24 mar 2013

Marò: proviamo a ricapitolare.

Allora ricapitoliamo la lunga sequela di scempiaggini che hanno accompagnato la gestione del caso dei Marò. A cominciare dalle premesse: nel luglio 2011, il governo Berlusconi stabilisce per decreto che i militari italiani possono essere 'affittati' dai mercantili privati che percorrono rotte pericolose, perché si rischiano atti di pirateria. Segue convenzione tra Marina Militare ed armatori. In pratica si equipara i militari a contractor privati.

E già qui è facile presagire che ci sia un problema: se sai che una rotta è pericolosa - se sei un privato - eviti se possibile di farla oppure se è necessaria chiedi al tuo Stato - e dovresti ottenere anche per preservare relazioni economiche importanti - un pattugliamento almeno fino a che permani in acque internazionali. È bene che sappiate, dunque, che l’Italia, è oggi il quarto partner commerciale indiano, e punta (o puntava a questo punto) a far lievitare l’intercambio a 15 miliardi entro il 2015. 

Per far comprendere la delicatezza dei rapporti con l'India, va detto anche che la polizia criminale indiana il giorno dopo lo schiaffo a tradimento di Terzi, abbia formalizzato la denuncia per complotto e frode nell’intento di approfondire le indagini già svolte su presunte tangenti nella fornitura dei 12 Agusta Westland. E la cosa ha avuto un seguito, tra perquisizioni, ispezioni e denunce. L’India, peraltro, nonostante abbia già ricevuto tre elicotteri, ha sospeso i suoi pagamenti a Finmeccanica a febbraio e il governo indiano ha anticipato che annullerà il contratto da 748 milioni di dollari se le accuse di corruzione contro il leader di Finmeccanica Orsi dovessero essere dimostrate.

C'è un altro dettaglio - comunque - non di poco conto da considerare, e riguarda gli aspetti tecnici: chi comanda a bordo della nave, quando ci sono i militari? Al punto 4.2 della citata convenzione, si stabilisce che  «Le scelte inerenti la Navigazione e la manovra della Nave saranno di competenza del Comandante che si orienterà alle pratiche marinaresche e a quelle altresì raccomandate dall’IMO».

Fermo restando che al punto 4.4 si garantisce che «i militari hanno funzioni di Ufficiali di polizia giudiziaria ... ferme restando le funzioni del Capitano della Nave».

Quindi chi ha permesso che l'Enrica Lexie attraccasse a Kochi, rendendo possibile l'arresto dei due Marò è il comandante della citata Enrica Lexie. Comandante che ha anche l'obbligo di avvisare il Comando in capo della squadra navale della Marina militare di ogni possibile implicazione per lo sbarco del nucleo militare di protezione (punto f della convenzione)... facile pensare che le gerarchie militari più alte sapessero e concordassero con la consegna dei militari agli indiani.

Poi viene la gestione della faccenda: poco dopo Natale, quando i Marò dovrebbero rientrare in India, siamo in periodo elettorale. Monti sa bene ormai che vuole ricandidarsi, è in campagna elettorale, e quindi da Capo del Governo in carica rispedisce i Marò tranquillamente in India. 

Figurona in Italia, («vedete? Ve li abbiamo riportati per Natale. Si fidano di noi»); figurona in India («vedete? Ve li abbiamo riportati dopo Natale. Siamo gente seria noi, mica cotiche»). Tutti giù a dire come siamo belli come siamo bravi, come siamo leali.

Passata la festa, gabbato lo santo, finita la quarantena elettorale - che poi dev'essere una faticata votare se per farlo e riprendersi ai due Marò ci son voluti quaranta giorni - Monti ha ottenuto quattro spiccioli dalle elezioni, da Capo del Governo in carica uscente decide che chi se ne fotte delle figuracce, tanto lui è senatore a vita, gli italiani non l'hanno votato più di tanto, forse non diventa nemmeno Presidente della Repubblica e quindi ciccia. I Marò rimangono qua. Gli indiani, a questo punto si incacchiano.

E sbolliscono solo al rientro dei Marò ... tant'è che appena rientrano, il ministro della Difesa di Nuova Delhi ha annunciato il via libera ad una commessa del gruppo Finmeccanica. Un accordo da 300 milioni di dollari con la Wass (Livorno) per la fornitura di siluri. È un caso? A voi la scelta.

Questione pena di morte: quella che Staffan de Mistura ha presentato come abile mossa diplomatica, il fatto che ci fossero state assicurazioni sul fatto che non fosse comminata a pena di morte, è solo la descrizione della realtà: il ministro degli Esteri indiano specifica che il reato commesso dai Marò «non è di quelli che implica in India l'applicazione della pena di morte» e di ciò «sono state date assicurazioni al governo italiano». Nessuna abilità diplomatica, quindi. Inutile che venite a raccontar palle.

La questione pena di morte, e la questione sbarco, comporta anche un altro aspetto fondamentale: la nostra Costituzione subordina l'estradizione - anche del cittadino italiano - ad una serie di valutazioni, tra cui la presenza della pena di morte nel paese che dovrebbe giudicare. La mala gestione non ha consentito, per esempio, di attuare la prevista procedura giuridico-amministrativa per valutare l'estradabilità.

Però, tutti pronti a gridare: «dobbiamo portare a casa i nostri ragazzi» ... e chi se ne frega di tutti gli altri detenuti in India che adesso col cazzo che avranno degna considerazione.


10 commenti:

  1. Matteo Tassinari25 mar 2013, 15:26:00

    Scrivo solo che i Marò e la loro mentalità, il loro "status operandi", parli da sole. Ed è un tipo di mentalità non dice cose belle, che non mi piace. Mi sono iscritto, attendo tue risposte. Buona giornata.

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  2. Una prima dovuta - anche se ennesima - spiegazione a Matteo: caro Matteo, tu come tutte le persone civili siete i benvenuti. Questo blog usa la moderazione per evitare insulti ed oscenità varie. Non c'è quindi motivo di preoccuparsi se per una mattinata non riesco a moderare i commenti. Ho riproposto io il tuo commento solo per rimediare ad un banalissimo errore personale (sto in giro dalle 8 di stamani, mi si concederà una svista).

    Sul merito del tuo commento, ti dico che non conosco pensieri, parole, opere ed omissioni dei Marò, quindi non saprei come controbattere. Ma ritengo a maggior ragione preziosissima la tua risposta.

    Torna pure quando vuoi sia qui sia sull'altro blog.

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  5. Io sono abituato a parlare italiano. Qui sei il benvenuto. Evidentemente cercavi solo un ritorno di followers. Non ho avuto modo di visitare il tuo blog. Se segui i blog solo per avere corrispondenza, sbagli.

    Qui sei il benvenuto, torna quando vuoi.

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  7. Io seguo i blog che mi interessano, e faccio blogging per chi è interessato a quello che dico e chi lo trova interessante. Anche se interessante solo per criticarmi. Chi non è interessato può andare altrove.

    Il tuo blog per una serie di fattori sui quali mi dilungo non so nemmeno quale sia. Quindi non mi esprimo.

    Detto questo, qui sono benvenuti tutti coloro i quali sono persone civili.

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  8. a questo punto, ogni parola scritta in più sarebbe inutile. E' stato "bello" conoscerci Sandro, e stammi bene.

    Mi sento in pace, ho fatto di tutto, ma con un muro non puoi parlare.

    Ciao.

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  9. Ed il bello è che alla fine ho scoperto che il suo blog lo seguivo già da me, senza chiedere nulla in cambio peraltro.

    Solo che in quei giorni vivevo ore incasinate e non avevo collegato perchè: non avevo avuto il tempo di vedere chi fosse .... dicevamo del muro di gomma?

    Ma visto il comportamento di Matteo Tassinari, autore del blog Notti Notturne, dubito che quest'ultimo possa darmi alcunché.

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