immagine, se non tutta la propria posizione. Al punto tale che nemmeno i baluba con la barba ci credono più.

Molti di quelli che sono stati delusi da Umberto Bossi e da Lusi e dalla relativa gestione, vedendo tradita la propria fiducia, oltre a rendersi conto di aver creduto ad una fesseria bella e buona, difficilmente ne conferiranno di nuova e voteranno altrove. Si spera per loro almeno. Molti tra chi si riconosce, invece, in Bossi non voteranno un partito privo del leader ritenuto più carismatico, ancorché ormai parlasse ruttando. Non che prima esprimesse concetti di alta filosofia, ma almeno scandiva bene le parole.

Rimarranno poche persone che ancora penseranno di essere rimaste vittime dei cosiddetti poteri forti. E che hanno creduto alla Padania, all'appogio ai No Tav e poi ai Sì Tav, hanno creduto prima al Berlusconi dicci dove hai preso i soldi e poi all'alleanza di governo con Berlusconi, hanno creduto a Monti come ottimo premier al posto di Berlusconi e poi hanno creduto fosse giusto buttar giù Monti.

Ma probabilmente saranno quattro gatti. O quattro baluba?

p.s. con un tempismo degno di nota, Giuseppe Leoni, co-fondatore della Lega, invitava Tosi ad andare a lavare i piedi ad Umberto Bossi.

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