19 nov 2009

Proviamo a riepilogare la situazione (semitragica).

Non che le classifiche che ogni tanto ci vengono propinate da (alcuni) giornali abbiano necessariamente valore biblico, sono molte le classifiche in cui l'Italia proprio non riesce a primeggiare: e dovrebbero essere le classifiche fondamentali. Classificando i paesi dal meno corrotto al più corrotto, l'Italia è al 63° posto (su 180). In sè e per sè potrebbe anche discutersene, ma forse è il caso di avere un quadro d'insieme della situazione.

Ricapitolando in breve alcuni dati apparsi negli ultimi dodici mesi: siamo l'unico paese in Europa in cui la diffusione di Internet ristagna, per non dire che è in lieve calo (42% dati Eurostat 2008) e siamo peraltro nelle posizioni di coda rispetto al resto d'Europa; secondo Transparency International siamo - parimerito con l'Arabia - al 63° posto (nel 2007 eravamo al 41°) nella classifica dei paesi meno corrotti; secondo Reporters Sans Frontieres (ottobre 2009) perdiamo posizioni in classifica relativamente alla libertà di stampa; andamento che conferma quanto diceva in precedenza uno studio di Freedom of Press.

A fronte di tutto ciò accade che si congelano gli 800 mln. di euro per investire nella banda larga, che - manco a dirlo - incentiverebbe l'uso di internet ed il pluralismo informativo. Due piccioni con una fava. Letta, tuttavia, spiega che c'è un cambio di priorità: occorre prima uscire dalla crisi e poi gli 800 mln. di euro torneranno a disposizione per la banda larga. Decisamente secondario il fatto che si spendono soldi in abbondanza per parlamentari ed enti locali e nessuno si preoccupa della crisi in questo caso.

Decisamente secondario che si vuole depenalizzare la corruzione - siamo l'unico paese in Europa - e che comunque non è considerato un reato assai grave (da 2 a 5 anni per la corruzione propria) ed accade anche che i magistrati - ma solo quelli comunisti - avranno molto probabilmente il tempo contingentato per giudicare su questo tipo di fatti: paradossalmente sarebbe più grave lo scippo che fa il poveraccio diseredato, non la corruzione nè le frodi. Per intenderci se passasse la prescrizione breve (e ci scommetterei che passa), Bernard Madoff (quel simpaticone che ha trafugato 50 miliardi di dollari ai suoi investitori) se processato in Italia con tale sistema, avrebbe potuto invocare la prescrizione in Italia se non fosse giudicato in tempi strettissimi.

Accade che Miklos Marschall - noto comunista direttore di Transparency International per l'Europa - dichiara che il crollo italiano in questa classifica è dovuto a quello che chiamano il "fattore Berlusconi". Accade che la Corte dei Conti (forse quella di Topolinia) sostiene che le tasse immorali hanno un valore di 60 mld, di euro ogni anno.

Pazienza se (cito da Repubblica del 18/11/2009) il Consiglio d'Europa rileva che: in Italia i casi di malversazione sono in aumento; che le condanne sono diminuite; i processi non si concludono per le tattiche dilatorie che ritardano i dibattimenti e favoriscono la prescrizione; la normativa è disorganica, la pubblica amministrazione ha una discrezionalità che confina con l'arbitrarietà.

Pazienza se ci sono state mandate 22 raccomandazioni di stampo amministrativo per contenere la corruzione. Pazienza se la corruzione incide sul mercato e sulla concorrenza, impedisce il giusto sviluppo delle imprese, pesa su tutti gli italiani.

Accade che in ambito di libertà di informazione veniamo considerati un paese semilibero da Freedom of Press e perdiamo posizioni, manco a dirlo, perché c'è il conflitto di interessi di un tizio che ha tre televisioni. E non lo dice il partito comunista, ma associazioni indipendenti; la Corte Costituzionale e la Corte di Giustizia Europea. Anzi proprio il centrosinistra, tra cui i 150 mila partitini comunistini, i post-comunisti, i democratici, per quel poco che è riuscito a giovernare, ha preferito essere litigioso e non infierire sull'avversario politico. Avrebbe solo dovuto ripristinare una situazione di legalità e di giustizia sostanziale.

1 commento:

Pubblicherò tutti i commenti che non insultino me o altri, nemmeno se le persone che insultate mi stanno antipatiche.

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