Ancora sul caso delle false lauree e del falso master di Oscar Giannino. Posto che ha commesso un errore assolutamente imperdonabile e che sono perfettamente d'accordo sul fatto
che se fai della trasparenza un vanto, a maggior ragione non puoi
raccontare palle: però si deve anche ammettere - per onestà intellettuale - che cavarsela
con «Ricamavo, sono un dadaista della parola» è quantomeno originale
rispetto a «Sono laureato a mia insaputa», strada che pure inizialmente
stava cominciando a battere e che per fortuna ha subito abbandonato.
