10 ago 2012

Schwazer, il buonismo e l'ipocrisia mediatica.

ALEX SCHWAZER DURANTE LA CONFERENZA
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Ritorno sull'affaire Schwazer dopo averne già parlato un paio di giorni fa, per mettere in risalto alcuni aspetti.

C'è chi dice - come Alessandro Capriccioli con cui spesso son d'accordo - che le forze dell'ordine si sono macchiati di cose ben peggiori del doping senza essere stati cacciati e che in fondo potrebbero essere quisquilie. 

E sarei d'accordo nel ritenerle quisquilie rispetto ad altre colpe, ma mi permetto solo di aggiungere che chi si rende indegno violando le regole, mentendo anche alla propria ragazza, è inidoneo a rappresentare l'Italia nel mondo.

Quisquilie o meno, va preso a pedate nel culo. Occorre mettersi bene in testa che le regole vanno rispettate. Decidere - al di fuori delle eccezioni previste - se, come e quando applicare una regola porta all'anarchia, oltre che al disprezzo delle stesse regole esistenti.

Che poi attorno a Schwazer si sia evidenziata una gazzarra mediatica quasi totalmente assente quando le forze dell'ordine si producono “in zelanti dimostrazioni di energica e mascolina violenza a scapito di cittadini inermi” (per citare proprio Capriccioli) sono d'accordo. E lo trovo squallido.

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