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23 nov 2012

Rosy Bindi nuda: se questa la chiamate ironia ....

Sulla pagina Facebook del network del Popolo della Libertà appare un banner da più parti giudicato offensivo e decisamente non ironico. Vittima Rosy Bindi che viene rappresentata nuda con un evidente fotomontaggio.

La cosa non è stata presa bene nemmeno dagli stessi fan della pagina che hanno criticato apertamente la scelta.

1 ott 2011

Adesso tutti fanno gli gnorri.


Il messaggio mandato da Diego della Valle sui giornali, con l'acquisto di uno spazio a pagamento, è assolutamente condivisibile. Anche se adesso tutti si scandalizzano.

Rosy Bindi dice che ci si comporta come Della Valle (e pensare che ha anche le Tod's) è segno che evidentemente si ritiene, insieme al partito che rappresenta, come parte di quella classe politica che deve vergognarsi e che pensa ai propri interessi. Si dovrebbe fare come ha fatto il PD? Non credo: il PD è un partito che non ha saputo contrastare Berlusconi mai, anzi è il suo miglior alleato. Come per l'election day, che se ci fosse stato avremmo risparmiato 300 mln. O come tutte le altre cavolate che dal 2009 fino alla prima metà del 2011 ha combinato questo partituncolo capace di prendere pochissimi consiglieri comunali a Napoli, dove ha governato per 15 anni: solo per l'incapacità di scegliere un candidato con le primarie.

Cicchitto, invece, non ha ben capito, in nome di cosa Della Valle ha compiuto questo gesto. In nome di una società più civile va bene? Repetita juvant: ci siamo rotti le palle degli inquisiti e pregiudicati in Parlamento (compreso il Ministro Romano che parla di fomentare l'antipolitica); dei casi Ruby; di ministri offensivi e inadeguati. Di un presidente del consiglio la cui presenza diventa imbarazzante ovunque vada, dato l'elevato numero di gaffe di cui ci ha pregiato dal 2001 ad oggi. Siamo stufi delle pensioni d'oro, quando la gente si apre il mazzo dalla mattina alla sera per guadagnare un decimo.

Casini, che su Cuffaro aveva messo la mano sul fuoco e non s'è ancora scusato, invece appoggia Della Valle. Paraculo? Sincero? Per ora prendiamo il buono.

Sta di fatto che adesso tutti fanno gli gnorri: un po' come se avessero fatto una scorreggiona al sapore di arma chimica al cinema e poi guardare schifato il vicino di posto. 


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23 set 2010

Scene da un manicomio. Bersani: «Meglio Tremonti che il voto». Bindi: «Tremonti premier? Mai!».

Franceschini preferisceUolter alla Binetti
Franceschini dichiara «Un errore spaccarci, basta col virus autodistruttivo ... che potrebbe essere molto peggio di Rutelli, di Mastella e della Binetti messi insieme: c'abbiamo messo anni a sfancularli non posiamo permetterci il rischio di riprenderceli».




D'Alema fa dichiarare a Bersani «Niente allarmismi, si rischia l'effetto panico, questo virus autodistruttivo potrebbe essere una banale diarrea o una semplice cagata. Rimbocchiamoci le maniche!!» il tutto mentre D'Alema pensa il prossimo libro con la Mondadori.

Franco Marini dichiara, col chiaro intento di placare gli animi: «Fariseismo».


Lo sguardo vispo di Uolter.
Veltroni: «Basta dire nomi, non sono io il papa straniero ... ma se volete possiamo fare le primarie per trovarlo, possiamo facilmente gestire il tutto con un  semplicissimo regolamento di 8745 pagine del peso di 87 kg da mandare per posta a tutti gli elettori del PD, MA ANCHE chiamare Chi l'ha visto».






Fassino: «Veltroni deve capire che se non vogliamo dire i nomi possiamo almeno dire i numeri: mica possiamo tacere».


Nel frattempo domani riunione fiume di partito per stabilire se fossero le correnti (quelle d'aria) a provocare il virus distruttivo e cercare di capire da dove vengono.



p.s. Bersani è l'unico segretario di partito che conosco che quando in piena estate l'opposizione ha cominciato a sgretolarsi e l'ipotesi elezioni era più serio dichiara: «Meglio Tremonti che il voto». Geniale. Specie pensando che la sera prima la Bindi aveva detto: «Tremonti premier? Mai!».

27 lug 2010

Elogio di Filippo Facci.

Oggi mi trovo a commentare un editoriale di Filippo Facci. Argomento di oggi: Elogio di Rosy Bindi. Penso: beh parlerà bene di Rosy Bindi? Sosterrà la sua coerenza e la ragionevolezza di alcune sue posizioni? Dirà che in fondo gli attacchi di Berlusconi su bellezza ed intelligenza sono stati volgari ed arroganti? Manco per niente: inizia da subito a sostenere che la Bindi ha una sua arroganza connaturata che le fa perdere posizioni. Poi subito a parlare delle quote rosa e del rapporto molto stereotipato bella=capra/brutta=intelligente (sarà questo forse l'elogio a Rosy Bindi?). Fatto sta che di Rosy Bindi non c'è più traccia nel resto dell'editoriale.

Che poi a voler parlare delle quote rosa, sono anche in parte (solo in parte) concorde con Facci che elemosinare tali quote è ancora più umiliante. Una sorta di concessione del Re: femmina anche tu hai diritto di parlare ma attenta a quel che dici, potrei sempre cambiare idea! Equivale, secondo me, a far sentire ancora più importanti tutti coloro che si sentono virili perché ostentano potere, si sentono uomini duri solo perché con uno schiocco di dita ottengono che diversi lacché lo omaggiano, o per ottenere diverse donne appariscenti che come minimo offrono un sorriso compiacente ed ammiccante. Un complesso di nauseanti ipocrisie.

Solo che, rispetto a Facci, aggiungo che la questione che si pone sulle quote rosa risente di un profondo retaggio di una cultura sia laica che religiosa decisamente maschilista e patriarcale: fino agli anni Settanta il delitto d'onore era una realtà neanche tanto riservata a qualche sparuta comunità periferica dimenticata dal buon Dio. Ancor oggi in ambito religioso i preti possono essere solo uomini, con la conseguenza che cardinali saranno solo uomini e i Papi presenti e futuri saranno solo uomini finché la regola non sarà cambiata (ma i cambiamenti in Vaticano ci sono ogni morte di Papa).

Facci, infine, oltre ad essersi perso per la strada l'elogio di Rosy Bindi, vorrei veramente sapere in che modo intendeva elogiarla, si perde per la via un passaggio fondamentale del ragionamento: il sospetto con cui si guarda una donna bella che fa carriera nasce proprio quando le capacità personali sono ritenute inferiori alla bellezza; o anche quando quest'ultima è ostentata più dei propri meriti; o ancora quando il Capo ha l'ossessione (più volte ostentata) delle belle donne. Non che ci sia nulla di male, ma personalmente ritengo che faremmo un gran passo in avanti se la selezione politica cominciasse a somigliare meno alle selezioni di Miss Italia e più ad una selezione sui concetti, sulle idee, sul ricambio generazionale, sulle capacità prettamente politiche.

Anche perché è ovvio che se una ragazza fa la velina, o fa i calendari, o fa la modella e nell'arco di pochi mesi già si propone come assessore/consigliere/parlamentare di lunga e consumata esperienza a me sale il sospetto di essermi perso qualcosa, mentre se vedo persone come Rosy Bindi, Daniela Santanchè, Anna Finocchiaro e Giorgia Meloni che hanno la loro brava gavetta (chi più lunga chi meno lunga), al di là del loro credo politico ed al di là della loro bellezza, non le guardo col sospetto che chissà quale cosa immorale abbiano potuto compiere per far carriera.



Solo per non far sentire solo Filippo Facci che ho intitolato il post: Elogio di Filippo Facci.
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